Michelin, uno slick per il bagnato

Nasce per la 24 ore di Le Mans il primo pneumatico per correre con gli «slick» su pista bagnata

Vincere una gara di Endurance significa curare ogni più piccolo dettaglio, ma anche sfruttare vantaggi tecnologici per avvantaggiarsi sugli avversari. Il cambio gomme è sicuramente un punto cruciale della gara, soprattutto quando il tempo fa le bizze. Solitamente le soluzioni a disposizione dei team sono tre slick, intermedia, e rain. Poter limitare a due le scelte del team (eliminando ad esempio le intermedie) consentirebbe vantaggi enormi. Ma come fare? Michelin ci prova a questa 24 ore di Le Mans (la gara più importante per la Casa del Bibendum che si terrà nei prossimi giorni) lanciando un nuovo pneumatico ibrido «slick intermedio» per vetture di categoria LMP1. Sviluppato nelle dimensioni 36/71-18 all’anteriore e 37/71-18 al posteriore, questo pneumatico innovativo è uno slick e permette di guidare su asfalto bagnato o umido, anche in presenza di zone di pista asciutta, sostituendo così lo pneumatico «intermedio» scolpito. Di fatto diminuiscono i cambi gomma in caso di maltempo e quindi diminuisce il tempo perso ai box.Per la lunghezza eccezionale (13.629 m), il circuito della 24 Ore si caratterizza per le condizioni di guida talvolta molto eterogenee tra i due punti più distanti. Inoltre, i cambiamenti di temperatura e di umidità che si registrano tra il giorno e la notte si combinano spesso con condizioni meteorologiche instabili.Da diverse stagioni, gli ingegneri di Michelin lavorano per integrare le caratteristiche del circuito della Sarthe nello sviluppo dei nuovi pneumatici da corsa. Grazie all’utilizzo di nuovi materiali e architetture, hanno migliorato di anno in anno la polivalenza di ogni tipo di pneumatico. Ne è nata una gamma Michelin Endurance 2012 che va al di là della classica classficazione di pneumatico «morbido», «medio» e «duro», grazie all’introduzione di pneumatici progettati per affrontare temperature e fondi stradali diversi.Tra i prodotti progettati da Michelin per la classica della Sarthe, ci sono anche pneumatici studiati appositamente per rispondere alle esigenze delle nuove vetture ibride sviluppate da AUDI e TOYOTA.La Toyota TS030 Hybrid è un prototipo con un motore a combustione che aziona le ruote posteriori e un motore elettrico sull’asse anteriore che la rende a trazione integrale.L’AUDI R18 e-tron quattro monta due motori elettrici sull’asse anteriore che erogano complessivamente 150 kW e sono alimentati dall’energia cinetica recuperata in fase di frenata. L’interazione con il motore termico V6 3,7 litri da oltre 510 CV, che muove l’asse posteriore, permette di ottenere una trazione integrale “elettrica” che supporta in modo vantaggioso in uscita di curva e in accelerazione.Quest’anno, Michelin, in accordo con Audi, equipaggia le due vetture R18 ultra e le due R18 e-tron quattro con gli stessi pneumatici. Questa decisione permetterà di realizzare un’analisi comparativa del comportamento degli pneumatici sulla base della configurazione della vettura. E poi c’è la Nissan DeltaWing, prototipo futuristico sperimentale della Casa giapponese (il motore è un 1500 cc). La Deltawing è un vero e proprio laboratorio di ricerca su ruote per cui Michelin ha sviluppato pneumatici da competizione di taglia piccola (anteriore), con peso di 5 kg.Il 3 giugno 2012, nella giornata di test della 24 Ore, la NISSAN DeltaWing ha utilizzato un solo treno di pneumatici «slick». Alla fine della giornata, ha percorso 722 km (l’equivalente di quattro “stint”- sessioni) con lo stesso treno di pneumatici.