Prova Opel Cascada

Classe da segmento superiore e prezzo da segmento inferiore. Opel piazza la zampata con la nuova Cascada, quattro posti tanto spazio (e lusso) a un valore d’acquisto decisamente convincente. Cosa le manca?

Salire nell’olimpo dei marchi premium non è una cosa semplice. Opel ci sta provando da un po’ e, in teoria, ha le carte buone per riuscire. È tedesca, innanzitutto, e ben sappiamo come sono giudicate le auto tedesche di questi tempi; ha messo sul mercato prodotti di qualità, e ultimamente anche con un design moderno e aggressivo (Insignia, Ampera, Adam), oltre ad essere stata tra le Case più leste a buttarsi sul filone degli urban crossover con la Mokka. Insomma i prodotti ci sono e fanno parte di una forte offensiva che secondo Opel dovrebbe traghettare il marchio di Russelheim dallo status di brand generalista verso quello di una sorta di General-premium, caratterizzato cioè  da prodotti con caratteristiche tipiche di quelli premium ma con prezzi ben più appetibili. La nuova Cascada è l’esempio lampante di questo modo di operare. La cabrio Opel arriva sul mercato creando quasi un segmento a sé. Quanto a motorizzazioni, dimensioni e dotazioni la Cascada è, infatti, comparabile con le “spiderone” come Audi A5 cabrio o BMW Serie 3 cabrio. Però guardando al prezzo di listino la Opel, che parte da 29.400 euro, è competitiva con le cabrio di segmento inferiore come Peugeot 308 CC, Volkswagen EOS e Renaul Megane CC.LIVELa Cascada non è figlia di un progetto esistente che è stato “scoperchiato”. Non è insomma una Astra Cabrio (la Astra è più corta di quasi 30 cm) ma una vettura a sé stante anche se qualche elemento già visto c’è, come ad esempio la sospensione anteriore HiPerStrut che caratterizza le Opel di ultima generazione.Sono quattro le motorizzazioni disponibili per la Cascada: per quel che riguarda l’alimentazione a benzina il modello di accesso è il quattro cilindri benzina 1.4 turbo da 88 kW (120 cv), mentre per chi vuole qualcosa in più c’è il nuovissimo 1.6 SiDi a benzina e con iniezione diretta da 125 kW (170 cv) che fa la suo debutto proprio su questo modello. Preferite il Diesel? Sotto il cofano della Cascada troverete il 2.0 CDTi Ecoflex in due configurazioni di potenza: turbo da 165 cv e biturbo da 190 cv.Al contrario di altri costruttori che hanno ormai sposato il metallo per i tetti apribili delle loro auto scoperte, Opel resta fedele al più classico tetto in tela. Ne guadagna il peso (comunque le Cascada non sono auto molto leggere) e non ci perde la qualità, visto che il tetto è costruito dalla stessa azienda specializzata che costruisce le versioni in tela per Audi, Aston Martin e altri costruttori di rango.Sulla Cascada, tra l’altro, il tetto è protagonista di un piccolo record che è quello del tempo di apertura e chiusura: solo 17 secondi tutto compreso, con l’operazione che si può eseguire fino a 50 km/h. Una volta ripiegato nel bagagliaio, il tetto “ruba” un po’ di spazio ai bagagli portando la capacità di carico a 280 litri (c’è un sistema a soffietto che scende quando il tetto è aperto e può liberare spazio quando è chiuso), mentre i 380 litri disponibili a tetto chiuso sono una capienza paragonabile a quella del bagagliaio dell’Astra. Inoltre il sistema Flex Fold consente di abbattere i sedili posteriori con ripartizione 50-50, consentendo di arrivare fino a 750 litri di capienza.Per combattere in quello che sarà pure un segmento di nicchia ma resta assai conteso, Opel ha fornito la Cascada di una dotazione piuttosto completa: di serie cerchi da 18 pollici, climatizzatore automatico, tappezzeria interna dedicata, fari posteriori a LED. Ma la lista degli optional è lunga, con sei disegni per i cerchi in lega che possono essere da 18 o 20 pollici, il sistema di telaio “Meccatronico” FlexRide con tre tarature (Normale, Tour, Sport), telecamera posteriore e anteriore, più alcune chicche da vettura di livello superiore come i sedili riscaldati e ventilati o il volante riscaldato per poter godere della guida a cielo aperto anche con climi non favorevoli. L’Opel Cascada arriverà nelle concessionarie il prossimo mese di aprile.DRIVELa qualità che trasmette la Opel Cascada è davvero notevole, soprattutto nell’allestimento Cosmo, quello più ricco che sarà anche l’unico importato in Italia. Si sale e si viene avvolti da un’atmosfera di lusso e sobrietà. Non c’è niente di eccessivo, ma il cruscotto in parte è rivestito in pelle, l’impianto audio è di grande qualità, e tutto è funzionale e al posto