Pirelli e America’s cup un amore lungo 14 anni

La prima volta che Pirelli prende parte all’America’s Cup è il 2007 quando gli viene commissionata la costruzione delle stecche […]

La prima volta che Pirelli prende parte all’America’s Cup è il 2007 quando gli viene commissionata la costruzione delle stecche pneumatiche della randa dell’AC90. Anche questa 36a edizione li vede protagonisti. Non solo come sponsor di Luna Rossa, la barca italiana, ma anche nello sviluppo di materiali e nuove soluzioni.

Luca Giannini, responsabile del settore materiali avanzati di Pirelli ha dichiarato in una recente intervista: «Questa volta ci hanno chiesto di entrare nel territorio, per loro inesplorato, degli elastomeri, ovvero tutto quello che comunemente chiamiamo gomma.»

Un lavoro che ha impegnato 12 ricercatori, guidati da Giannini, un team che si è costantemente interfacciato con quello di Luna Rossa per studiare le esigenze e sviluppare un polimero in grado di soddisfarle. 

«Quello degli elastomeri è un mondo diverso da quello della fibra di carbonio o dei metalli comunemente usati sulle barche e siamo stati felici di dare una mano. Il perimetro sul quale è stato chiesto il nostro supporto è stato molto ampio. Abbiamo creato un team dedicato che si è interfacciato con quello di Luna Rossa per la caratterizzazione dei materiali», continua Giannini.

Luna Rossa America's cup

Un percorso di ricerca e sperimentazione durato sei mesi che ha prodotto campioni molto differenti tra loro, da quelli con la consistenza di un gel a quelli con rigidità simile a quella della plastica. 

Definiti i modelli, compreso quali fossero i materiali possibili, fatte le verifiche sono stati poi realizzati dei prototipi che Luna Rossa per i test in mare. Gli elastomeri sviluppati da Pirelli sono poi stati applicati ad alcune parti dei timoni e dei foil, elementi dove gli elastomeri fanno egregiamente il loro dovere: scambiare forze. Esattamente come succede tra gli pneumatici e l’asfalto».

America's cup 2021 Luna Rossa

Sei mesi sono poco tempo eppure, conclude Luca Giannini «ci ha permesso di esplorare nuovi orizzonti: è stata un’esperienza interessante oltre che per i nuovi materiali ottenuti anche per il loro processo di sviluppo e la loro interfaccia. Non basta trovare il materiale migliore. Bisogna che sia realizzabile e saldabile con l’elemento su cui deve lavorare. In questo caso una barca. E credo davvero che le parti in elastomero su Luna Rossa siamo un plus. Speriamo vincente!».