Le 10 innovazioni che cambieranno il mondo dell’auto

Le vetture del futuro saranno caratterizzate da ologrammi, campi di forza e intelligenze artificiali. Percepiranno le emozioni dei passeggeri e vi adatteranno l’esperienza di viaggio. Tra fantascienza e realtà, ecco come sarà l’auto di domani.

31 gennaio 2017 - 10:01

Il 2017 è partito con il pedale dell’acceleratore a fondo corsa. Il CES di Las Vegas e il Naias di Detroit, i due appuntamenti che, tradizionalmente, inaugurano l’anno automobilistico, non hanno semplicemente aperto una finestra sul futuro delle quattro ruote… hanno letteralmente squarciato l’esistente. Il primo evento, nato quale rassegna dedicata all’elettronica di consumo, è divenuto terreno di conquista dei costruttori d’auto, mentre il secondo Salone ha confermato di rivestire un ruolo di primo piano grazie all’importanza del mercato americano, in grado per volumi e centralità d’influenzare le tendenze globali. Le due kermesse non potrebbero essere più diverse nel rapporto che intessono con la realtà, dato che a Las Vegas si sogna e a Detroit si pensa alla concretezza, ma in entrambi i casi l’auto cambia profondamente rispetto al passato, si “umanizza” e diventa hi-tech.

Accelerare, frenare e sterzare? Operazioni obsolete. Le vetture del futuro parleranno tra loro – e questa non è una novità – ma, soprattutto, riusciranno a percepire le emozioni e gli stati d’animo degli occupanti, personalizzeranno l’esperienza di bordo in base alle esperienze vissute e alla conoscenza del conducente, creeranno ologrammi e supereranno le comuni esperienze tattili. Nei prossimi anni, infatti, sarà possibile provare delle sensazioni anche rinunciando al contatto fisico. Merito dei rivoluzionari campi di forza che BMW, Bosch e Toyota promettono di creare a bordo dei veicoli. L’abitacolo dei modelli del futuro, del resto, è sempre meno orientato alla guida, spesso autonoma, e più adatto a essere convertito in salotto, ufficio o centrale di comando grazie alla quale gestire, ad esempio, gli elettrodomestici di una smart home. Cadono le barriere tra reale e virtuale così come quelle tra gli ambienti; l’auto di domani non sarà un semplice mezzo di trasporto, bensì uno strumento organizzativo perennemente connesso. Ecco le principali tecnologie che rivoluzioneranno il mondo dell’auto e l’approccio alla mobilità.

Bmw i Inside Future, ologrammi anziché schermi

La Casa tedesca spinge lo sguardo lontano, a un futuro nel quale la guida autonoma e l’auto elettrica saranno pienamente integrate nella vita digitale di ogni uomo. Debutta così lo schermo HoloActive Touch, evoluzione delle comuni interfacce a comandi gestuali, che consente di ottenere un feedback tattile – sotto forma di vibrazione – con tasti e selettori pur in assenza di un contatto fisico. Merito di una sorgente a ultrasuoni e della proiezione di ologrammi in sostituzione delle comuni schermate di informazioni. Complice la guida autonoma, l’abitacolo tradizionale cede il posto a un ambiente mobile, trasformabile in ufficio o salotto in funzione delle esigenze del momento. E per quanto riguarda lo svago, grazie a delle rivoluzionarie “tende sonore” sarà possibile fruire dei contenuti multimediali – ad esempio guardare un film – senza disturbare o essere disturbati dagli altri passeggeri.

Bosch, ecco il feedback aptico

La concept autonoma Bosch segue la strada tracciata da BMW e porta al debutto degli innovativi comandi gestuali con feedback aptico, vale a dire in grado di restituire una sensazione tattile anche senza un reale contatto. Una raffinatezza resa possibile dalla generazione di un campo di forza che permette di percepire tasti e manopole virtuali, “proiettando” le sensazioni sulle dita, e che si accompagna alla tecnologia biometrica per il riconoscimento del conducente. Votata alle soluzioni hi-tech, l’auto diventa un assistente personale che, riconoscendo l’utente mediante speciali telecamere, adatta ogni opzione, dalla musica alla climatizzazione, in funzione dei giusti del singolo individuo. Costantemente connessa, la show car tedesca dialoga con gli elettrodomestici di casa e consente di gestire a distanza una smart home.

Chrysler Portal, ti riconosce dallo sguardo

La concept Portal è la prima vettura elettrica a guida autonoma di Fiat-Chrysler. Basata su di una piattaforma dedicata, destinata allo sviluppo dei futuri veicoli a zero emissioni del Gruppo italo-americano, punta su di un design di rottura con il passato e su di un’eccezionale luminosità interna. Le portiere sono ad apertura scorrevole verso l’esterno, mentre lo smartphone diviene protagonista assoluto, dato che dialoga costantemente con l’auto e tramite il riconoscimento facciale permette di personalizzare ogni funzione di bordo in base ai gusti del singolo. La guida autonoma di livello 3 prevede che il conducente resti vigile, così da gestire le situazioni d’emergenza. Adotta batterie da 100 kWh e può contare su di un’autonomia di 400 chilometri.

