La strada del vicino è sempre più… Verdon

La rivalità tra Italia e Francia affonda le radici in un passato lontano e sono tanti i terreni che ci vedono competere con i cugini d’oltralpe, negli sport più disparati così come quando si tratta di mettere le gambe sotto il tavolo e di stabilire chi produca per esempio i formaggi o i vini migliori.

28 ottobre 2019 - 14:32

Anche se spiace ammetterlo, mettendo da parte il nazionalismo c’è però una cosa su cui la supremazia francese non è molto in discussione ed è la capacità di tenere bene le strade. Intendiamoci, anche da noi ci sono percorsi spettacolari pavimentati bene ma mediamente la rete viaria transalpina è messa meglio: qui i rattoppi o peggio ancora le buche sono all’ordine del giorno, mentre oltre il confine l’asfalto è di norma liscio come un tavolo da biliardo.

Per rendersene conto non serve nemmeno fare troppi chilometri: basta varcare le Alpi e fare un giro tra la Costa Azzurra e le Gole del Verdon, dove mi sono recato ad agosto in moto e deve ho avuto la fortuna di tornare – stavolta in auto – partecipando alla Continental Black Chili Experience qualche settimana fa. Per tutti gli appassionati del Nord Italia si tratta di una meta perfetta per trascorrere un weekend all’insegna del piacere di guida. Ecco allora un itinerario che mette assieme le due esperienze e che può fare un po’ da guida.

Scenari che cambiano

Il modo più divertente per raggiungere la Costa Azzurra è sicuramente passare per il Colle di Tenda, che si può raggiungere facilmente da Cuneo, passando per Borgo San Dalmazzo e Limone Piemonte. Superata la stretta galleria a senso unico alternato che segna il passaggio in Francia, inizia la gustosa discesa verso la cittadina di Sospel. Da qui si può prendere una strada ricca di curve e poco battuta per L’Escarene. e seguire poi per Nizza, dove qualche chilometro di autostrada permette di aggirare il traffico urbano e di raggiungere rapidamente l’uscita di Cagnes-sur-Mer. Tornati sulla viabilità ordinaria, le indicazioni da seguire sono quelle per Vence e per il Col de Vence, che sale fino a un’altitudine di oltre 900 attraverso un terreno sorprendentemente brullo.  Dopo lo scollinamento lo scenario muta radicalmente, con una vallata profonda che si apre sulla destra e tanto verde ai lati della strada. Il paesaggio muta di nuovo quando si segue prima per Gréolières e quindi per Valderoure restando sempre sulla D2, con spettacolari passaggi a mezza costa tra gallerie scavate nella montagna e denti di pietra, spesso utilizzati come set per servizi fotografici anche dalle Case automobilistiche e motociclistiche.

Attacco alla gola

Quando si incrocia la D4085 è bene girare a destra verso Castellane e gustarsi un’altra ventina di chilometri di curve magnifiche su una strada ampia, poco trafficata e con una pavimentazione degni di una pista. Proseguendo poi verso La-Palud-sur-Verdon il ritmo devo forzatamente scendere: la strada che si sviluppa ai lati del fiume si fa stretta e molto tortuosa, tanto che occorre fare attenzione nelle curve cieche al sopraggiungere di mezzi in senso opposto. Arrivati a La-Palud è doverosa una divagazione per la Route des Crêtes, un anello di pochi chilometri che si percorre in senso orario lungo il quale si incontrano punti panoramici e terrazze da cui ammirare la maestosità delle Gorges du Verdon, che rappresentano il più grande canyon d’Europa. Chiuso il loop, si può tornare a puntare verso il Lac de Saint Coix, che si può avvistare dall’alto, da una piazzola sistemata in posizione dominante.

Prenotazione consigliata

Il lago può essere ammirato in molti modi, scendendo direttamente verso Aiguines e transitando sul ponte che passa sull’ultimo tratto del fiume, prima del suo ingresso nel bacino, oppure girandogli attorno sulla sponda settentrionale. La zona offre scorci notevoli ma è bene tenere presente che le strutture turistiche non sono all’altezza del flusso dei visitatori e che c’è quindi il rischio di doversi spostare di tanti chilometri se si decide di pernottare da queste parti senza aver prenotato per tempo.

Aiguines è un punto di riferimento importante, da qui parte infatti la strada che si snoda lungo la rive gauche, la sponda sinistra del Verdon, molto più guidabile di quella destra e con vedute altrettanto spettacolari.

Sempre più in alto

Giunti a Comps-sur-Artuby ci si trova idealmente davanti una sorta di bivio. Avendo tempo a disposizione varrebbe la pena di andare a Nord-Est, tornare a Castellane passando per Le Bourget facendo un’altra scorpacciata di misto, per poi proseguire fino a imboccare la N202 verso Saint Benoit. Le Gorges di Daluis, con i loro passaggi spettacolari tra pareti di roccia scure sono una tappa obbligata che conduce a Guillaumes da dove si può poi imboccare un bel tratto della Route des Grandes Alpes con il passo di Valberg e il Col de la Couillole. Una volta scesi a Saint-Sauveur-sur-Tinée si può  prendere a sinistra per il magnifico Col de la Bonette, che con l’artificio di un anello che sale oltre la quota del valico vero e proprio sale fino ai 2.802 metri. Ritornati a fondo valle, c’è solo da avere l’imbarazzo della scelta per rientrare in Italia, con una sequenza di vallate tutte stupende, che portano al Colle della Maddalena, al Colle dell’Agnello e al Monginevro.

Verso il mare

Da Comps-sur-Artuby l’altra opzione si sviluppa su percorsi meno celebri ma ha comunque tanto da offrire, senza considerare che è l’unica praticabile durante la stagione fredda, quando certi passi alpini sono sommersi dalla neve. Questa soluzione prevede che dopo La Bastide si punta verso il Lango di Saint-Cassien passando per Escragniolles e attraverso al Parco naturale Regionale Préalpes d’Azur, prima di fare una puntata verso il Massiccio dell’Esterel. Da qui non resta che ritornare sulla costa e respirare un po’ di mondanità tra le molte celebri località che si alternano sul trafficato litorale. Il rientro può avvenire a questo punto anche in autostrada, senza dimenticare mai che in Francia sono molto severi nel far rispettare i limiti di velocità e che c’è il rischio concreto di prendere multe salate appena si perde di vista il tachimetro.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Ford Mustang Mach-E, la muscle car diventa (anche) elettrica e SUV

Auto elettrica, il futuro è incerto

Youngtimer – Audi 80, come si diventa premium