Prova DS 3 Performance

Eleganza e sportività possono convivere? DS ne è convinta e lancia la DS 3 Performance. 208 cv differenziale Torsen e una guida convincente. Sportiva, ma non estrema è una vera GT di piccola taglia

Sport e DS 3 sono legati in modo indissolubile. Anche se il gruppo PSA, giustamente, sta lavorando sodo per lanciare il nuovo marchio e staccare le incrostazioni del Double Chevron è impossibile dimenticare cosa è stata capace di fare nel WRC guidata dal cannibale Sebastian Loeb. Bene, quel DNA è rimasto ben impresso nella DS 3 che però con il nuovo corso ha deciso di affrontare la sportività da un altro punto di vista; più GT che racing, più curve stradali che cordoli (che comunque sa affrontare senza problemi). Un cambiamento raccontato dal nome stesso: dalla R di “Racing” della vecchia DS 3 con motore da 200 cv si è passati alla dicitura “performance”, sicuramente a più ampio respiro, ma che porta in dote un’altra iniezione di cavalli (ora sono 208 quelli erogati a 6.000 giri dal quattro cilindri THP) e una chicca (il differenziale Torsen) che farà venire l’acquolina in bocca agli appassionati di guida sportiva.DS3Pefromance-008Come a dire, un colpo al cerchio, uno alla botte. Da una parte DS 3 Performance promette prestazioni da sportiva purosangue, dall’altra ricercatezza nelle finiture e un’attenzione al comfort che non tutte le berlinette sportive hanno. Come hanno fatto? Evolvendo il motore e lavorando sodo su assetto, sospensioni e freni. Partendo dal primo, il 4 cilindri 1.6 THP con doppio variatore di fase e alzata variabile sfrutta una turbina a geometria variabile (sulla DS 3 R era fissa) e una linea di scarico disegnata ad hoc praticamente vuota dal catalizzatore in poi. Molte le attenzioni rivolte a questo 4 cilindri caratterizzato dall’avere una pompa dell’olio dedicata al turbo che è anche raffreddato a liquido con un circuito ad hoc capace di funzionare anche a motore spento (magari dopo una tirata) grazie a una pompa elettrica che consente quindi di tenere sotto controllo le temperature di questo componente sensibile.Quello che ne consegue è un motore molto prestante capace di ben 300 Nm di coppia di cui l’80% è disponibile già a 1750 giri. Non avete scelta per il cambio, il gruppo PSA vede solo manuale quando si tratta di auto sportive così anche su DS 3 Performance troverete il sei marce manuale (ma con rapporti accorciati rispetto alla DS 3 R, in particolare seconda e sesta) che già conosciamo su altre sportive del gruppo.DS3Pefromance-003Sportività e comfort dicevamo. Per trovare il giusto mix DS 3 Performance si abbassa di 15 mm, si allarga di 26 mm (anteriore) e 14 mm (posteriore); cambiano anche tutte le misure di convergenza e camber mentre gli ammortizzatori si irrigidiscono dell’81% in compressione e del 47% in estensione (posteriore, 23% e 71% posteriore). Scelta voluta questa per avere un ritorno più rapido e un’auto che scarica meno le sollecitazioni sugli pneumatici risultando più intuitiva da guidare di una racer pura. I freni contano su dischi da 323 mm e pur griffati DS 3 Performance hanno il pedigree Brembo. Anche l’ESP ha tarature specifiche e meno conservative e può essere disinseribile. Attorno a questa (ottima) tecnologia DS ha costruito un’auto molto aggressiva ma che non sconfina nel tamarro. I cerchi da 18 sono molto riusciti e così gli abbinamenti di colore tra cui spicca il mix black/gold della Black Special che richiede però un esborso maggiore (32.150 euro) rispetto alla DS 3 Performance normale in listino a 27.150 euro. DS 3 Performance è anche cabrio, a partire da 30.400 euro.DRIVEUna presa di contatto gustosa a dir poco. Il team DS ha scelto niente meno che le curve “certificate” di Futa e Raticosa per farci mettere alla prova la DS 3 più sportiva (pardon dinamica) della gamma. L’interno è noto la DS 3 piace per la qualità dei materiali, per il richiamo del colore della carrozzeria sulla plancia è un bel mix tra qualità e funzionalità, anche se il display ormai ha forse una grafica che andrebbe aggiornata un po’. Mi immergo letteralmente nel posto di guida accoccolato sul sedile sportivo rivestito di alcantara che riporta il badge con i colori di DS performance (bianco/rosso/oro). Il sedile contiene ma non costringe, anche in questo DS 3 si differenzia un po’ dalle sportive più cattive.DS3Pefromance-015Il bello di questo motore è che ne ha sempre, anzi ne ha quasi più ai bassi che agli alti. L’allungo non manca, intendiamoci, i 7000 giri arrivano in fretta, ma è proprio ai bassi e medi regimi che questo quattro cilindri dà il suo meglio, (pur con un piccolo turbo lag) consentendo tra l’altro, volendo, anche una guida rilassata e “di coppia” con marce alte. Il che consente anche di contenere i consumi entro limiti accettabili. Certo, però, è difficile resistere al fascino del kick down, la DS 3 Performance dimostra una volta di più come questa piccola sia “nata bene”. Se, infatti, DS 3 diverte anche nelle versioni normali potete ben capire che la sportiva possa far spuntare il sorriso a 32 denti appena all’orizzonte spunta una serie di curve. Corta, reattiva, rapidissima, offre una guida kartistica pur senza diventare mai eccessivamente nervosa, nemmeno nei curvoni affrontati ad altissima velocità.DS 3 sfrutta alla grande una base telaistica decisamente sana (infatti, l’ESP entra davvero molto di rado) su cui i tecnici sono intervenuti con cognizione di causa. È rigida ma non eccessiva come era la R, le barre di torsione più morbide fanno sì che si “senta” ancora meglio la macchina in ingresso e percorrenza, perché la rigidezza eccessiva, su strada non è un vantaggio. L’assetto è controllato, non lo posso definire confortevole ma sicuramente non fa più saltare le otturazioni come la progenitrice e consente di scendere dopo parecchi chilometri con addosso ancora la voglia di guidare. Lo sterzo è diretto, tra le mani del driver c’è uno strumento di precisione che indirizza l’auto dove si vuole.DS3Pefromance-016In tutto questo bel guidare s’inseriscono anche il differenziale Torsen -che tira letteralmente la DS 3 Performance verso la corda anche quando si sfonda il tappetino- che consente di alzare il ritmo a livelli da prova speciale, il cambio non cortissimo (c’è chi fa meglio come corsa della leva) ma preciso e veloce e i freni, potenti e instancabili che all’inizio richiedono qualche metro di assuefazione per la grande prontezza di risposta. Una vera, piccola, GT.