Cadillac Escalade 2015: enormous is better

Si rinnova il colosso americano. Sarà disponibile sia a trazione integrale sia in configurazione 2WD. Confermato l’iconico V8 6.2 16V a benzina, affiancato dalla versione ibrida. Elettronica a profusione e artigianalità delle finiture sono i plus del 2015

8 ottobre 2013 - 15:10

XXL. Anzi, XXXL. Cadillac Escalade è la Sport utility più scioccante sul mercato. Nessun’altra vettura può vantare dimensioni simili. Lunga 5,14 metri e pesante oltre 2.500 kg, è un ciclope dall’anima profondamente Yankee. Tra le best seller Oltreoceano, spopola grazie all’aspetto imponente, al lusso degli interni, alla possenza del V8 e alla disponibilità di un’inaspettata versione ibrida. Inaspettata in quanto la taglia extra large poco o nulla ha a che vedere con concetti quali eco compatibilità, risparmio energetico e contenimento delle emissioni. E invece…

Giunta alla quarta generazione, si rinnova senza rinnegare l’impostazione oversize. Proposta sia a due sia a quattro ruote motrici, analogamente all’attuale modello sarà disponibile in configurazione standard (distribuita in Europa) oppure a passo allungato (riservata agli States). Comune a entrambi i mercati l’artigianalità delle finiture, in particolare degli interni in pelle cuciti a mano, e la curata insonorizzazione, legata all’adozione di un sistema Bose Active Noise Cancellation che, “leggendo” le onde sonore di fondo, compensa automaticamente i rumori sgraditi.

L’elettronica, del resto, è un must del colosso Cadillac: spiccano il riconoscimento vocale con touch control, tecnologia mutuata da tablet e smartphone, il display a colori da 12,3” ampiamente personalizzabile, l’Head-Up display e il sistema Blu-Ray Dvd con monitor al tetto da 9” per i passeggeri posteriori. Inedita, per Escalade, la funzione d’arresto automatico in caso di collisione imminente, basata sull’interazione tra radar a corto raggio e cruise control adattivo.

Non meno sofisticate le sospensioni a controllo magnetico, di serie, forti di ammortizzatori in, all’interno degli steli, lavora un liquido magnetoreologico arricchito da particelle di ferro anziché il comune fluido oleodinamico, in grado di modificare la propria viscosità reagendo, appunto, a un campo magnetico. In sostanza, sensori elettronici monitorano costantemente strada, stile di guida e comportamento della vettura modificando il campo magnetico generato e, conseguentemente, in tempo reale, la riposta smorzante degli ammortizzatori.

100% Yankee; soprattutto nella meccanica. Adotta infatti un mastodontico V8 Vortec 6.2 alimentato a benzina, forte della fasatura variabile e di una testata e monoblocco in alluminio. Attualmente accreditato di 409 cv e 47,2 kgm, in vista del 2015 dovrebbe crescere sotto il profilo sia della potenza sia della coppia. Decisamente americana la distribuzione è a singolo albero a camme con comando ad aste e bilancieri, collocato al centro della V di 90° formata dalle bancate, e 2 valvole per cilindro. Un’unità supportata dalla tecnologia Active Fuel Management che consente di avere solamente 4 cilindri attivi nelle fasi di rilascio e a velocità costante. Un timido tentativo di contenere i consumi. Ma non disperate: a Natale, il benzinaio non mancherà comunque di mandarvi i cesti a casa!

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