Ferrari Enzo: rabbiosamente unica

Nessuna vettura al mondo era così simile a una F1; mossa da un V12 6.0 di derivazione racing, poteva contare su 660 cv e una cattiveria smisurata.

20 luglio 2015 - 8:07

Dopo, il mondo non sarebbe stato più lo stesso. Quanti credevano che F40 ed F50 avessero raggiunto l’apice delle performance per una supercar stradale, dovettero ricredersi. Ferrari Enzo non solo celebrò il Grande Vecchio, al secolo Enzo Ferrari, scomparso nel 1988, ma portò su strada l’essenza tecnologica della Formula 1.

Alle monoposto s’ispiravano il design del frontale e la monoscocca in sandwich di fibra di carbonio e alluminio alveolare. Il motore, centrale, era un V12 di 65° identico solo per frazionamento e architettura ai “comuni” V12 Ferrari, ma derivato direttamente dalla F1. Alla cilindrata di 5.998 cc si accompagnavano prestazioni monstre: 660 cv a 7.800 giri/min, da 0 a 100 km/h in 3,65 secondi, una velocità massima di 350 km/h e, soprattutto, un rapporto peso/potenza di 1,90 kg/cv (!). Un valore a dir poco stratosferico per il 2002.

Il cambio era il noto elettroattuato F1 a 6 rapporti, evoluto al punto da garantire passaggi di marcia in 150 millisecondi, mentre la trazione, da tradizione per il Cavallino Rampante, era rigorosamente posteriore. Ebbe il merito di traghettare la Ferrari verso una nuova dimensione, dato che fu la prima vettura stradale di Maranello dotata dei freni carboceramici, realizzati dallo specialista italiano Brembo, così come del volante con comandi integrati per la gestione dell’assetto e del controllo di trazione. Caratteristica, quest’ultima, ormai universalmente condivisa dalle eredi e ora estesa persino alla nuova Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio Verde.

Disegnata da Pininfarina, condivideva con la mitica F50 del 1995 le sospensioni a controllo elettronico di tipo push-rod – vale a dire a triangoli sovrapposti con puntoni diagonali che lavorano in compressione – sia all’avantreno sia al retrotreno, oltretutto corredate della gestione adattiva. Pesava 1.255 kg anche grazie alla carrozzeria integralmente in carbonio e ai cerchi in magnesio da 19 pollici con pneumatici anteriori 245/35 e posteriori 345/35, mentre il carico aerodinamico era garantito dall’interazione tra fondo piatto, estrattore, flap e spoiler a incidenza variabile. Ne vennero realizzati 399 esemplari. Oggi è leggenda.

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