PISTAIOLI, È PER VOI

Per chi mastica pane e pista l’argomento è interessante: Dunlop ha presentato le nuove D213 GP Pro, gomme pensate e sviluppate per l’utilizzo in pista ma omologate per la strada. Sostituiscono le D212 GP Pro, a loro tempo vincenti all’Isola di Man. E, come il modello che le ha precedute, anche le D213 rappresentano il meglio della sportività secondo Dunlop (tra le intagliate).

Dunlop D213 GP Pro

Chi ha provato le GP Pro attuali conosce bene il genere di prestazioni che sono in grado di fornire: questi pneiumatici sono utilizzati in diversi campionati, sia su moto di media cilindrata (600) sia sulle maxi. Le Dunlop D213 GP Pro ne ricalcano la filosofia ma, come ogni nuovo prodotto quando si parla di pneumatici, migliorano un po’ ovunque. Scendendo nel dettaglio, le D213 beneficiano della tecnologia JLB (JointLess Belt) che, grazie all’utilizzo di tre tele diverse nella carcassa unite senza soluzione di continuità, controlla meglio la deformazione della gomma alle alte velocità di percorrenza in curva. In generale i tecnici sono intervenuti su diverse aree per diminuire il tempo di riscaldamento e aumentare ulteriormente il grip sull’asciutto. In particolare è cambiato il profilo all’avantreno (per offrire più superficie di contatto a elevati angoli di piega), il disegno degli intagli e la rigidità del battistrada.

Per quanto riguarda il retrotreno, il nuovo Dunlop D213 GP Pro sfrutta la tecnologia HTC (Heat Control Technology) che permette di mantenere le alte prestazioni per un periodo di tempo più lungo. Ma come fa? L’idea è semplice ma tutt’ora un primato tecnologico: c’è una mescola esterna dura e resistente al calore, mentre all’interno lavora una mescola che si scalda più facilmente. Sono disponibili diverse mescole tra cui anche la nuova Endurance, sviluppata sui campi delle gare a lunga durata (le endurance, per l’appunto). Saranno disponibili al pubblico dall’autunno del 2017.

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Alessandro ha 14 anni quando il suo migliore amico si presenta sotto casa con un MBK Booster fiammante, elaborato che manco quelli da trofeo. Ale non sta nella pelle, lo vuole provare subito. L’amico glielo concede raccomandando la massima cautela perché “l’ho appena preso”. La sequenza successiva è: 30 metri con le due ruote a terra, impennata, cappottata e perdita probabile di una amicizia. Da quell’esperienza Alessandro poteva capire due cose: Le moto non facevano per lui. Le moto sarebbero state il suo futuro. Purtroppo ha capito quella sbagliata e ce lo siamo ritrovati a RED. Da quando ha 22 anni, tra un esame e l’altro della facoltà di Ingegneria meccanica (poi terminata con la Laurea) ha iniziato a provare moto di ogni genere: dallo scooter (memore della sua fantastica prima esperienza) alle supersportive da gara, passando per custom, enduro e bagger da 400 kg. Sempre con la voglia di raccontarle e sempre tenendo a mente l’espressione stupita (ancora non sappiamo se felice) del suo amico (incredibilmente rimasto amico) in quel fatidico pomeriggio. Oggi a RED prova e racconta ancora moto di ogni tipo. E non impenna (quasi) più.