Caterham Seven 620S: una limata agli artigli

Derivata dall’estrema 620R, ne condivide il 2.0 Ford supercharged da 314 cv. Il peso cresce da 500 a 610 kg a causa di alcune concessioni al comfort, ma le prestazioni restano degne di una supercar.

11 febbraio 2016 - 12:02

Ha dovuto accettare una smussata ai canini, ma resta una “bestia” tutt’altro che mansueta e si conferma quanto di più simile a una motocicletta a quattro ruote: derivata dalla più estrema 620R, Caterham 620S nasce con una maggiore predisposizione per l’utilizzo stradale, pur costituendo un essenziale connubio di telaio, motore e sospensioni, senza diavolerie elettroniche ad appannare il rapporto tra guidatore e vettura.

Nata da un’intuizione di Colin Chapman nel 1957 ed evolutasi attraverso 4 generazioni, Seven, abbandonata e in parte rinnegata da Lotus, è stata rianimata da Caterham a partire dagli anni ‘70 ed è tuttora in produzione nella configurazione S3. Ultima delle immortali, nella versione 620S è mossa da un 4 cilindri in linea Ford Duratec di 2,0 litri sovralimentato mediante compressore volumetrico, in grado di erogare 314 cv e 300 Nm di coppia. Valori identici alla più specialistica “sorella” 620R, dalla quale si differenzia per alcune concessioni al comfort – si fa per dire – quali il parabrezza panoramico, i finestrini laterali, l’impianto di riscaldamento, esteso anche ai sedili rivestiti in pelle, e, soprattutto, l’adozione di un telaio meno costrittivo rispetto all’originale S3, denominato S5 – ideale prosecuzione della serie Lotus Seven – e foriero di un maggiore spazio sia per i passeggeri sia per i bagagli.

L’ultima nata in casa Caterham fa registrare una velocità massima di 233 km/h e uno scatto da 0 a 96 km/h (60 mph) in 3,44 secondi; prestazioni lievemente inferiori a quanto garantito dalla leggerissima R – pesante poco più di 500 kg contro i 610 kg della S – accreditata rispettivamente di 249 km/h e 2,8 secondi. Valori sui quali incide l’adozione di una classica trasmissione manuale a 5 rapporti in luogo del più raffinato cambio sequenziale a 6 marce mutuato dalla track car Superlight R500 e tipico di 620R. Immutati, infine, il differenziale autobloccante e il generoso ricorso al carbonio: plancia, sedili a guscio e pannelli delle portiere sono in fibre composite.

620S si sarà anche “addolcita”, ma come ogni erede della Seven, non potrà mai essere considerata una vettura convenzionale.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

MINI Clubman JCW posteriore

MINI Clubman John Cooper Works, 306 cv con stile. La prova

Volkswagen Golf 1974 grigia

Youngtimer – Volkswagen Golf, storia delle prime 7. In attesa dell’ottava

Volvo XC40 milano

Volvo XC40, i motivi di un successo. Test [VIDEO]