Prova Kia Optima 2017: ricomincio da tre

Dopo la berlina, arrivata quasi in punta di piedi, la famiglia Kia Optima si allarga. Debuttano la variante station wagon, l’allestimento sportivo GT e la versione ibrida plug-in

Dopo essersi ritagliata un posto al sole nei segmenti citycar, crossover e SUV, Kia è pronta al salto di qualità sul mercato italiano. Con la famiglia Optima 2017 si affaccia nell’aristocratico segmento D. Non si tratta di un’iniziativa campata in aria: la Casa coreana ha le radici ben piantate nella top ten dei costruttori su scala mondiale e all’estero vende da tempo ammiraglie con i fiocchi. L’operazione è iniziata con il timido ingresso in listino della versione berlina e ora continua con un’infornata di tre novità. La prima, quella che ha maggiori ambizioni di successo, è la Kia Optima SW, abbinata al motore 1.7 CRDi. Il taglio familiare e l’ottimo turbodiesel da 141 cv rendono l’auto competitiva anche per il mercato delle flotte e delle partite IVA, in cui Kia ha grandi margini di crescita. La bestseller sarà la versione Class a cambio manuale (30.500 euro, mille in più della berlina) ma avrà molti estimatori la GT Line con trasmissione a doppia frizione DCT a 7 marce (37.500 euro). Sulla stessa scocca arriva la Optima SW GT , spinta dal due litri turbo benzina T-GDi da 245 cv, il motore più potente di Kia. Chiaramente, con un costo di 45.000 euro, è un prodotto di nicchia ma il look filante e il rapporto vincente tra qualità, prestazioni e prezzo ne fa una outsider interessante. Last but not least, ultima ma non meno importante, c’è la Optima PHEV, sigla che sta per Plug-In Hybrid Electric Vehicle. Declinata per ora solo con carrozzeria sedan – la wagon arriverà nella seconda metà del 2017, con una disposizione delle batterie specifica per massimizzare la capacità di carico -, strizza l’occhio a chi ha il pallino della tecnologia e dell’ambiente, con un’accoppiata di motori 2.0 benzina (a ciclo Atkinson) ed elettrico. A 44.000 euro non è una proposta da grandi volumi ma con la sua tecnologia raffinata e con 54 km di autonomia in modalità elettrica è perfetta nel ruolo di portabandiera del marchio. Sul listino Optima, in fase di lancio, è praticato uno sconto di 3.000 euro, cui se ne aggiungono ulteriori 2.000 in caso di rottamazione. Per tutte le versioni la garanzia è di sette anni, come di norma in casa Kia.kia-optima-phev-2017_17LIVEA guardare la Optima e a ripensare alle prime coreane apparse sul mercato italiano viene da sorridere. Le antenate avevano un’aria anonima mentre ora lo stile definito da Peter Schreyer vanta una spiccata personalità. Un ruolo fondamentale lo gioca la mascherina a naso di tigre, che si collega senza soluzione di continuità ai fari, ma anche la coda ha il suo perché, con un taglio filante e grintoso. In questo senso spicca chiaramente la GT, con i fari full LED, dettagli cromati e cerchi maggiorati. Anche la PHEV sa catturare lo sguardo, con la griglia con paratie mobili, il diverso disegno dei paraurti e gli accenti blu, che ne sottolineano la modernità e la vocazione ecologista.kia-optima-sw-gt-line-2017_02Nell’abitacolo la crescita del marchio è sotto gli occhi e si tocca con mano. Ogni dettaglio è curato, ben dimensionato e confezionato con cura: alla fine dei conti i marchi premium non offrono molto di più. La plancia si sviluppa su due livelli: sopra trovano spazio la strumentazione e lo schermo dell’infotainment mentre nella consolle centrale ci sono tutti i comandi secondari che non sono posizionati sul volante multifunzione. Il posto di guida è ben progettato e offre grandi possibilità di regolazione ma, al contrario che sugli aerei, qui la prima classe è in coda. Chi siede sul divano ha spazio da vendere e riesce pure ad accavallare le gambe, come su una vera ammiraglia e come è giusto che sia su un’auto lunga 486 cm e con un passo di 281. Promosso a pieni voti il bagagliaio: sulla Station Wagon la capacità va da 552 a 1.686 litri e anche sulla PHEV le cose non vanno malaccio, con 307 litri disponibili, nonostante la presenza delle batterie.DRIVEIl fatto che la Kia Optima abbia ingombri importanti non deve spaventare più di tanto. Già la versione base