Prova nuova Citroen C4 Picasso 2013

Evoluzione generazionale per la monovolume francese. La Citroёn C4 Picasso 2014 cambia completamente nel design e nella tecnica: più leggera, efficiente, compatta e spaziosa lancia la new age della serie C del Double Chevron

Non è semplicemente un modello nuovo: per Citroen la C4 Picasso 2013 è l’inizio di una nuova era a livello di design – la Picasso rompe decisamente con il design attuale Citroёn – e di tecnologia. Una rivoluzione a cui il marchio di Parigi è abituato, visti i precedenti storici anche recenti con la irriverente serie DS, capace in 3 anni di conquistare 350.000 clienti, di cui oltre il 60% strappati alla concorrenza.

Ma se DS è la testa di ponte per portare nuovi clienti sotto l’insegna Double Chevron, i grandi numeri li fa la serie “C”, quella che vive nella “pancia” della gamma Citroёn e che negli ultimi sei mesi ha visto parecchie novità. Rinfrescata la C3 Picasso (leader di vendite nel segmento nonostante l’arrivo della Fiat 500L), rinnovata completamente la C3 Picasso, tocca ora alla nuova C4 Picasso recitare un ruolo di assoluta protagonista nella gamma Citroёn.

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Protagonista perché con 3.000.000 di auto vendute fino a oggi è uno dei modelli più importanti per la Casa francese; protagonista perché porta al debutto la nuova piattaforma EMP2 su cui si baseranno moltissimi modelli futuri (si parla fino a 50 del gruppo PSA, e la prossima sarà la Peugeot 308). Una piattaforma evolutissima, modulare, che può essere la base per veicoli molto differenti da loro, dalle auto sportive ai veicoli commerciali leggeri, cambiando anche il passo: è costruita con grandissima attenzione alla razionalità e alla leggerezza, tanto che consente di risparmiare ben 140 kg sul peso complessivo della Picasso.

In pratica rispetto al passato è come viaggiare sempre con due passeggeri in meno a bordo. Logica conseguenza: una migliore efficienza, sia dal punto di vista dei consumi (1 litro per 100 km guadagnato, per la e-HDi 90 cv sono dichiarati 31,58 km/litro) sia delle emissioni: con il 1.600 eHdi da 90 cv la C4 Picasso produce solo 98 grammi di CO2 al km. Ma il beneficio è anche sul fronte della guidabilità, visto che c’è meno peso ma anche un baricentro abbassato (motore montato più in basso di 50 mm, assetto rivisto) e carreggiate allargate.

Inoltre con questa piattaforma è stato possibile mettere le ruote proprio dove le volevano i designer, alle estremità della carrozzeria. Risultato: lunga 443 mm, larga 183 e alta 161, la C4 Picasso 2014 è leggermente più compatta della versione precedente. Il passo, però, è aumentato di 55 mm e questa soluzione aumenta il volume interno, sia per i passeggeri sia per il bagagliaio, che accresce la capacità di carico fino a 537 litri (+ 40 litri), ma può arrivare a 630 facendo scorrere in avanti i sedili posteriori e a 1.709 abbattendoli.

Cinque le motorizzazioni, due benzina e tre Diesel, queste ultime le preferite dagli italiani. Presumibilmente sarà il 1.6 e-HDi 115 cv (con Start & Stop di serie) a fare la parte del leone, affiancato verso il basso dal già citato 1.6  HDi 90 cv e verso l’alto dal 2.0 litri Blue HDi da 150 cv Euro6, disponibile tra qualche mese e primo motore del marchio a servirsi dell’additivo AD Blue per portare ai minimi termini gli ossidi di azoto. Tra i benzina il modello di accesso è il 1.6 VTi 120 cv, più su troviamo l’ottimo 1.6 Turbo THP da 156 cv.

Non è previsto il cambio automatico, area in cui il gruppo PSA non è particolarmente attrezzato. In compenso in Citroёn offrono il cambio robotizzato di ultima generazione, ora battezzato ETG6 che migliora nella logica di funzionamento e nella rapidità di azione rispetto al precedente.Gli allestimenti? In sequenza crescente troviamo Attraction, Seduction, Business,  Intensive, Exclusive, quest’ultimo in grado di soddisfare qualsiasi palato per dotazioni e gadget. In effetti la C4 Picasso fa di tutto per meritarsi l’appellativo “technospace” coniato appositamente da Citroёn, con una dotazione da prima della classe. A partire dalla consolle che punta sulla tecnologia touch per comandare qualsiasi funzionalità dell’auto.

Spariti tutti i pulsanti, davanti a voi troverete solo due schermi: uno “operativo” da 7 pollici (di serie su tutti gli allestimenti) e uno “informativo” enorme, da ben 12 pollici HD (di serie a partire dall’allestimento Intensive, altrimenti c’è un più prosaico monitor monocromatico) che funge da strumentazione (si può scegliere tra due tipi di grafica e ne arriverà una terza), navigatore e perfino da cornice per le fotografie.Le conferme ai “vizi” di bordo arrivano da elementi che chi è abituato a guidare una Citroёn ritroverà con piacere. Come il parabrezza che si prolunga fin sopra le teste dei passeggeri anteriori, le tendine parasole nei finestrini posteriori, lo specchietto bimbi, lo schienale del sedile anteriore abbattibile per formare un tavolino.

