Prova Renault Clio Turbo GPL

Anche Renault sposa il GPL di serie “gasando” la Clio. La straniera più amata in Italia completa la gamma con una motorizzazione moderna e un carburante che aumenta di anno in anno il suo gradimento sul mercato

9 febbraio 2017 - 18:02

Quasi 50.000 auto vendute nel 2016 in Italia, prima auto straniera in classifica per il quarto anno consecutivo. Non si può certo dire che Clio non piaccia agli italiani. La piccola Renault, assoluto best seller della Gamma della Regie, fa la voce grossa quando si parla di numeri. Figlio della felice matita di Laurens Van de Acker il suo design sinuoso e sportiveggiante ha colpito nel segno e un buon mix di allestimenti è riuscito a conquistare un pubblico trasversale, giovane soprattutto suddiviso tra maschile e femminile. Caso più unico che raro in questo segmento Clio è riuscita bene anche nella versione Sporter, la Station Wagon, che pur con numeri minori rispetto alla berlina riesce comunque ad avere un mercato interessante, nettamente superiore alla media del segmento (16% delle Clio vendute sono Sporter, contro una media del 2,7%).

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Cosa le mancava? Interni più curati, probabilmente, tanto bella fuori, la Clio poteva mostrare il fianco a qualche critica dal punto di vista dei materiali degli interni: un po’ “croccanti” le plastiche, un po’ semplici le bocchette di ventilazione, un po’ basici i tessuti. A metà del 2016 con il classico restyling di mezza età (sono cambiati anche leggermente la mascherina e i fari hanno conquistato le luci diurne a LED per una firma luminosa in linea con quella delle nuove Renault), Renault ha migliorato anche questa zona d’ombra. Cambiando volante, materiali, bocchette e tessuti. In questo modo Clio si propone in modo più “maturo”. L’ultimo tassello è l’arrivo del motore Turbo GPL, unico esempio nel segmento. La base di partenza è il tre cilindri TCe da 90 cv, potenza che viene mantenuta anche dal motore “gasato” che integra la gamma di motori benzina e dCi che alloggiano sotto il cofano della compatta francese.

Realizzato dallo specialista Landi Renzo, l’impianto a GPL (36 litri) viene montato ex fabbrica per cui è soggetto a tutti gli effetti alla medesima garanzia della vettura. La Clio GPL non si può considerare quindi una vettura modificata ma una vettura si serie, regolarmente in gamma. Positivo che, forse spinta anche dalle normative, Renault non abbia “gasato” il classico vetusto motore a fine vita ma abbia invece lavorato su un motore moderno ed efficiente. Questo consente di ottenere prestazioni soddisfacenti (grazie al turbo) ma consumi interessanti anche a GPL. I 4,7 l/100 km dichiarati quando si viaggia a benzina diventano, infatti, 6,1 quando si viaggia a GPL il classico 25% di consumo in più dovuto alla minore efficienza del carburante gassoso. Interessante la caratteristica dell’impianto che consente al sistema Start&Stop di funzionare anche a GPL, riavviando la vettura a gas anche quando questo sistema è in funzione. La benzina, insomma, la userete solo quando vorrete.
Considerato comunque il costo alla pompa del GPL (50 centesimi al litro) il risparmio è facilmente calcolabile. Due gli allestimenti su cui la Clio Turbo GPL (solo con carrozzeria berlina) potrà contare l’entry level “Life” a 15.350 euro e l’intermedio “Zen” (allestimento più venduto in Italia) a 16.850 euro.

DRIVE
Della Clio mi sono sempre piaciute due cose: la linea e la dinamica di guida. Come ho spesso ritrovato negli ultimi progetti della Regie, il telaio delle Renault è capace di ottime performance. La Clio si può considerare l’antesignana di questa new age. È leggera, dinamica, precisa e con un compromesso molto azzeccato tra comfort e rigore. Insomma anche se sotto al cofano c’è “solo” un tre cilindri GPL per le mani (che impugnano il nuovo volante molto “corposo”), si ha sempre una vettura scattante e divertente da guidare.

Dopo la “cura” del Gas, il tre cilindri Renault (90 cv e 140 Nm a soli 2.500 giri) perde un pizzico di brio soprattutto in ripresa, tuttavia anche grazie al turbo le prestazioni restano interessanti. 12,2 sono i secondi necessari per passare da zero a cento, il che significa muoversi velocemente nel traffico. Caratterizzato da un po’ d’inerzia nel prendere (e perdere) giri, probabilmente a causa di un volano piuttosto pesante (necessario per offrire la giusta regolarità di erogazione), il TCe tuttavia è capace di una buona coppia e anche di allungare in modo sportivo.

La scelta del motore GPL è qualcosa di ragionato, spesso chi acquista auto con questo tipo di alimentazione cerca soprattutto il risparmio nella vita quotidiana, certo non è a caccia di prestazioni o emozioni che inondino di adrenalina le vene. Il destino delle auto gasate è spesso quello del commuting urbano, contesto in cui la Clio a GPL si trova perfettamente a proprio agio muovendosi svelta e assicurando anche un’ottima autonomia che non costringe a rivolgersi spesso al distributore per riempire la bombola (con entrambi i serbatoi pieni si arriva a 1.500 km .

Il nuovo corso degli interni ci piace, molto. Nella categoria c’è ancora chi fa meglio come “lusso percepito” ma ora sulla Clio non ci si può più lamentare, i materiali sono più convincenti, la plancia centrale lucida offre un bel colpo d’occhio e anche i rivestimenti dei sedili sono più. Resta qualche plastica un po’ ruvida ma è in zone meno sott’occhio (come il tunnel centrale ad esempio). Insomma l’arrivo del GPL e dei nuovi interni completano al meglio la gamma di una best seller che non ha nessuna intenzione di abdicare.

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