Faraday Future FF91, cerca parcheggio da sola

L’elettrica californiana a guida autonoma sfida apertamente Tesla, forte di una linea fuori dagli schemi e di un powertrain a zero emissioni da ben 1.050 cv. Una potenza monstre che, abbinata alla trazione integrale a gestione elettronica, porta in dote prestazioni da supersportiva; scatta da 0 a 100 km/h in 2,5 secondi. La dotazione di serie include l’assale posteriore sterzante, mentre le batterie da 130 kWh promettono un’autonomia di 700 chilometri. Lunga 5,25 metri e caratterizzata da portiere ad armadio che si aprono grazie al riconoscimento facciale del guidatore, può contare su superfici vetrate oscurabili premendo un semplice tasto e sulla costante connessione tanto con la rete quanto con gli smartphone dei passeggeri. Dotata di dieci telecamere, cerca parcheggio ed effettua le manovre in totale autonomia; senza il guidatore a bordo. Sul mercato nel 2018, costerà circa 150.000 euro.

Ford Hybrid, il sistema Lidar 2.0

Ford presenta la rinnovata berlina Fusion Hybrid – Mondeo sul nostro mercato – a guida autonoma, destinata ai test senza conducente negli States e in Europa. I venti prototipi possono contare su di un sistema Lidar evoluto, vale a dire sul telerilevamento in grado di determinare la distanza di un oggetto o di una superficie utilizzando un impulso laser, oltre che su di un hardware aggiornato. Upgrade che consentiranno a Ford di portare al debutto entro il 2021 una vettura senza conducente riservata al ridesharing, cui farà seguito nel 2025 il primo modello autonomo di grande serie destinato ai privati. Orizzonte più breve, invece, per assistere al debutto in configurazione ibrida sia della celebre Mustang, icona dell’automobilismo sportivo americano, sia del vendutissimo pick-up F-150. Entrambi i veicoli saranno disponibili nel 2020.

Honda NeuV, ti legge dentro

La concept elettrica nipponica percepisce le emozioni del guidatore e ne impara le abitudini così da assisterlo al meglio adattando le funzioni del veicolo all’umore del momento. Variando, ad esempio, la playlist musicale, il tragitto, la climatizzazione e l’illuminazione interna in base allo stato d’animo dei passeggeri. Un nuovo orizzonte della personalizzazione. Complice la guida totalmente autonoma, la NeuV si muove senza conducente per la città, trasportando i clienti (paganti) mentre il proprietario è impegnato in altre attività. Anziché attingere in modo unidirezionale dalla rete elettrica, concretizza la strategia vehicle-to-grid che vede le vetture rivendere l’energia immagazzinata agli operatori nei momenti di massima richiesta.

Nissan Leaf, impara dall’esperienza

Nissan accelera sul fronte della guida autonoma, proponendo una versione evoluta del sistema ProPilot, destinato anche alla nuova versione della compatta elettrica Leaf. Un’innovazione cui si affianca un’inedita piattaforma d’intelligenza artificiale sviluppata congiuntamente con la Nasa (l’Ente nazionale americano per le attività spaziali e aeronautiche), in grado di imparare dalle esperienze e prendere decisioni “umane” nelle situazioni critiche. La tecnologia ProPilot, prossima al debutto in Europa, gestirà la marcia all’interno di una singola corsia autostradale fino a una velocità di 100 km/h. Un assaggio di guida autonoma, dedicato anche alla SUV Qashqai, in attesa della prima auto di serie senza conducente, prevista nel 2020.

Samsung SDI, le batterie a ricarica flash

Il colosso sudcoreano presenta degli inediti accumulatori, potenzialmente in grado di rivoluzionare la mobilità a zero emissioni. Le celle ad alta densità sviluppate dalla controllata Samsung SDI promettono infatti un’autonomia massima di 600 chilometri, rigenerabile per l’80% con solo 20 minuti di connessione alla rete di ricarica. Celle che possono essere accorpate in un modulo di dimensioni e peso particolarmente contenuti, tre volte più performante rispetto a quanto sino ad oggi ottenuto a parità di ingombri. A breve potremo pertanto contare su batterie più leggere ed efficienti, a tutto vantaggio della fruibilità delle auto elettriche.

Toyota Concept-i, i tuoi gusti saranno i suoi

Il prototipo elettrico giapponese a guida autonoma può contare su di un’innovativa intelligenza artificiale che crea un vero e proprio rapporto con l’utente, imparando a riconoscerne abitudini, gusti e preferenze oltre che a percepirne le emozioni grazie ai rilevamenti biometrici. La personalizzazione dell’abitacolo e delle funzioni di bordo è massima, sebbene la concept Toyota si spinga oltre: nelle situazioni critiche decide se e quando intervenire per sottrarre la guida al conducente e tutelarne l’incolumità. In abitacolo non sono previsti i classici display, dato che l’auto si “esprime” mediante feedback aptici, in grado di restituire una sensazione tattile anche senza un reale contatto fisico, e dialoga con l’esterno grazie agli effetti visivi e ai messaggi di testo integrati nel frontale e in coda.

Volvo Skype for Business, la conferenza è aperta

Realizzare una conference call senza distrazioni alla guida, esercitando una semplice pressione sul display del sistema d’infotainment: ecco l’obiettivo della tecnologia Skype for Business di Volvo, sviluppata insieme a Microsoft e dedicata ai professionisti che non vogliono interrompere l’attività lavorativa durante il viaggio. Destinato alla gestione della messaggistica e delle chiamate in conferenza, l’inedito servizio sarà presto disponibile per i modelli della Serie 90, vale a dire S90, V90 e XC90.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO

SUV e crossover compatti: ecco i migliori sul mercato

Duster mette il turbo e saluta il gruppo

RED300 ep. 24, la nuova Tesla Model Y