giusto. Inoltre devo dire che quanto a imbottitura dei sedili, Opel ha trovato un ottimo compromesso tra la rigidità spiccatamente tedesca e il comfort francese. Quelli della Cascada sono solidi, sostengono, ma anche morbidi e comodi; quelli anteriori contengono bene che quando si guida modo sportivo. Trovare la posizione di guida ideale è un attimo, grazie a tutte le regolazioni possibili. Inoltre mi piace il volante, dal diametro non esagerato e dall’impugnatura generosa, che dà sensazione di solidità. Quando si viaggia a capote chiusa la silenziosità di marcia è davvero notevole, pari a un’auto con tetto in metallo.Viste queste premesse, la Opel Cascada non è molto lontana, anzi direi che è molto vicina, alle auto premium del segmento cabrio; anche quanto dimensioni non scherza: con i suoi 4 metri e 76 è più lunga di una A5 (4.62), offrendo anche un passo notevole (2.69 metri) e 4 posti veri. Queste caratteristiche la rendono una cabrio “da famiglia”.Che la Opel Cascada non sia una piuma lo si capisce quando si affrontano i primi tornanti in salita: passa le due tonnellate (2.140 kg) e il motore 1.600 SiDi Turbo a iniezione diretta a cui la Cascada ha riservato la prima assoluta, ha tra i sui pregi sicuramente una buona distribuzione della coppia, ma certo lotta con un peso che non è limitatissimo. L’erogazione del nuovo motore Opel è comunque ottima, ha davvero tanta coppia disponibile dai regimi più bassi (il picco di 260 Nm è disponibile da 1.650 a 4.250 giri) e consente di tenere una andatura spedita sfruttando solo le marce alte, senza costringere il driver a chiamare in causa di continuo il cambio. È il classico motore turbo moderno, dove il compressore è stato sfruttato per offrire tanta coppia da subito, un po’ come accade con i motori Diesel. Ecco perché quando la lancetta del contagiri si avvicina alla zona rossa l’erogazione sembra spegnersi un po’. Inutile, quindi, insistere e tirare le marce oltremisura:, il motore il suo meglio lo dà ai bassi-medi regimi e li è opportuno stare…Il comfort dunque è ottimo: la Cascada si concede volentieri alla parata en-plen-air sul lungomare, godendo di sospensioni molto morbide e dandosi un tocco green con il sistema Stop&Start che spegne il motore durante le soste. Il massimo del comfort si ottiene azionando sulla plancia il pulsante “Tour”, che ammorbidisce ulteriormente le sospensioni.In compenso, la bella sorpresa è scoprire come la Cascada abbia un telaio davvero a punto. Le sospensioni sono morbide e confortevoli ma quando si spinge un po’ di più non si percepiscono quelle torsioni tipiche delle vetture aperte: il telaio appare realmente rigido e, probabilmente, non derivare da un’auto chiusa ma essere una cabrio “nativa” può aver aiutato i progettisti a realizzare una struttura più rigida anche se non propriamente leggera.Se vi prendono i 5 minuti basta passare alla mappatura Sport che rende il motore più pronto, irrigidisce le sospensioni e rende lo sterzo più diretto (oltre a illuminare di rosso la strumentazione che ci ricorda che siamo nel settaggio “hot”), rendendo la Cabrio Opel anche insospettabilmente precisa, con un sottosterzo limitato e un posteriore che segue al meglio la traiettoria impostata. Nonostante stazza e dimensioni, quindi, la Cascada si lascia condurre anche sportivamente, tenendo ritmi notevoli senza che sia necessario far “gridare” il motore. Tra gli appunti segnalo una percezione un po’ difficoltosa degli ingombri dell’anteriore e un montante un po’ voluminoso che toglie visuale soprattutto a sinistra, mentre in manovra la videocamera posteriore aiuta non poco. Il raggio di sterzo, poi, è abbastanza ampio: a volte serve qualche manovra in più nelle svolte più strette. In compenso ci sono delle chicche che fanno molto piacere, tipo i sedili e il volante riscaldati che consentono di usare la Cascada a cielo aperto anche quando la temperatura non è ottimale.Opel ha fatto un buon lavoro: la Cascada è davvero l’anello di congiunzione tra le “piccole” cabrio a 4 posti e le grandi cabrio premium, che affianca per dotazioni e comfort ma da cui si stacca nettamente per il prezzo. Per i 32.400 euro della versione che abbiamo provato è davvero difficile chiedere di più. Alla fine forse l’unico problema di un’auto come la Cascada è la forza del brand. Opel ce la sta mettando tutta, è ancora percepito come un marchio generalista e non come marchio premium. Certo è che quando si risparmiano 15.000 euro magari certi ragionamenti sui marchi vengono meno. O no?