Prova Porsche Panamera Turbo S

La Porsche a quattro porte guadagna una “S” nel nome, ma soprattutto guadagna ancora più birra nel motore. Bastano 550 cv per scorrazzare la famiglia?

LIVEA Zuffenhausen non riescono proprio a farne a meno. Costruiscono auto sportive, quelle con la cavallina imbizzarrita sul cofano, e da sempre hanno il tarlo della potenza e delle prestazioni. Prendete ad esempio la Panamera, sulla carta una Porsche per famiglie con un vano di carico quasi da station wagon e tanta comodità per i passeggeri. Potevano essere sufficienti i 500 cavalli della Turbo secondo voi? Diciamo di si, ma in Porsche non la pensano allo stesso modo e evidentemente andando incontro ai desideri di clienti che non avranno problemi a pagare il superbollo di cavalli sulla Panamera S ne hanno messi 50 di più, alla salute di Mario Monti.Esteticamente, la Porsche Panamera S non è molto dissimile dalla Turbo. Ci vuole occhio attento per notare la carreggiata più larga al posteriore (ottenuta con distanziali di 5 mm per parte), le minigonne laterali, lo spoiler posteriore mobile (anche perché quando l’auto è ferma scompare nel cofano), regolabile in quattro posizioni. Più facile forse notare i cerchi da 20 pollici, mentre gli interni offrono inedite combinazioni bicolor.Insomma è un po’ più sportiva ma non lo vuole dar molto a vedere, per questo occorre andare a spulciare un po’ di numeri e allora sì che ci s’impressiona: il suo V8 biturbo da 4.8 litri eroga 550 cv e sono ben, 750 i Nm disponibili. Da notare che quando si utilizza l’overboost delle modalità “Sport” e “Sport Plus” la coppia sale addirittura ad 800 Nm. Non deve quindi destare scalpore se la “Porschona” impiega solo 3,8 secondi per scattare da 0 a 100, roba da togliere il fiato.In generale, le prestazioni di questa Panamera sono migliorate in seguito a due interventi tecnici: una nuova gestione elettronica del motore, ma soprattutto un upgrade dei turbocompressori con giranti più leggere (realizzate in titanio-alluminio), che riducono il loro peso di 50 grammi e l’inerzia del 50% e rendono più pronta la risposta del motore, come se ce ne fosse bisogno.Nelle dotazioni standard della Panamera Turbo S troviamo molti dei dispositivi di guida dinamica offerti dalla Casa. Tra questi il Porsche Dynamic Chassis Control (PDCC), che stabilizza i movimenti di rollio e riduce l’inclinazione laterale della vettura dall’ingresso in curva, il Torque Vectoring Plus (PTV Plus), che agisce ripartendo in maniera variabile la coppia alle ruote posteriori, grazie ad un differenziale posteriore a controllo elettronico, e lo sterzo assistito dal Servotronic, un sistema di servoassistenza variabile in base alla velocità. Di serie è presente anche il pacchetto Sport Chrono Turbo, che tramite l’attivazione del tasto “Sport Plus” rende l’assetto ancora più sportivo e l’impianto di scarico sportivo.DRIVEMi piacerebbe proprio dirvi che non va bene, vorrei trovare critiche a un’automobile come la Panamera, ma come si fa? Se dal punto di vista estetico la “porschona” da famiglia può non scatenare l’entusiasmo di qualcuno (ma tutta nera ha il suo perché), dal punto di vista dinamico delle dotazioni e del piacere di guida, davvero non c’é nulla da eccepire. Del resto, già la Panamera Turbo portava in dote comfort eccellente e prestazioni esagerate, ma con la Turbo S a Zuffenhausen sono andati ancora oltre: 50 cavalli in più non sono mica bruscolini, anche se sono “spalmati” su un bestione, che stazza quasi due tonnellate (1.995 kg esattamente).Il risultato si percepisce avendo tempo e soprattutto spazio per provare il suo launch control. Modalità Sport Plus inserita, piedi sinistro sul freno piede destro a tavoletta (e con la Porsche è proprio il caso di dirlo perché ha proprio l’acceleratore a tavoletta). La lancetta del contagiri schizza a 5.500 e quando si rilascia il freno è la Panamera a schizzare letteralmente come lanciata da una fionda. In 3,8 secondi si è proiettati a 100 all’ora, in 12,9 secondi si arriva 200.Prestazioni da sportiva autentica che rendono