Olio motore, questione di numeri

Olio motore, questo sconosciuto. Ci conviviamo senza conoscerlo bene. Come lavora all’interno del motore? Facile intuirlo, ma ci sono oli diversi. Come funzionano è un po’ meno noto… Cerchiamo di orientarci tra numeri e sigle, per scegliere il miglior olio per il nostro motore

Che siate motociclisti, automobilisti fanatici dei vostri “gioiellini” o semplici guidatori, il momento del cambio dell’olio motore arriva per tutti.  E di fronte a una vastissima gamma di prodotti, la domanda sorge spontanea: “Quale scegliere? Cosa vorranno dire quelle sigle sulle bottiglie?” Grazie a Shell HELIX, che ha creato una guida rapida sull’argomento, possiamo capire meglio di cosa si tratta. Per scegliere bisogna, ovviamente, sapere quali sono le funzioni dell’olio motore. Il suo compito principale è ovvio: ridurre gli attriti e quindi l’usura delle parti meccaniche. Se non ci fosse l’olio lubrificante, le parti scorrerebbero “a secco”, aumentando la forza necessaria per compiere il moto relativo e surriscaldandosi fino a grippare, ossia a bloccarsi a causa della microfusione dei metalli che sfregano tra loro. Non ultimo, l’olio serve a raffreddare l’interno del motore, a tenerlo pulito grazie alla rimozione dei depositi carboniosi e a prevenire l’ossidazione del metallo di cui il motore è costituito.Tra i fluidi che circolano nel motore, l’olio è quello sottoposto ai maggiori stress: lavora in un ambiente decisamente ostile, è sottoposto a grandi pressioni, deve lubrificare, detergere, asportare calore. Scegliere quello più adatto per il nostro motore significa avere prestazioni ottimali, consumi ridotti e una maggior durata. Sbagliare il tipo di olio significa esporsi potenzialmente a gravi danni. Chi non conosce perfettamente la materia (cioè la maggior parte delle persone) parla sempre di olio “denso”. Questo è un errore perché in termini pratici l’olio si valuta in base alla sua viscosità, definita come resistenza allo scorrimento. Un olio non è quindi più o meno “denso” ma è più o meno viscoso. Per capire come funziona la viscosità si immagini l’olio come composto da numerosi strati sovrapposti. Più devo far forza per far scorrere questi strati uno sull’altro, più l’olio è viscoso e si oppone al movimento. Una particolarità è che questa caratteristica varia in funzione della temperatura del fluido. All’interno di un motore, dove le temperature variano considerevolmente, si capisce come sia fondamentale avere un olio che non sia troppo viscoso quando il motore è appena avviato – meno l’olio è viscoso, prima raggiunge tutti gli organi in movimento contrariamente a quanto si pensi, è a freddo che si fanno i maggiori danni e si hanno le maggiori usure, non a caldo – e che mantenga la viscosità anche alle alte temperature. Un esempio lampante è dato dall’esperimento che abbiamo effettuato, lasciando cadere una sfera di cristallo, la classica biglia, attraverso olii di differente viscosità. Lo Shell Helix Ultra completamente sintetico ha gradazione SAE 5W40, mentre lo Shell Helix HX5 è un olio minerale con gradazione 15W40. Alla temperatura ambiente di 20° C, la biglia scorre in un cilindro, da cui differisce per pochi mm di diametro: l’olio ha poco spazio per fluire attraverso gli interstizi. Un olio meno viscoso come l’Helix Ultra fa sì che la biglia scorra più velocemente verso il basso.L’esperimento spiega molto chiaramente come a motore freddo un olio più denso impieghi più tempo a raggiungere le parti “sensibili” del motore, in particolare le zone “alte”, che sono anche le più lontane dalla pompa. In quegli interminabili secondi il motore gira senza lubrificazione e si può danneggiare. Agli albori dell’automobilismo c’erano olii per l’estate e olii per l’inverno: erano definiti “unigrado” perché offrivano le migliori prestazioni in un range di temperatura molto limitato. Di conseguenza era praticamente obbligatorio cambiare l’olio due volte all’anno. La necessità di avere una maggiore versatilità da parte del lubrificante ha fatto sì che nascessero gli olii multigrado, con la capacità di mantenere la stessa viscosità sia alle basse sia alle alte temperature. Questa caratteristica viene espressa con l’indice di viscosità: più è alto, più l’olio è in grado di mantenere intatte le sue caratteristiche al variare della temperatura. Questi olii sono generalmente sintetici, in modo da offrire prestazioni generalmente migliori. La classificazione di questi oli è poi quella che troviamo sui flaconi. Il primo numero è seguito da W (winter = inverno) e indica la viscosità a basse temperature; più è basso, più l’olio sarà fluido a basse temperature. Tradotto in pratica, questo significa avviamenti più facili a freddo e migliore protezione durante i primi istanti dopo l’accensione. Il secondo numero indica la viscosità ad alte temperature: più è alto, più l’olio sarà in grado di restare correttamente viscoso ad alte temperature. Usare il giusto grado di viscosità per il proprio motore porterà a un aumento di performance, minori consumi e una maggiore efficienza di combustione.Passare da un olio minerale a uno sintetico non comporta nessun: si preferiscono, però, gli olii sintetici perché danno la possibilità di lavorare meglio in un range di temperature più ampio. Una considerazione sul colore dell’olio. L’imbrunimento dell’olio dopo un certo numero di chilometri è un fattore positivo e non negativo come molti credono. Infatti l’efficacia della funzione detergente si vede proprio in questa caratteristica: se l’olio rimanesse chiaro tutta la sporcizia sarebbe ancora nel vostro motore! Per una buona manutenzione, quindi, verificate sul manuale del vostro motore (ogni motore ha il suo) il giusto grado dell’olio lubrificante, cambiatelo con la scadenza fissata dal costruttore e ricordatevi che i motori lavorano meglio durante lunghi viaggi che danno il tempo al motore di raggiungere la temperatura ottimale.