Prova Kia Sorento 2015

La Kia Sorento arriva alla terza generazione, cambia tutto, punta al mondo premium e aggiunge spazio e gusto di guida. Finiture di lusso e quasi tutto di serie a partire da 36.500 euro

6 febbraio 2015 - 10:02

Premium è la parola magica a cui sembra tutti vogliono puntare. Premium perché in quei segmenti la crisi si sente poco (o meno) e perché quando sei li sei nell’olimpo di marchi che contano. Per la prima volta, gli uomini Kia parlano di segmento premium e lo fanno con la Sorento, l’auto che prima di tutte ha fatto compiere il salto di qualità al marchio coreano. Era il 2002, e il fenomeno Sorento scoppiò letteralmente in mano a Kia. Le richieste per quella SUV che si proponeva come alternativa alle tedesche costando la metà erano furono così alte che il tempo di attesa arrivò a superare i 10 mesi. Un fenomeno. Oggi che le maxi SUV hanno visto numeri un po’ ridimensionati, che il mercato di questo segmento è occupato per il 35% da prodotti premium (e l’altro 25 % lo detiene la Freemont…), la nuova Kia Sorento si propone ancora come alternativa alle “solite” tedesche, ma questa volta oltre al prezzo competitivo  porta in dote equipaggiamenti e comfort tali da non soffrire di complessi di inferiorità rispetto a nessuna concorrente. Anzi…

LIVE
Più lunga, più bassa, più larga e con un interasse maggiorato: la nuova Kia Sorento prende le distanze dalla precedente generazione e punta a una guida più appagante, più “stradale”, se vogliamo. Il rinnovamento tocca tanto le linee quanto l’abitacolo, dove tra finiture di qualità e lusso senza ostentazione che si ritrova in molti particolari, spicca la presenza di un ampio touchscreen al centro della plancia. Due le versioni: Loft a due ruote motrici e omologata per 7 persone e Rebel 5 posti ma con quattro ruote motrici.

Il motore più importante per l’Italia sarà senz’altro il 2.2 TD common Rail capace di erogare 200 cv e di Spingere la Sorento ben oltre i 200 orari. Ma chi si sente particolarmente Yankee potrà sicuramente gradire la motorizzazione 2.4 benzina a iniezione diretta. Entrambi i motori sono equipaggiabili con cambio manuale o automatico a sei rapporti, quest’ultimo disponibile al lancio senza sovrapprezzo. A proposito di prezzi, la Kia Sorento è premium per contenuti, non per il listino che per la Loft 2WD (con sette posti di serie) parte da 36.500 euro, fino ad arrivare ai 49.000 euro per la Rebel 4WD top di gamma.

La crescita dimensionale porta in dote un incremento della capacità di carico, passata da 534 a 605 litri con un vano che, a schienali abbassati, arriva a 2082 litri con ben 2,063 metri di lunghezza e 1,37 metri in larghezza. Trasloco? No problem. Salto in avanti nelle finiture, ora ancora più curate, tanto che la Casa promette – anche grazie alla nuova scocca, nettamente più rigida che in passato – un miglioramento sotto il profilo dell’isolamento acustico e della neutralizzazione delle vibrazioni. Nessuna rivoluzione quanto alle sospensioni; all’avantreno McPherson si accompagna il retrotreno multilink, mentre la taratura degli ammortizzatori è maggiormente votata al comfort.

Tra gli accessori di pregio (e di serie) spiccano il tetto in vetro panoramico e apribile, la telecamera a 360°, l’apertura automatica del bagagliaio, il cruise control adattivo, l’avviso di superamento involontario della linea di corsia, l’allerta d’impatto imminente, la segnalazione d’ostacolo in corrispondenza dell’angolo di visuale cieco e la “lettura” della segnaletica verticale. Dotazioni degne di un’ammiraglia, quale è la Sorento.

DRIVE
Tanto spazio, tanta luce, la Sorento tiene fede al termine “loft” per utilizzato per indicare la versione a due ruote motrici (anche se quella che stiamo provando è la versione Rebel 4Wd). Gli interni sono curati, con materiali morbidi, di qualità, e tanti “vizi” per guidatore e passeggeri che possono godere ad esempio di sedili riscaldati e ventilati, del mega tetto panoramico (adorato dai bambini) e di qualsiasi tipo di gadget possiate immaginare. Il comfort a bordo della Kia è eccellente, si viaggia comodissimi, rialzati rispetto al traffico, e “isolati” dal mondo esterno.

La silenziosità di marcia (anche ad alta velocità) è notevole, il 2.2 quattro cilindri (peccato che di cilindri non ne abbia sei, ma ormai certi frazionamenti sono sempre più rari anche sui modelli della concorrenza) lavora in silenzio, vibra pochissimo e spinge non senza un certo brio la mole non trascurabile della grossa SUV Coreana. Quindi, vita comoda a bordo, per tutti, e tanto spazio per i bagagli, il che pone la Sorento in prima fila quando si tratta di scegliere l’auto per una famiglia numerosa o per chi ha realmente bisogno di spazio a bordo.

Lunga e imponente, la Sorento alla guida convince. Se non ci si fa prendere dal morbo del pilota, offre una buona maneggevolezza (considerate mole e dimensioni, ovviamente) e precisione di guida. Merito del nuovo assetto più basso rispetto alla versione precedente. Il cambio automatico (irrinunciabile secondo me) è ben accordato con le caratteristiche del motore: morbido quando serve, ma anche veloce nel decidere quando cambiare rapporto nel caso di un sorpasso o in salita.

L’assetto è molto morbido (qualche leggero “rimbalzo” al posteriore c’è ancora, ma meno della precedente versione), ma non poco rigoroso, e sui tornanti che si inerpicano verso il colle San Carlo la Sorento trasporta i suoi occupanti in modo sempre “signorile”, senza dondolii che facciano venire il mal di mare. Si viaggia bene, molto bene, coccolati da un impianto audio di alta qualità e da un sistema infotainment al top per informazioni e fruibilità. Guidarla e pensare al definizione premium, anche per Kia, non è più assolutamente fuori luogo.

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