Jaguar XKSS: fatta oggi, come una volta

Nuovi di zecca ma fatti a mano da abili artigiani, esattamente come sessant’anni fa: sono così i nove elesemplari della Jaguar XKSS venduti a oltre un milione di sterline.

Agli inglesi pare che non piaccia lasciare le cose a metà. E così, a circa sessant’anni circa di distanza dall’incendio che divampò nel 1957 nell’impianto di Browns Lane, distruggendo nove Jaguar XKSS destinate all’esportazione negli Stati Uniti, la Casa ha deciso di ricostruire quelle macchine. 25 avrebbero dovuto essere gli esemplari sul mercato della prima supercar dell’epoca moderna e 25 saranno, ora che dall’atelier di Jaguar Land Rover Classic usciranno delle XKSS identiche a quelle che non hanno mai calcato l’asfalto. La prima è stata svelata a Los Angeles, al Petersen Museum.

New original, non dunque semplici repliche: è così che definiscono in Jaguar le XKSS d’oggigiorno, nuove di zecca ma costruite in tutto e per tutto come una volta, numero di telaio compreso. Oltremanica hanno fatto ricerche per 18 mesi, sono andati a ripescare negli archivi i vecchi disegni, hanno costruito apposta dime sulle quali abili battilastra hanno modellato le carrozzerie in lega di magnesio. Inoltre hanno contattato lo specialista Reynolds, facendogli confezionare telai tubolari con saldature al bronzo proprio come negli Anni 50.

2016 World Endurance Championship Round Five, 6 Hours of Mexico 5th - 7th April 2016 Mexico City, Mexico Photo: Nick Dungan / Drew Gibson Photography

E identici al passato sono anche gli strumenti Smiths, i pomelli sulla plancia, il volante in legno e i sedili in pelle, oltre alle gomme Dunlop e ai cerchi, a loro volta in lega. Roba da fare venire i lucciconi ai nostalgici dal cuore tenero, pronti magari a contare uno per uno gli oltre 2.000 rivetti sparsi per la macchina e tutti posti proprio là dove è giusto che siano, nel rispetto della storia. Anche il motore sembra portato in fabbrica con una macchina del tempo. Si tratta di un sei cilindri 3.4 da 262 cv alimentato da tre carburatori Weber DC03, classico che più non si può.

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Questi nove esemplari sono dedicati a collezionisti e clienti speciali, disposti a pagare un importo lasciato signorilmente sul vago, oltre un milione di sterline. Certo è una bella cifretta ma dal quartier generale fanno sapere che confezionare a mano una di queste macchine richiede circa il corrispettivo di 10.000 ore di manodopera.