Giochi preziosi, tornano le SoapBox a Goodwood

Non solo motori a Goodwood. Tra i prototipi più ammirati figurano le soapbox a propulsione gravitazionale, bolidi silenziosi da 320 km/h, realizzati in galleria del vento e con ampio ricorso al carbonio. I freni? Dischi e pinze derivati dalla mountain bike

 Del Festival della velocità di Goodwood si è detto tutto. O forse no. Perché nel regno di cv e kgm, patria di pneumatici fumanti e burn out incandescenti, c’è chi, il motore, proprio non sa cosa sia. Merito del revival dedicato al Soapbox Challenge, competizione riservata esclusivamente ai veicoli a propulsione… gravitazionale.

Il teatro della sfida? Ovviamente il percorso della celebre cronoscalata. Affrontato in senso contrario. Non in salita, pertanto, bensì in discesa. 2,5 km “a caduta libera”, confidando esclusivamente nella scorrevolezza dei veicoli. Le vetture, se così possono essere definite, gareggiarono a Goodwood dal 2000 al 2004. Dovevano rispettare stringenti parametri dimensionali: lunghezza e larghezza massime di, rispettivamente, 170 e 75 cm, massa non superiore a 165 kg (incluso il guidatore). Il tutto a fronte di un esborso inferiore a 1.000 sterline (poco meno di 1.200 euro).

Nel corso dei cinque anni di competizione, la formula inizialmente animata da un sano spirito goliardico venne radicalmente stravolta. Le regole furono infrante. L’esasperazione tecnica divenne una costante. Alcuni team di F1 presero terribilmente sul serio l’evento, sviluppando in galleria del vento veri e propri prototipi high tech. Legno e cartone abdicarono in favore di fibra di carbonio e magnesio.

 

Le velocità crebbero a dismisura. Oltrepassare la barriera dei 100 km/h divenne facile quanto bere un bicchier d’acqua. I freni si ridussero ai minimi termini: poco più di un impianto idraulico da mountain bike. Gli incidenti fiorirono come gardenie e… le risse tra i team altrettanto. Nel 2004 gli organizzatori, e la ragionevolezza umana, misero la parola fine al Soapbox Challenge. Con grande rammarico di assi della velocità del calibro di Stirling Moss e Barry Sheene, totalmente rapiti dall’evento.

Rolls-Royce Typhoon, McLaren MP4/T5, Lotus Type 119, Porsche Speedster II, Ford Centennial Flyer e Bugatti Petit Tank: ecco i nomi delle Formula 1 a motore gravitazionale. Il record della follia resta appannaggio del prototipo Lotus, accreditato di una velocità massima di 320 km/h (!) con pendenze di 45°. Top della tecnica la monoposto McLaren, caratterizzata da monoscocca in fibra di carbonio e ruote lenticolari. Giochi preziosi…

Il video di uno dei tanti incidenti che caratterizzarono il Soapbox Challenge dal 2000 al 2004

http://youtu.be/sXdkalOTr3c