Prova MINI Clubman 2016

Cresce nelle dimensioni, cresce nelle dotazioni, si conferma icona di stile. La Clubman è il primo passo verso la MINI del futuro. Più adulta, più pratica, non rinuncia a molte delle prerogative del marchio. E’ sempre una MINI ma è meno go-kart

Non è solo questione di centimetri, che sono molti di più in tutte le direzioni (+9 in larghezza, +10 di passo, + 27 in lunghezza). È questione di cambiare mentalità, generazione, e pure segmento. Sì, con la nuova Clubman MINI è diventata grande, cresce in tutto e per tutto perde un pizzico del carattere giocoso che l’ha sempre contraddistinta per guadagnare praticità e mettere un piedino in un segmento, il C, in cui i numeri sono importantissimi. 4 metri e 253 centimetri, mai una MINI aveva raggiunto tali dimensioni e mai prima d’ora si poteva candidare al ruolo di prima auto nel box. Già, come hanno detto gli uomini MINI durante la conferenza stampa del lancio, fino a oggi la MINI era sempre “l’auto di”, della moglie, del figlio, della fidanzata. Oggi potrà essere anche l’auto di tutta la famiglia.LIVEPoi, alla fine la domanda resta sempre la stesse. È ancora una MINI? Ma queste domande restano sempre senza una risposta che si possa definire sensata. Pensate alla Cayenne: quando arrivò ci si chiese “è ancora una Porsche?” Succede sempre così. Stiano tranquilli i puristi del marchio, i cromosomi MINI nella Clubman ci sono tutti, magari un pelo più maturi e meno sbarazzini, ma sulla Wagon di Oxford c’è anche altro, molto altro.MiniClubman2016-037Tradizionalmente considerata una delle wagon più originali sul piano estetico, la Clubman mira a confermare tale primato pur rinunciando alla Clubdoor, cioè la singola porta laterale per accedere ai sedili posteriori che caratterizzava la versione precedente. Il cambiamento va a favore di una più convenzionale soluzione a due portiere, più comoda e pratica per l’accesso a posti posteriori che non faranno gridare al miracolo per spaziosità (è omologata per 5 ma il quinto ci sta stretto), ma sono decisamente più comodi che in passato. In compenso la nuova MINI non rinnega la doppia anta del portellone, vero e proprio must per la Clubman, che ora si apre anche direttamente dal telecomando o semplicemente “leggendo” il piede del proprietario.Pur estroso e appariscente, il nuovo modello punta alla praticità, come confermato dal bagagliaio. Le doppie ante (che limitano un po’ la visibilità posteriore) si aprono su un vano di 360 litri con 5 persone a bordo (100 in più rispetto alla precedente generazione), che diventano 1.250 litri una volta abbattuto il divanetto frazionabile 40/20/40.Per quanto riguarda i motori, ai noti 4 cilindri si affianca un tricilindrico a iniezione diretta di benzina caratterizzato dalla tecnologia TwinPower Turbo. Nello specifico, l’ingresso alla gamma MINI Clubman è rappresentato dalle versioni One (22.300 euro, tre cilindri 1.499 cc 75 cv) e One D (24.800 euro, tre cilindri, 1.496 cc 85 cv). Versioni intermedie sono la Cooper e la Cooper D, la prima (24.800 euro) con motore tre cilindri millecinque Twin Power Turbo da 136 cv, la seconda con motore 4 cilindri da 150 cv. Top di gamma le Cooper S (28.800 euro) e Cooper SD (31.300 euro) con motori 4 cilindri benzina da 192 cv e Diesel da 190 cv. Oltre alla classica trasmissione manuale a 6 rapporti (di serie per tutte le Clubman) sono previste due unità automatiche del tipo mediante convertitore di coppia: a 6 marce (1.5 turbo benzina) o 8 marce (versioni a 4 cilindri).MiniClubman2016-030Nutrita, da tradizione MINI, la gamma dei sistemi di assistenza alla guida a partire dall’Head Up display che riassume le indicazioni per finire con la retrocamera, e i “gadget” che tanto piacciono ai “MINI addicted” che sulla Clubman si sprecano. Basti pensare alla cromoterapia o al logo MINI proiettato sull’asfalto quando si apre la portiera del guidatore o alla pinna della radio dotata di LED manco fosse il timone di un aereo, a un tetto apribile lungo 120 centimetri. La multimedialità è ai massimi livelli, MINI Clubman 2016 sfrutta lo schermo centrale da 8,8 pollici (comandato dal MINI Touch controller al centro del tunnel) per comunicare con il driver. Ora è possibile anche connettere l’auto con il mondo esterno, non solo con la SIM fissa, ma anche attraverso gli smartphone con app dedicate che consentono anche di ascoltare la propria playlist su Spotify attraverso l’impianto Harman Kardon.DRIVETi accomodi al volante, se non guardi dietro sei indubbiamente al volante di una MINI, tutta la parte anteriore è infatti in comune con quella delle altre MINI che conosciamo. Poi guardi nello specchietto retrovisore e ti accorgi del volume che hai dietro le spalle. Si, la Clubman è lunga, molto più lunga di tutte le MINI che abbiamo guidato fino a oggi, per questo motivo anche la guida è giocoforza differente, in una parola più “normale”. Logico, passo e centimetri non si nascondono e, sebbene la Clubman mantenga come già detto i cromosomi del marchio, come lo sterzo diretto, la grande direzionalità, il baricentro basso e un assetto generalmente sportiveggiante, a venir meno è la sensazione di essere seduti “sulle ruote posteriori” che si ha con la Hatchback. L’eccitante maneggevolezza della MINI qui è rimpiazzata da reazioni più tonde e controllate, alla fine la Clubman è un po’ meno “not normal” come recitava il claim di qualche tempo fa, ma anche questo fa parte del processo di rinnovamento del marchio che a partire dal logo e dalla Clubman troverà una nuova collocazione sul mercato. Anche i motori sembrano essere leggermente meno pimpanti, anche questo non ci sorprende visto che il peso in gioco è superiore.MiniClubman2016-017Tuttavia continuano a piacere i tre cilindri che si comportano davvero in modo esemplare, sono silenziosi e sembrano davvero poco tricilindrici, e piace anche il quattro cilindri della Cooper S, che però sembra essersi tolto la tuta sportiva per indossare il maglioncino di Cachemire: meno “spari” in rilascio, meno rabbia nel salire di giri, tutto più civile e più rotondo, anche utilizzando la mappatura “Sport” (selezionabile con il selettore posto alla base del cambio che consente tre scelte Green, Mid e, appunto, Sport). E piace anche il nuovo cambio a 8 rapporti, preciso e velocissimo nelle cambiate. Pur se meno irriverente delle sorelline, alla fine la Clubman convince, perché smussa il carattere ma resta divertente da guidare, guadagna spazio ma non perde in personalità. Una MINI più adulta che può conquistare un pubblico che prima mai avrebbe pensato di portarsi in garage un’auto made in Oxford. Si, MINI è cresciuta e probabilmente crescerà anche il suo pubblico.