Prova Opel Corsa OPC, la Corsa che va di corsa

La Corsa si arrabbia, passa in visita al reparto OPC e ne esce più cattiva che mai. 207 cv e 0 - 100 km/h in 6,8 secondi sono il suo biglietto da visita. In vendita da Giugno a 21900 euro.

27 aprile 2015 - 21:04

LIVE
Anche la Corsa è finita tra le grinfie dell’Opel Performance Center, la divisione sportiva della Casa tedesca che dal 1997 si occupa di aggiungere pepe alle versioni al top della gamma. Il lavoro dell’atelier tedesco si è concentrato soprattutto sull’innalzamento delle doti dinamiche, sulla personalizzazione estetica e sugli allestimenti interni, anche se la piccola Opel, già nelle versioni base, si presenta ricca e confortevole.

Le maggiori attenzioni sono state dedicate al nuovo motore di 1.6 litri turbocompresso che grazie a nuovi componenti quali intercooler, iniettori, scarico –studiato in collaborazione con la Remus- e centralina sviluppa 207 cv. La coppia massima è di ben 280 Nm, con una curva che tra 1.900 e 5.800 giri non scende comunque sotto i 245 Nm. Nuovo anche il cambio a 6 marce.

Sospensioni ridisegnate –che ribassano l’assetto di 10 mm- impianto frenante anteriore con dischi da 308 mm e cerchi da 17” con pneumatici 215/45 R17 Michelin assieme a innovativi ammortizzatori Koni cosituiscono gli elementi principali del pacchetto dedicato all’handling.

All’interno l’allestimento è davvero premium. Sedili sportivi Recaro che non sfigurerebbero su un GT3, volante con la parte inferiore piatta e strumentazione completa si integrano con lo schermo da 7” touch screen che gestisce il sistema IntelliLink. Sostanzialmente le funzioni, navigatore compreso, del vostro smartphone connesso al sistema verranno replicate e messe a disposizione della vettura.

DRIVE
Il motore è il pezzo forte della Corsa OPC. Disponibile ai bassi regimi, riprende con fluidità e vigore già da 2.000 giri e spinge forte fino alla zona rossa. In pratica, anche su strade con dislivelli consistenti, permette di divertirsi tra le curve dimenticando il cambio in terza e gestendo il gas come se si disponesse di una sorta di variatore. Potente, si: lo 0/100 in 6,8 secondi e i 230 km/h di velocità massima dichiarati appaiono assolutamente credibili. Le vetture da noi provate montavano tutte il pacchetto performance, composto da dischi da 330 mm, pinze Brembo, cerchi da 18”, molle più rigide e una raffinatezza come il differenziale autobloccante meccanico (2.500€ il costo del pacchetto), ma nonostante questo non si sono rivelate mai estreme.

La tenuta di strada è molto buona e i limiti davvero elevati.  I sistemi elettronici di ausilio alla guida (di cui Corsa è ricca, sia per quello che riguarda la sicurezza attiva sia per quella passiva) non sono per nulla intrusivi, e anche escludendoli completamente non ci sono mai segni di nervosismo.  I trasferimenti di carico sono ben gestiti dalle sospensioni e la Corsa OPC si rivela praticamente insensibile alle manovre di tiro-rilascio anche a velocità medio-alte. Sicuramente un pregio e un segno di grande bilanciamento, ma nell’ottica del puro divertimento un retrotreno un po’ più incline a muoversi in ingresso curva avrebbe aumentato l’appeal della OPC presso chi è in cerca di un “giocattolo” da usare solo in chiave sportiva. Insomma, come accade anche alle concorrenti, la Corsa OPC è sportiva sì ma per nulla estrema, vuole essere auto a 360° e i tecnici Opel hanno dato un colpo al cerchio e uno alla botte dotandola di prestazioni entusiasmanti ma preservando l’uso quotidiano.

Del motore abbiamo detto; si può andar via con un filo di gas e marce lunghe senza rifiuti e con una ripresa vivace al primo affondo sul pedale del gas. Usato così non consuma nemmeno troppo e pure spremendolo a fondo è difficile scendere sotto i 7 km/litro; mica male. Per il comfort bisogna invece accettare qualche compromesso. Buona l’insonorizzazione, è invece la rigidità delle sospensioni a farsi sentire. Assorbono bene le piccole asperità, ma su irregolarità più pronunciate o in rapida sequenza mostrano qualche limite e non riescono a filtrare le sollecitazioni che si trasmettono così a pilota e passeggeri. Vengono in soccorso i sedili anteriori (rivestiti in pelle per 1.500€) che per quanto sportivi hanno una seduta correttamente imbottita che smorza i colpi più secchi.

Sul piano delle prestazioni e del comportamento su strada nulla da eccepire; anche il cambio è dolce e preciso e ogni tanto lo si chiama in causa più per il piacere di usarlo che per reale necessità.

Per quel che riguarda la vita a bordo, bene per gli occupanti dei posti anteriori e qualche sacrificio invece per chi sta dietro. Gli spessi schienali dei sedili anteriori si reclinano non senza qualche fatica e rendono l’accesso al divano scomodo, una volta rimessi in posizione –sono dotati di memoria, ma se non li si manovra correttamente tendono a bloccarsi in posizione tutta avanzata- lasciano poco spazio alle gambe dei passeggeri posteriori. Insomma, se ospitate qualcuno che supera il metro e sessanta per un viaggio difficilmente avrete la sua gratitudine.

E’ questo l’unico neo della Corsa OPC, un’auto di nicchia, ma matura e discretamente versatile. Non ridarà ai cinquantenni il gusto delle piccole bombe anni 80, che avevano 70 cv in meno ma sembrava ne avessero il doppio (ma erano anche doppiamente pericolose…) ma permetterà ai loro figli di divertirsi in sicurezza, senza deludere i papà che, ricordiamocelo, non hanno più la schiena di una volta.

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