Dal 2019, la Mazda eliminerà – o quantomeno limiterà il ricorso – alle classiche candele nei propulsori a benzina, rendendo l’evoluzione della famiglia di motori SkyActiv quanto di più simile alle unità Diesel. Una piccola rivoluzione che porterà le unità a benzina e quelle alimentate a gasolio a essere vicine tecnicamente come mai prima d’ora.

Mercedes e VW ci avevano già provato

Applicata per la prima volta a un quattro cilindri 2.0 da circa 190 cv, la tecnologia SkyActiv-X trae ispirazione dalle sperimentazioni messe in atto in passato dalla Mercedes con il “DiesOtto” e dalla Volkswagen con la soluzione CGI (Gasoline Compression Ignition). Esperienze con una comune base di partenza, vale a dire la consapevolezza che il Diesel è un’unità ad autoaccensione e che questa caratteristica gioca a favore della riduzione dei consumi. L’aria aspirata viene infatti riscaldata nei cilindri a una temperatura di circa 700-900°C per effetto della compressione, il che provoca, appunto, un’autoaccensione al momento dell’iniezione del carburante. Un propulsore a gasolio richiede pertanto una compressione maggiore (con valori sino a 25:1) e una struttura più robusta rispetto ai benzina. Almeno sino ad oggi, dato che la Mazda, con la seconda generazione dei motori SkyActiv, che rientrano nella strategia di sviluppo della Casa nipponica da qui al 2030, introduce una soluzione tecnica simile, in grado di ridurre i consumi e le emissioni a fronte di un incremento dell’efficienza energetica e della coppia erogata.

Miscela aria/benzina molto magra

Tra le novità targate Mazda vi sono i sistemi SPCCI (Spark Controlled Compression Ignition) e HCCI (Homogeneous Charge Compression Ignition). Nel primo caso, nel propulsore, caratterizzato da un rapporto di compressione di 16:1, grazie alla turbolenza nei cilindri e all’iniezione calibrata con precisione viene creata una zona di miscela non troppo povera vicino alla candela. Candela che, pertanto, non viene eliminata. Anziché essere destinata alla classica accensione comandata, viene però utilizzata principalmente per controllare l’accensione per compressione (HCCI). In questo modo la miscela “meno magra” brucia agevolmente ed espandendosi comprime ulteriormente il resto della carica “più magra”, portando all’innesco della combustione per compressione.

Mazda3
Consumi ridotti sino al 30%

L’autoaccensione, secondo quanto dichiarato dalla Mazda, può portare a un vantaggio del 20/30% (!) in termini di consumi. Un risultato reso possibile dal contestuale incremento del rapporto di compressione e dall’adozione di una miscela aria/benzina molto magra (quindi con meno carburante rispetto allo standard). La prima vettura ad adottare la seconda generazione dei propulsori SkyActiv, sovralimentati mediante compressore volumetrico, sarà la nuova Mazda3. Il sistema verrà successivamente esteso all’intera gamma nipponica. Non prima, in ogni caso, del 2019/2020.