Ford C-MAX Solar Energi: spina? No grazie

La monovolume dell’Ovale Blu è ibrida plug-in, ma le batterie al litio, oltre che mediante la comune rete elettrica, possono essere ricaricate grazie a speciali pannelli solari collocati lungo il tetto. Autonomia e prestazioni invariate rispetto ai modelli standard

7 gennaio 2014 - 12:01

La schiavitù è finita. Spartaco è arrivato. E risponde al nome di Ford C-MAX Solar Energi. Concept che promette di liberare la tecnologia ibrida plug-in dalla dittatura della spina. Più precisamente della presa di corrente, strumento necessario per la ricarica delle batterie mediante rete elettrica. E l’arma segreta del novello Spartaco è… un pannello solare esteso lungo l’intera superficie del tetto della vettura.

Pannello, nel dettaglio, caratterizzato da una speciale finitura “a lente d’ingrandimento” in grado di concentrare i raggi solari al punto da immagazzinare 8 kW (kilowatt) al giorno. Vale a dire l’equivalente di una ricarica di 4 ore mediante rete elettrica. Consentendo a C-MAX Solar Energi d’eguagliare l’autonomia della più comune C-MAX Energi, capace di percorrere quasi 1.000 km, dei quali 34 in modalità puramente elettrica, grazie a un serbatoio da 64 litri e, soprattutto, all’abbinamento di un 4 cilindri 2.0 a benzina da 141 cv con un motore elettrico da 48 cv, laddove la trasmissione è automatica del tipo a variazione continua.

C-MAX Solar Energi, la cui base meccanica è identica alla versione “standard” Energi, può costituire il cambio di passo della tecnologia ibrida plug-in, trasformando la ricarica delle batterie mediante rete elettrica in una soluzione d’emergenza anziché la consuetudine e rendendo pressoché superfluo il tutt’altro che agevole ricorso alle colonnine di ricarica a 240 Volt, poco diffuse e spesso onerose da installare privatamente. Abbattendo nettamente, al contempo, l’inquinamento globale, dal momento che il ricorso all’energia non solo verrebbe affidato a una fonte rinnovabile, ma porterebbe in dote il vantaggio di non prevedere livelli intermedi d’immagazzinamento e diffusione. Non resta che attendere l’entrata in produzione della vettura. Forza, costruitela!

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