Prova Opel Mokka X 1.6 CDTI

La Suv compatta tedesca si aggiusta il look e punta a vivere una seconda giovinezza con interni rivisti, una dotazione più ricca e una gamma di motori con i fiocchi. Si guida che è un piacere ma è un po' secca sullo sconnesso

19 settembre 2016 - 11:09

Dopo aver fatto passerella a marzo, al Salone di Ginevra, la Opel Mokka X sta finalmente per arrivare nelle concessionarie. Non c’è stata però nessuna scena del tipo: “Tesoro, due minuti e arrivo!”, con lei che non è ancora nemmeno entrata in doccia; tutto avviene senza ritardi, secondo la tabella di marcia annunciata a suo tempo. Il weekend porte aperte è fissato per la metà di ottobre. Per cominciare a inquadrare la questione, anticipo comunque che i prezzi di listino vanno da 19.750 euro fino a circa quota 30.000 anche se fino a dicembre sarà attiva una offerta lancio che porterà a sconti allettanti su tutti gli esemplari, con il primo prezzo a 16.900 euro. La cifra si riferisce alla versione 1.6 da 115 cv, che sul fronte benzina è affiancata dalla 1.4 turbo da 140 cv (disponibile anche con l’amatissimo GPL) e da una nuova 1.4 turbo da 152 cv con cambio automatico e trazione integrale. Per i seguaci di Rudolf Diesel ci sono invece due 1.6 CDTI, da 110 e 136 cv, che è stato il protagonista assoluto della prova, abbinato a cambio manuale e trasmissione All Wheel Drive. Quattro gli allestimenti: base, Advance (che sarà il più richiesto con di serie, tra le altre cose, le luci diurne a Led, il sistema di infotainment IntelliLink, il servizio di assistenza OnStar, il clima manuale, il cruise control, i cerchi in lega da 17″ e i fendinebbia), Innovation e B-Color.

LIVE

La Opel Mokka X è a tutti gli effetti un restyling della Mokka, che in quattro anni di onorato servizio è stata venduta in oltre 600.000 esemplari. I designer hanno lavorato di fino soprattutto sul frontale, che ha ora forme più decise e mascoline. Il nuovo fascione paraurti, in particolare, fa sembrare la macchina meglio piantata sulla strada, mentre la griglia ad ala e la doppia fila di Led dei fari danno un tocco più moderno all’insieme. Nulla di nuovo invece a livello della fiancata, già comunque di grande effetto, con la nervatura sottoporta a forma di lama e i parafanghi ben torniti come i deltoidi di un body builder. Nel complesso il lifting esterno è discreto ma funziona alla grande.

Gli interventi nell’abitacolo sono più profondi ed efficaci. Al Centro Stile hanno deciso di ripartire da un foglio bianco e hanno disegnato una plancia dall’aria più importante. Tutto si sviluppa per linee orizzontali, che esaltano l’idea di spaziosità, e il ponte di comando è leggermente rivolto verso il pilota. La consolle centrale ha un’aria più pulita, ora che il touch screen centrale (da 7 o 8 pollici, a seconda degli allestimenti) accentra molti comandi e ha permesso l’eliminazione dei relativi tasti. Due paroline le meritano chiaramente anche le finiture e l’abitabilità. La cura costruttiva è buona e solo pochi dettagli sono in plastica un po’ economica. Lo spazio a bordo è soddisfacente per quattro adulti, anche se tra i competitor c’è chi offre qualche centimetro in più nella zona posteriore. È una sensazione resa forse più evidente dall’andamento della linea di cintura, che sale molto a scapito della superficie dei finestrini.

