MINI Clubman John Cooper Works, 306 cv con stile. La prova

Il restyling della Clubman, oltre ai classici ritocchi estetici, ha regalato la bellezza di 75 cv in più alla JCW. Ecco come va

16 settembre 2019 - 17:24

Avete presente le grandi station wagon Audi RS o Mercedes AMG? Ecco, la Mini Clubman John Cooper Works è la stessa cosa, in scala ridotta. Una macchina che è un controsenso, forse, anzi lo è di sicuro, ma che proprio per questo mi esalta. E sfiderei chiunque a non farsi prendere dalla voglia di darci dentro guidando questo oggetto. Ma andiamo con ordine.

Caricare sì, ma con stile

Station wagon, dicevamo: questo è, di fatto, la Clubman, anche se in MINI non lo ammetterebbero nemmeno sotto tortura. Sì perché station wagon è per gli altri, loro offrono qualcosa di diverso. Di più esclusivo. Questo elemento di diversità io l’ho anche cercato, il mio dovere l’ho fatto, ma alla fine, oltre che nella cura per il dettaglio, l’ho trovato solo nel sistema di apertura del bagagliaio, a doppia sponda invece che con il classico portellone. Per un effetto wow garantito, nonostante sia così già dalla prima Clubman, quella del 2007. E visto che siamo in tema di bagagliaio, la capacità va da un minimo di 360 a un massimo, a sedili abbattuti, di 1.250 litri.

Il particolare che fa la differenza

E poi certo, la Clubman è stata anche sottoposta al classico restyling di metà carriera, non solo la John Cooper Works ma tutta la gamma. Ciò che salta più all’occhio è il contorno occhi, pardon fari, ora più marcato in virtù delle cornici in nero lucido (optional) che li contornano. Ci sono inoltre altre modifiche di dettaglio al paraurti e, a richiesta, si possono ora avere pagamento i proiettori anteriori a led con funzione matrix: in parole semplici, il fascio luminoso viene oscurato selettivamente, in automatico, per non abbagliare chi si incrocia.

Dici MINI, pensi a una cura maniacale per il dettaglio. E la Clubman non delude. Come sulla hatchback, le luci nei fari posteriori disegnano ora la Union Jack, la bandiera inglese. E poi dentro, luci, levette, accostamenti. Ogni cosa è pensata per appagare l’occhio, per stupire. Con successo peraltro. Il tutto, senza dimenticare la sicurezza: la Clubman può avere tutto quello che ci si aspetta oggi da un’auto di questo livello, tra cui frenata automatica d’emergenza con riconoscimento pedoni (ormai irrinunciabile per le 5 stelle EuroNCAP) e l’attivazione automatica degli abbaglianti.

Numeri da sportiva vera

Ma non è certo sulla base della grandezza del bagagliaio che si fa una scelta come la Clubman. A maggior ragione se John Cooper Works. Sì perché con 306 cv e 450 Nm di coppia si viaggia fortissimo, in rettilineo così come in curva. La velocità massima, tanto per dire, è autolimitata a 250 km/h, mentre lo scatto da 0 a 100 km/h richiede solo 4,9 secondi. Ma è la risposta al pedale del gas che entusiasma, più per vigore che per prontezza. Quando il turbo entra in pressione, beh si viene catapultati in avanti con cattiveria rara. Il merito è anche della trazione integrale All4, che persino alle velocità più basse permette di sfruttare dal primo all’ultimo i 450 Nm disponibili già a 1.750 giri del 2.0 turbo 4 cilindri. A proposito di motricità non posso non tirare in ballo il differenziale autobloccante Torsen, quindi di tipo meccanico, che lavora tra le ruote anteriori ripartendo la coppia dove c’è più grip, rendendo in questo modo più efficace l’uscita di curva.

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