McLaren 570S Coupé: non chiamatemi baby

115 kg più leggera della sorella maggiore 650S, la nuova “piccola” McLaren adotta il medesimo V8 3.8 biturbo, depotenziato da 650 a 570 cv. Scatta da 0 a 100 km/h in 3,2 secondi. Confermato il telaio monoscocca in carbonio.

1 aprile 2015 - 15:04

Non c’eravamo già visti? Monoscocca in fibra di carbonio: presente. V8 3.8 sovralimentato mediante due turbocompressori MHI, costruito in Gran Bretagna dallo specialista Ricardo su specifiche McLaren e dotato di albero motore piatto: presente. Trasmissione a doppia frizione a 7 rapporti: presente. Impianto frenante carboceramico: presente. È una 650S! Sbagliato, si tratta della nuova 570S Coupé.

Più che di una novità sembra trattarsi dell’ennesimo collage – declinato in piccolo – Made in Woking. Il family feeling la rende molto simile alla “sorella maggiore” 650S e, sebbene sia il primo modello della neonata gamma Sport Series – entry level della Casa britannica –, lo schema meccanico non porta in dote nulla di rivoluzionario. La scocca beneficia di piccole modifiche, mentre il V8 3.8 biturbo, rivisto nel 30% dei componenti, è accreditato di 570 cv e 600 Nm anziché i consueti 650 cv e 678 Nm. La “baby” McLaren scatta così da 0 a 100 km/h in 3,2 secondi, da 0 a 200 km/h in 9,5 secondi e tocca i 328 km/h. Prestazioni solo lievemente inferiori alla citata 650S, accreditata di 3,0 secondi sullo 0-100 km/h e di una velocità massima di 333 km/h, e ottenute grazie al peso contenuto in 1.313 kg. Vale a dire ben 115 kg meno di 650S, risultando al contempo più leggera di quasi 300 kg rispetto alla rivale diretta Porsche 911 Turbo S.

Nulla cambia rispetto alla “sorella maggiore” quanto all’assetto, dato che 570S Coupé si affida alle note sospensioni PCC forti di ammortizzatori adattivi e sistema idraulico di compensazione del rollio. Unica differenza, i programmi di guida Normal, Sport e Track sono (lievemente) adattati alle diverse prestazioni in gioco. L’unica, vera, rivoluzione avviene in abitacolo, dove la consolle, un tempo in pezzo unico, è ora divisa in due sezioni: la superiore dedicata allo schermo touchscreen del sistema multimediale, l’inferiore ospitante i comandi per la gestione dell’accensione, della trasmissione, dell’assetto e dell’erogazione del motore. La strumentazione, interamente digitale, è derivata dalla hyper car ibrida P1, mentre dietro ai sedili è ricavato uno spazio supplementare che, in abbinamento ai 150 litri del vano anteriore (144 litri per 650S), porta in dote una capacità di carico superiore al resto della gamma McLaren. Prestazioni e praticità: la sfida a Porsche 911 Turbo è lanciata.

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