A proposito ancora dello schermo, questa Opel vanta – come già accennato – un valido sistema d’infotainment già dal secondo livello di equipaggiamento: l’ R4.0 IntelliLink permette di collegare il proprio smartphone attraverso Apple CarPlay o Android Auto. Sulla Opel Mokka X molta tecnologia è però anche al servizio della sicurezza. I fari, per esempio, possono adottare il sistema AFL Led, che permette una gestione intelligente del fascio luminoso in base all’andatura e all’ambiente in cui si muove (è spiegato bene nel video sulla destra). Una telecamera frontale, il cosiddetto Opel Eye, e una centralina vigilano sul tutto e si occupano anche di ripetere al pilota i cartelli stradali presenti sulla carreggiata, di avvisarlo se sta uscendo involontariamente dalla corsia oppure se si sta avvicinando troppo a chi lo precede. In questo caso, poi, il sistema di frenata autonoma è pronto a entrare in gioco per salvare il salvabile.

DRIVE

In casa Opel il motore 1.600 CDTI da 136 cv è chiamato whisper diesel, sussurro per chi non mastica l’inglese, e il quattro cilindri impiega poco a far capire perché abbia questo soprannome. Si avvia in un amen e inizia a girare con voce sommessa, senza fastidiose vibrazioni. La sua silenziosità non è però sinonimo di timidezza o mancanza di carattere. Già dai primi affondi sull’acceleratore si nota come il tiro sia robusto sin dai regimi più bassi. La scheda tecnica parla di una coppia massima di 320 Nm da 2.000 a 2.250 giri, un valore degno di un motore due litri, ottenuto a fronte di consumi che non superano invece i 4,3 l/100 km, roba più da 1.400.

Al di là delle cifre, si ha la chiara sensazione di avere sempre risposte pronte, con un’erogazione pastosa già poco sopra quota 1.500 giri. E la spinta non viene meno neppure quando si dà briglia sciolta alla cavalleria e la lancetta del contagiri supera quota 4.000, entrando nella zona rossa. Tirare così il collo al motore non ha però molto senso. E’ sicuramente più redditizio snocciolare le sei marce una dopo l’altra, sfruttando la corretta spaziatura dei rapporti e la buona manovrabilità del cambio, che ha innesti puliti e precisi.

Restando nel reparto trasmissione, la trazione integrale fa per bene il suo dovere. Di norma manda il 100% della forza motrice alle ruote anteriori, pronto però a girarne fino al 50% a quelle posteriori alla prima avvisaglia di perdita di aderenza. Il passaggio è abbastanza rapido e graduale e dà una bella sensazione di controllo anche quando il fondo si fa insidioso oppure si decide di uscire dall’asfalto e di affrontare uno sterrato a ritmo da prova speciale di rally. In questo caso la Mokka X scatta sull’attenti e asseconda il pilota, anche se lo sbalzo anteriore piuttosto pronunciato sconsiglia di lanciarsi a tutta birra su terreni troppo accidentati.

Poche storie, l’habitat naturale di questa Opel sono i tratti asfaltati, anche quelli più ricchi di curve. L’assetto sostenuto e la gommatura sportiva da 18 pollici dell’esemplare Innovation della prova fanno un po’ di fatica a filtrare le buche più secche ma rendono la Mokka X molto divertente nel misto. Alla faccia del baricentro alto, la tuttofare tedesca disegna infatti le traiettorie con il puntiglio di un ingegnere, docile ai comandi di uno sterzo progressivo. A onor del vero, oltre che sullo sconnesso, i pneumatici oversize pagano dazio anche sugli asfalti più granulosi con un certo rumore di rotolamento. Da qui a definire la macchina scomoda però ce ne passa, specie se ci si è fatti tentare da un optional come i sedili AGR, che hanno la benedizione degli ortopedici tedeschi e coccolano il pilota e il suo secondo.

Tirando le somme, la Mokka X (lettera che tra l’altro ritroveremo in futuro su tutte le Opel pronte a impolverarsi fuoristrada) ha tutte le carte in regola per riscuotere ancor più successo della sua progenitrice. Il merito va equamente diviso tra il look più attuale, la dotazione più ricca e aggiornata e la gamma di motori molto efficienti.  Senza dimenticare infine le dimensioni furbe. Con 428 cm di lunghezza, può infatti vestire indifferentemente i panni della prima o della seconda macchina di famiglia.

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