Ferrari F14 T: tu mi turbi

È l’arma con la quale Alonso e Raikkonen tenteranno di conquistare il titolo iridato 2014. Mossa da un V6 1.6 turbo a iniezione diretta di benzina, può contare su 600 cv che, grazie al “raddoppio” del Kers, diventano 760 per oltre 33” a giro. L’ibrido in F1 è realtà

27 gennaio 2014 - 9:01

Ha tanti granelli da aspirare. Che rispondono ai nomi di Sebastian Vettel, Infiniti Red Bull Racing, Lewis Hamilton e Mercedes AMG F1. E alcuni sassolini da togliersi dalle scarpe. La nuova Ferrari F14 T, presentata da poche ore e subito soprannominata “la monoposto dal musetto ad aspirapolvere”, è l’arma con la quale la Casa del Cavallino Rampante tenterà di conquistare il mondiale F1 2014.

È figlia di una rivoluzione tanto regolamentare quanto tecnica. Rispetto allo scorso anno, infatti, i propulsori mutano radicalmente: non più 8 cilindri a V aspirati bensì 6 cilindri (sempre a V di 90°) a iniezione diretta di benzina sovralimentati mediante singolo turbocompressore a geometria fissa. Si riduce, al contempo, da 2,4 a 1,6 litri la cubatura, mentre il regime massimo ammesso è di 15.000 anziché 18.000 giri/min come nel 2013. La potenza erogata dai V6 si attesta così a circa 600 cv contro gli oltre 750 cv dei V8, cui sommare, per un lasso di tempo pari a 33,3 secondi al giro (lo scorso anno 6,6”), 160 cv sprigionati dal sistema di recupero dell’energia. Quest’ultimo un’evoluzione del noto Kers che, sino a ieri, sfruttava solamente la fase di frenata e forniva un surplus di potenza pari a circa 80 cv. Ora, invece, entra in gioco un secondo sistema (ERS), legato all’operato della turbina nelle fasi non di carico del propulsore, ovvero quando il compressore non ha compiti di sovralimentazione, che permette d’indirizzare l’energia accumulata in un vero e proprio pacco batterie così da alimentare ulteriormente il Kers oppure ridurre il ritardo di risposta del turbo alle pressioni dell’acceleratore. Nasce, in quest’ultimo caso, il killer del turbo lag.

Non meno rilevanti i cambiamenti a livello aerodinamico. L’altezza da terra tanto dei telai quanto dei musetti è stata radicalmente ridotta, gli alettoni anteriori devono essere ancorati mediante due supporti verticali e l’ala frontale riduce la propria ampiezza da 180 a 165 cm, così da scongiurare (almeno in parte) contatti e danneggiamenti con i pneumatici degli avversari. Profilo ridotto per l’alettone posteriore, mentre è vietata qualsiasi carenatura dei terminali di scarico. Questi ultimi passano da due a… un unico tubo direzionato verso l’alto, così da impedire lo sfruttamento dei gas combusti a fini aerodinamici. In estrema sintesi, l’effetto suolo e la portanza si candidano a bestie nere delle nuove monoposto. In aggiunta, mutano le masse: le vetture 2014 devono essere più pesanti di 48 kg, passando da 642 a 690 kg. Però nessuna paura. Sarà sufficiente nutrire i piloti come conigli per compensare, almeno in parte, il gap ponderale.

F14 T sta per Ferrari 2014 Turbo. Un nome scelto mediante consultazione popolare online riservata agli appassionati del Cavallino. Oltre 1 milione di supporter dalla fantasia un po’ appannata hanno scelto questa denominazione per la sessantesima monoposto Ferrari F1. Un progetto a lunga gestazione, oltre 24 mesi, che ha visto confermata l’adozione di sospensioni pull rod, ovvero a triangoli sovrapposti con puntoni diagonali che lavorano in trazione piuttosto che in compressione (push rod), in corrispondenza d’entrambi gli assali. Oltre alle modifiche citate, secondo regolamento l’alettone posteriore prevede una corsa più ampia del sistema DRS, volto a ridurre le resistenza aerodinamica onde favorire i sorpassi, e perde il profilo alare inferiore.

F14 T ha necessità di raffreddamento completamente diverse rispetto alla precedente monoposto. I radiatori dedicati ad acqua e olio, ad esempio, sono più piccoli, dato che il V6 turbo “scalda” meno del V8 aspirato. Ben più complessi, al contrario, l’individuazione dello spazio necessario all’intercooler e lo smaltimento del calore generato dai sistemi Kers+ERS. Secondo tradizione, il telaio è costituito da una monoscocca in compositi alveolari e fibra di carbonio, mentre il differenziale autobloccante è a controllo idraulico.

Sarà vincente? Solo il cronometro, e le vetture rivali, potranno rispondere a questa domanda. Senza dubbio costituisce una rivoluzione rispetto al passato. Senza dubbio introduce contenuti tecnici che un giorno, in un futuro non troppo remoto, troveremo applicati alle auto ordinarie. Senza dubbio ha un aspetto inusuale. Al punto da aver suscitato l’ironia del web e di qualche avversario. Si veda il canzonatorio posto su facebook, prontamente rimosso, a firma del pilota McLaren Jenson Button, prontissimo nel paragonare F14 T a un aspirapolvere. Ora spetta ad Alonso e Raikkonen fare terra bruciata, anzi “aspirata”, degli avversari.

 

La presentazione tecnica della nuova F14 T

http://youtu.be/IRmHzgiQ1qs

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