Prova Bridgestone Adrenalin R002

Test tutto bagnato per la presentazione del nuovo pneumatico Bridgestone dedicato alle auto sportive. Disponibile nelle misure da 15 a 18”, l’Adrenalin ci ha stupiti per la precisione di sterzo e l’immediatezza di risposta, anche su asfalto bagnato

Klaas Zwart e Shojiro Ishibashi: prima di questa giornata di test organizzata da Bridgestone, devo ammettere che non avevo mai sentito questi due strani nomi.Il primo è un multimilionario olandese con la passione per i motori ed è l’ideatore del Race Resort Ascari, circuito privato con 5.400 metri di saliscendi intervallati da 27 curve che si trova in una lussureggiante valle a dieci minuti dalla tranquilla cittadina di Ronda, in Andalusia, sede della nostra prova. Il nome dell’altro è traducibile letteralmente in “ponte di pietra”, ovvero Bridgestone, che altri non è che il fondatore del colosso di pneumatici giapponese. Beh, è anche grazie a loro dunque se  abbiamo passato una giornata su questo bellissimo circuito a testare il nuovo pneumatico sportivo marchiato Bridgestone.LIVESi chiama “Adrenalin RE002” ed è lo pneumatico che mancava nella gamma Bridgestone: mentre l’attuale Potenza S001 è destinato esclusivamente alle supercar (le misure vanno dai 18” in su), l’R002 è rivolto a tutte le auto, con ruote che misurano dai 15 ai 18”.Il battistrada nuovo Bridgestone Adrenalin Potenza è molto aggressivo: non che ciò significhi per forza maggiori prestazioni ma certamente sarà utile per catturare l’attenzione degli automobilisti sportivi. Il disegno in realtà è espressione di un progetto ben definito che mira a rendere lo pneumatico performante sia in condizioni di asciutto sia di bagnato.In particolare la nervatura tridimensionale tra la spalla e i cordoli serve per ridurre la deformazione dei tasselli e aumentarne la rigidità, garantendo quindi controllo e aderenza in curva. Inoltre, il cordolo centrale continuo e l’ampio cordolo laterale con profilo ondulato garantiscono una buona superficie di contatto tra lo pneumatico ed il fondo stradale e ciò dovrebbe tradursi in aderenza e risposta di sterzo; il cordolo laterale poi è intagliato per migliorare la pressione di contatto ed aumentare la rigidità laterale, per una migliore guidabilità.DRIVENon è colpa di Zwart né di Ishibashi  ma la pioggia, che qui in Andalusia cade di rado, ha caratterizzato l’intera giornata di test. Il lavoro è stato però molto interessante, nonostante le condizioni di asfalto bagnato, soprattutto perché abbiamo potuto confrontare il comportamento del nuovo Adrenalin RE002 con quello del Turanza T001, pneumatico Bridgestone dedicato agli automobilisti orientati sulle prestazioni in termini di sicurezza e durata.Due giri di circuito con un’Audi A3 gommata Turanza; due giri di circuito con lo stesso modello gommato Potenza. È questo il primo esercizio in programma da cui emerge che l’Adrenalin RE002 è più rigido e questo si traduce in maggior rapidità di risposta. Il Turanza scarica meglio l’acqua che incontra sull’asfalto e infatti la sensazione è che l’Audi A3 gommata Turanza pattini meno di quella gommata Potenza, soprattutto in ingresso di curva. Ma è naturale per uno pneumatico che punta alla sportività ed alla precisione di guida su fondi asciutti (come l’R002) avere qualche problema su fondi bagnati, data anche la maggior rigidità della spalla. La pattinata però è molto lineare e quindi controllabile con facilità, anche da chi, come chi scrive, non è un pilota. Stupiscono inoltre la rapidità e la naturalezza con cui lo pneumatico riprende aderenza dopo aver pattinato.Altra auto, altra prova: questa volta sono due Volkswagen Golf VII TSI, una gommata Turanza, una con i nuovi Adrenalin, ma la quantità d’acqua sull’asfalto è molto maggiore e ci troviamo ad attraversare delle vere e proprie pozze. In situazioni come questa il Turanza riesce a scaricare una maggior quantità d’acqua e lo si capisce dall’ingresso di curva perché la Golf gommata Potenza, a differenza dell’altra, tende a perdere direzionalità e a sottosterzare in maniera evidente. Per la verità  una così grande quantità d’acqua sul fondo stradale è difficile da trovare e richiede ovviamente una guida particolarmente prudente.Seppur in maniera diversa i due pneumatici hanno comunque dimostrato di comportarsi egregiamente sul bagnato, soprattutto in termini di direzionalità, e una delle ragioni di tale capacità prestazionale ce la spiega Stefano Modena, presente all’evento, pilota di F1 dall’ 87 al ’92 e ora collaudatore Bridgestone: da quando è diventata obbligatoria l’etichettatura degli pneumatici (leggi qui il nostro pezzo sull’argomento), ci spiega Stefano, le Case stanno orientando sempre più lo sviluppo in funzione della guida sul bagnato in quanto uno dei parametri indicati sull’etichetta è proprio il comportamento dello pneumatico in condizioni di bagnato.