Prova Audi A4 Avant 3.0 Tdi

La best seller Audi torna sul mercato dopo aver subito un leggero make up: linee più marcate, nuovi gruppi ottici e motori ottimizzati per ridurre consumi ed emissioni. Le prestazioni? Ancora migliori.

8 dicembre 2011 - 0:12

LIVE
Otto generazioni, 39 anni di storia e ben 10 milioni di esemplari prodotti: stiamo parlando di Audi A4, la best seller della casa dei 4 anelli, rinnovata in tutte le sue varianti (berlina, station e Allroad) con l’obbiettivo di restare ai vertici del segmento D e combattere ad armi pari con la rivale di sempre (BMW Serie3) recentemente rinnovata.
Niente rivoluzioni, però, la Audi riceve solo qualche piccola pennellata di trucco per cancellare i (pochi) segni dell’età e un inevitabile messa a punto per le motorizzazioni tutta incentrata su efficienza e consumi.

Sono piccoli ritocchi, quindi, quelli che hanno coinvolto la Audi A4 2012: linee frontali leggermente più marcate e cofano motore “bombato”. E ancora: angoli smussati per la calandra (disponibile in doppia colorazione grigia o nera), fari anteriori con bordo inferiore ondulato, nuove prese d’aria sul paraurti e, per le versioni berlina e Avant, fendinebbia ultrapiatti. Il lato “B” ha visto modificare i gruppi ottici (disponibili con fasce di led) e la forma del paraurti con inserto diffusore.

All’interno, fortunatamente, il cambiamento è davvero minimo. Resta tutta l’eleganza e la cura per i materiali tipici della casa di Ingolstadt. Cambia la linea del volante (sfidiamo i meno attenti ad accorgersene) così come l’ergonomia dei comandi (sempre al top per quanto riguarda semplicità d’uso e completezza). La mascherina della strumentazione diventa “in tinta” con gli interni, gli amanti del lusso apprezzeranno nuovi sedili e finiture in pelle Nappa, mentre chi preferisce la sportività non rinuncerà certo al pacchetto S line (interni neri, cerchi XL da 18 pollici e assetto sportivo con carrozzeria ribassata di 30 mm).

DRIVE
La scelta? Station, ovviamente, meglio se spinta dal prestante 3.0 TDI da 245 cv (finché si può approfittarne senza pagare superbolli…). Il silenzio, una volta messa in moto, è impressionante: non una vibrazione di troppo. Quando si affonda il pedale del gas, però, il V6 sotto il cofano si fa sentire in termini di rumore e, soprattutto, di spinta. Merito di una coppia massima di, udite udite, ben 500 Nm che le permette di togliersi parecchie soddisfazioni nelle partenze da fermo.

In più c’è il cambio S-tronic che, in modalità automatica, snocciola una marcia dietro l’altra senza perdite di potenza o vuoti e, quando si decide di divertirsi con il sequenziale al volante, non fa rimpiangere troppo la versione manuale… Nemmeno ai puristi. Non manca la trazione integrale “intelligente” che distribuisce la coppia sui due assi in funzione della necessità. Sportiva quindi, quando si decide di forzare il passo, ma anche confortevole ed “economa” quando si viaggia in autostrada a 130 km/h a poco più di 2.000 giri/min. Sicurezza? Non mancano esp di serie (così come lo Start&Stop per gli animi green) e tanti altri accorgimenti (assistenza alla frenata, avviso superamento carreggiata ecc.).

Un piacere sotto tutti i punti di vista, con un solo difetto: il listino parte da 47.300 euro, ma per avere un esemplare “in forma” come quello della nostra prova gli euro da aggiungere sono davvero tanti…

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