questa Panamera competitiva in termini assoluti anche con con supercar che di porte ne hanno solo 2. Se si considera poi che la Panamera Turbo S è un bestione largo 2 metri e lungo 5 che pesa poco meno di 2.000 chili, si può considerare come eccezionale il risultato ottenuto da Porsche. Anche perché la velocità di punta (305 orari) fa spavento, ma a impressionare sono anche i freni che riescono ad arrestare questo siluro in pochissimo spazio restando sempre potentissimi ed efficaci.A bordo della Porsche Panamera Turbo S tutto è decisamente ovattato e confortevole, anche lo scarico che, sentito da fuori ha un sound decisamente appagante, all’interno fa filtrare solo un suono cupo e minaccioso ma sempre smorzato. Suono che però non cambia granché tonalità quando sulla console si preme il tasto che apre la valvola per far alzare la voce al motore.Il comfort è quindi totale, con la Panamera Turbo S viaggi a 250 sentendo la musica bassa in sottofondo, ma paradossalmente questo è proprio problema di questa auto, perché senza rendersene conto ci si ritrova proiettati s velocità da ritiro (abbondante) della patente senza che dentro l’abitacolo voli una mosca.La consolle di comando, perché di questo si tratta sulla Turbo S, é davvero strepitosa: la strumentazione disposta secondo il classico schema Porsche offre qualsiasi tipo di informazione possibile. Nel display più a destra a rotazione (con una piccola rotella sul volante) si hanno le informazioni supplementari: dai consumi all’autonomia al navigatore. Ci si può anche togliere lo sfizio di vedere quanti G riusciamo a generare in accelerazione in decelerazione e in curva.L’accelerazione è perentoria, possente ma mai prepotente la Panamera ha muscoli di velluto. Il V8 ha coppia anche ai bassi regimi e non serve che le turbine (comunque davvero molto reattive) entrino a regime perché lui spinge sempre e comunque come un dannato. Il Launch Control ti attacca letteralmente sedile, ma il bello della Panamera Turbo S la progressione, quella che ti gusti premendo l’acceleratore con una marcia alta per passare da 150 a 200 chilometri l’ora in una manciata di secondi.Scontato pensare che l’autostrada sia l’habitat ideale per questa grande GT che può attraversare la Germania nord-sud in giornata e farvi scendere freschi come una rosa. La sorpresa piuttosto arriva quando ti trovi ad affrontare un bel tratto misto di montagna. Pulsantino Sport Plus inserito e la Panamera Turbo S si trasforma in un rapace capace di affrontare le curve con una agilità davvero sorprendente.In queste situazioni non sembra certo di guidare un bestione da due tonnellate, anzi sembra tutto il contrario. La Panamera s’inserisce in curva rapida, con uno sterzo direttissimo e con una precisione di guida rimarchevole, anche le inerzie sono cosa di poco conto considerando la stazza del corpo vettura. È in questi frangenti che la Panamera Turbo S tira fuori tutta la sua “anima Porsche”.Il merito va sicuramente al bilanciamento dei pesi dell’auto, migliore persino rispetto a quello della 911 (va ricordato infatti che la Panamera ha motore anteriore e trazione posteriore) ma va soprattutto sistemi di controllo della stabilità che fanno sì che rollio e beccheggio siano ridotti ai minimi termini, quasi inesistenti.Devo comunque dire che tra tutti i settaggi offerti dalla Panamera Turbo S, alla fine come spesso accade la scelta migliore sta nel mezzo. Il settaggio “normal” mette una marcia dietro l’altra per far scendere consumi ed emissioni (che durante la nostra prova, tuttavia, non sono mai scesi sotto i 14,5 litri per 100 km), ma quando vuoi riprendere ha un piccolo ritardo nello scegliere il rapporto giusto.Sport Plus è il settaggio “racing”, molto aggressivo, lascia che il motore resti sempre molto su di giri e appena rallenti l’andatura ha risposte un po’ “nervose”. Il settaggio Sport mi è sembrato il miglior compromesso tra comfort precisione di guida e risposta del motore. Avendo di che scegliere comunque ci vuole un secondo per passare da una all’altra. Questione di un click.