Pontiac Aztek: l’auto più brutta del mondo

Funzionale, eclettica, spaziosa, modulare e con dotazioni avveniristiche, specie per la vita all’aria aperta… ma inguardabile! La prima crossover Pontiac fu un insuccesso. Nacque nel 2001 per volere di un management dittatoriale

14 ottobre 2014 - 9:10

Non avrebbe mai dovuto nascere. O meglio, a detta di Bob Lutz, per anni a capo del reparto ricerca e sviluppo General Motors, avrebbe dovuto restare uno scherzo. Eppure, contrariamente a ogni logica e gusto estetico, la Pontiac Aztek è diventata realtà.

Considerata dal Time e dal The Daily Telegraph tra le dieci auto più brutte di sempre, l’Aztek venne presentata nel 1999 sotto forma di prototipo. Accolta caldamente da un gruppo di potenziali clienti – stipendiati dal progettista della vettura (!) – venne trasformata in un modello di serie senza rilevanti modifiche. Un’idea saggia quanto fare il bagno tra i coccodrilli. Alla base del progetto vi era, effettivamente, un’idea futuristica: trasformare una Sport utility in un veicolo meno specialistico, adatto soprattutto alla marcia su asfalto. Era, a tutti gli effetti, una delle prime crossover al mondo. Costruita in Messico, fu anche la prima all terrain a marchio Pontiac. E ne distrusse per sempre l’immagine.

Disponibile a trazione anteriore o integrale, era mossa da un V6 3.4 abbinato a un cambio automatico a 4 rapporti. Venne progettata usando strumenti informatici di rapida prototipazione. Una novità assoluta per l’epoca; oltre che la dimostrazione di come il computer, senza l’uomo, sia un’entità dalla stupidità cristallina. Sebbene forte di una notevole capacità del bagagliaio e di soluzioni avveniristiche quali la consolle posteriore estraibile, utilizzabile come frigorifero “da passeggio”, il pacchetto tenda/materassino gonfiabile che, in abbinamento a un dispositivo ad aria compressa, permetteva all’Aztek di essere utilizzata anche come camper, o il piano di carico che, una volta estratto dalla vettura, si trasformava in un carrello su ruote in grado di reggere 180 kg, fu un insuccesso totale. GM aveva previsto di vendere 75.000 esemplari nel primo anno dal lancio, vale a dire il 2001. Riuscì a piazzarne 27.000. Complice, oltretutto, un prezzo superiore alle rivali dirette. Uscì mestamente di produzione nel 2005.

Perché venne creata? E soprattutto, perché uccidere un veicolo dalle soluzioni futuristiche con una linea inguardabile? Semplice: Deus vult! Lo volle Dio, o meglio i responsabili del progetto, che crearono un clima di terrore intorno alla vettura. Vietato muovere qualsivoglia critica; pena il licenziamento. Nessuno doveva obiettare nulla: l’auto era perfetta. Ogni gruppo di lavoro pensò così a eccellere nel proprio micro settore, dimenticando la visione d’insieme. La negazione del lavoro in team. La genesi – e la morte – della Pontiac Aztek.

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