è equipaggiata con sensori di parcheggio anteriori e posteriori, oltre con la retrocamera, le cui immagini sono proiettate sullo schermo centrale da 7 o 8”. I parcheggi in stile Tetris e i vicoli dei centri storici non saranno il suo pane quotidiano ma non rappresentano nemmeno un grande spauracchio. Bella notizia soprattutto per chi fosse interessato alla versione ibrida plug-in, che con le sue caratteristiche è quella che meglio si presta all’uso cittadino. Con le batterie completamente cariche può muoversi per oltre 54 km in modalità solo elettrica, lasciando a riposo bielle e pistoni del motore due litri a benzina, e quindi nel silenzio quasi totale. Una ricarica parziale avviene durante le fasi di rallentamento mentre quella completa si può ottenere collegandosi a una colonnina in 3,5 ore o alla presa di casa in un tempo circa doppio. La PHEV se la cava alla grande anche quando gli orizzonti si allargano: spinta esclusivamente dal motore elettrico può raggiungere 120 km/h di velocità, mentre dando briglia sciolta a tutti i 205 cv di potenza massima di sistema si comporta come una qualunque berlina da viaggio, con un comfort autostradale da first class, assicurato da sospensioni capaci di filtrare qualsiasi tipo di asperità e una silenziosità di marcia encomiabile. Solo nel misto, ovviamente, il maggior peso si fa sentire.kia-optima-sw-gt-2017_09Chi ha il piede pesante può fare un pensierino alla Kia Optima SW GT, specie se a completare il suo profilo ci sono percorrenze annue basse e poche preoccupazioni per le quotazioni dell’auto usata. L’asso nella manica di questa versione è chiaramente il motore: il dato più interessante non è tanto la pur ragguardevole potenza massima, 245 cv, quanto piuttosto la coppia, che raggiunge il picco di 353 Nm già a 1.350 giri e rimane costante su quel valore fino ai 4.000. Ciò significa avere sempre reazioni pronte e vivaci a ogni affondo sull’acceleratore, quale che sia la marcia inserita, con una coppia consistente e disponibile già poco sopra il minimo, ottimi medi regimi e l’allungo che va un po’ a scemare mentre la lancetta avvicina la zona rossa. A proposito di cambio, il doppia frizione della Optima ha anche una funzione sequenziale (azionabile con i paddle al volante), che lavora in modo piuttosto rapido, pur non essendo una furia. Per permettere di sfruttare al meglio la generosità della meccanica, a fronte del passo lungo e del peso non proprio contenuto, in Kia hanno scelto di montare sulla GT un assetto a controllo elettronico. Le sospensioni ECS (così come le mappature motore) possono essere regolate in posizione normale o Sport (il motore anche in ECO, ciascuna modalità con un sound differente) e si adattano di conseguenza alle sollecitazioni. A garantire la giusta impronta a terra ci sono cerchi da 19”, con pneumatici 245/40 che danno una sensazione di grande tenuta. Alle loro spalle spuntano pinze freno rosse, che non fanno solo scena ma assicurano decelerazioni adeguate al rango di sportiva cui la GT ambisce.kia-optima-sw-gt-line-2017_11Dulcis in fundo, la Kia Optima SW 1.7 CRDi da 141 cv, modello che non si dà l’obiettivo di stupire con effetti speciali ma fa della concretezza la sua arma vincente. La versione base pare perfetta per chi sceglie con il portafogli, ma il mio consiglio è di lasciarsi tentare dall’allestimento GT Line. La dotazione è molto completa, con standard, tra le altre cose, sedili, divano e volante riscaldabili, tetto panoramico, rivestimenti in pelle, cerchi da 18”, chiave elettronica, ricarica wireless per lo smartphone, sistema d’infotainment con Android Auto ed Apple Car Play, stereo Harman Kardon e portellone elettrico. A fare la differenza è soprattutto l’abbinamento tra il motore turbodiesel e il cambio robotizzato DCT a sette marce, dolce negli innesti e svelto a selezionare il rapporto ideale. Con la coppia di ben 340 Nm, ci si muove in tutta tranquillità, pronti all’occorrenza a tirar fuori un po’ di grinta. Con questo pacchetto tecnico la Optima svela la sua vera natura di grande passista, capace di divorarsi d’un fiato lunghi viaggi da-casello-a-casello, facendo arrivare a destinazione pilota e passeggeri sempre freschi come rose.