Due prese USB, telecamera a 360 gradi, cruise control adattivo, park assist – l’auto può parcheggiare da sola sia nei parcheggi a lisca di pesce, sia in quelli in linea con margine di 20 cm per lato, un record -, cinture di sicurezza attive (si adattano al corpo e ti avvisano vibrando se stai uscendo di corsia), controllo angolo cieco nello specchietto, presa di corrente 220 V e perfino la funzione chaise longue per il passeggero anteriore (optional da 800 euro sugli allestimenti meno pregiati) completano il quadro di un’auto che ha tutte le carte in regola per essere leader in un segmento che, tra i principali competitor, vede modelli come Ford C-Max, Mercedes Classe B, Kia Carens, Renault Scenic, VW Touran e Peugeot 3008.

Modelli rispetto ai quali C4 Picasso si presenta più dotata, moderna e meno costosa. I prezzi partono, infatti, dai 21.600 euro della 1.6 VTi 120 cv Attraction per arrivare ai 30.600 della BlueHDi Exclusive da 150 cv. 27.600 euro è il prezzo della 1.6 e-HDi 115 cv Intensive, presumibilmente la versione più richiesta.

DRIVE

Saliamo sulla C4 Picasso 1.6 e-Hdi 115 in allestimento Intensive: è un po’ come entrare in uno di quegli attici “tutto vetro” che piacciono tanto, così luminosi che non serve accendere la luce nemmeno nelle giornate di pioggia o, a Milano, di nebbia. Del resto con oltre cinque metri quadrati di superficie vetrata l’abitacolo della C4 Picasso non può che essere così: arioso, luminoso. Una sensazione di spazio incredibile, che però non è solo tale, perché di spazio a bordo della nuova Citroёn C4 Picasso ce n’è davvero tanto, sia per gli occupanti anteriori, sia per quelli posteriori che quando i sedili (tre, separati e tutti uguali) sono completamente arretrati ha a disposizione una piazza d’armi per allungare le gambe.

Parte la caccia al vano: conoscendo i francesi e la loro mania di sfruttamento dello spazio, so che anche la nuova C4 Picasso ne nasconde un bel po’. Infatti i vani sono 15 (guardate anche sotto i tappetini posteriori per trovarli tutti) per un totale di 40 litri di capacità. Probabilmente il più usato sarà quello centrale, enorme, sotto al cruscotto: accoglie anche le prese USB e la presa a 220 V. Anche il posto guida non riserva sorprese: facile trovare la posizione corretta grazie alle molte regolazioni offerte da sedile e volante; in questa versione “a guida alta” del pianale EMP2 resta una buona sensazione di dominio del traffico circostante, ma non quella di guidare un furgone.

Inoltre la Picasso si fa apprezzare per la qualità dei materiali: nessuna plastica rumorosa, tutto morbido al tatto, piacevole da vedere e ottimamente assemblato. Vista così offre un ottimo rapporto qualità/prezzo. Ovvio che a catalizzare l’attenzione sia la strumentazione: l’enorme schermo HD fa una gran scena, anche se impone qualche minuto di assuefazione. Lo stesso vale per lo schermo touch, che richiede di cambiare schermata per agire, ad esempio, sulle regolazioni della climatizzazione. Diciamo che quello offerto dalla Picasso è un modo nuovo di gestire le funzionalità dell’auto: occorre un po’ di tempo per farci l’abitudine ma una volta presa la mano risulta comodo e intuitivo.

I cambi schermata del display principale si comandano direttamente dal volante e, se usati con intelligenza, i due schermi forniscono un mare di informazioni, anche se a volte la sensazione è che siano un po’ “sparpagliate”, come quando la distanza dalla prossima svolta del navigatore (che è tutto a destra) viene indicata in mezzo, a sinistra dell’orologio. Con il sistema Multicity Connect (disponibile in Italia dal 2014) sarà anche possibile collegarsi a Internet tramite una chiavetta 3G, interagire sui social network, utilizzare servizi come meteo, guida Michelin o Tripadvisor. In pratica manca solo l’abbonamento a Sky…

La vita a bordo è davvero degna di una buona business class, confortata da una silenziosità di marcia notevole e da sospensioni scorrevolissime e morbide, in perfetto stile Citroёn. Complice un motore che non fa certo salire l’adrenalina di chi guida, invogliando, come è giusto che sia, più a una guida rilassata che aggressiva. L’e-HDi 115 cv è un ottimo motore, non manca di coppia e nemmeno di allungo, anche se occorre attendere che la lancetta del contagiri superi quota 1.500 per avere la giusta spinta.

Se si va con calma nessun problema, se ci scappa il sorpasso meglio scalare una marcia, con un cambio che, forse perché nuovo, non è parso così morbido negli innesti. In compenso, complice l’aerodinamica evoluta, le prestazioni velocistiche sono più che valide e i consumi durante il nostro test su percorso misto non sono mai andati oltre i 6,2 litri per 100 km grazie anche allo Start& Stop.La piacevole sorpresa arriva, però, quando si affronta un tratto di misto dove si scopre che, al di là delle sospensioni comunque morbide e di uno sterzo (elettrico) certo non sportivo, la C4 Picasso è decisamente meno “vaga” della precedente.

Il nuovo pianale lavora alla grande: meno peso da portarsi appresso e baricentro basso fanno sì che chi guida si possa quasi dimenticare di essere al volante di una monovolume. Il comportamento su strada della C4 Picasso, infatti, è da berlina. Morbida, ma berlina.Un comportamento dinamico ancor più apprezzabile si riscontra sulla 1.6 THP che, con 40 cv in più rispetto alla HDi, offre più grinta a tutti i regimi. Un motore, questo, che credevo potesse essere male assortito con una macchina come la Picasso ma che in realtà mi ha stupito per la disponibilità di coppia e per la spinta consistente fin dai regimi più bassi: ciò consente una guida rilassata con marce alte ma offre prestazioni ben superiori a scapito ovviamente dei consumi che, se vi fate prendere la mano, si avvicinano pericolosamente ai 10 km/litro.