Prova Skoda Octavia RS230

250 all’ora, 6,7 secondi nello 0-100. La Skoda più potente e veloce di sempre veste i panni di una berlina o (o SW) ribassata e cattiva. Octavia RS 230 prosegue una tradizione di sportività nata addirittura nel 1901 e non tradisce le attese

143.000 pezzi venduti da quando esiste, ben 40.000 solo dell’ultima versione (datata 2013). Se qualcuno avesse dei dubbi sul potenziale di una Skoda sportiva sono i numeri della Octavia RS a chiarire tutto. La sportività fa parte del DNA del marchio ceco che partecipa a competizioni ufficiali (soprattutto rally) ininterrottamente dal 1901 e che ha sempre avuto nella sua gamma versioni pompate. Chiaro, il marchio Skoda dalle nostre parti è percepito in modo tutt’altro che sportivo, ma i numeri che la RS riesce a esprimere possono essere più che interessanti per chi ama le alte prestazioni, la tecnologia tedesca (Skoda, come ben sappiamo, fa parte del gruppo Volkswagen) e non è disposto a svenarsi per divertirsi al volante.LIVE32.400 euro per la berlina, 33.450 per la wagon (che diventano 34.000 e 35.050 qualora si decida di optare per le versioni con cambio a doppia frizione DSG) è la cifra che occorre investire per portarsi nel box una Octavia RS 230.L’RS 230 è proposta esclusivamente con motore 4 cilindri 2.0 turbo 16V a iniezione diretta pompato per l’occasione dagli originari 220 cv agli attuali 230 cv con una coppia di 350 Nm. Un’evoluzione che porta in dote un tempo di 6,7 secondi nello 0-100 e una velocità massima per la prima volta autolimitata a 250 km/h a fronte di consumi pressoché immutati: 16,1 km/l. Novità tecnica di rilievo il debutto del differenziale anteriore a controllo elettronico già utilizzato su molti modelli del gruppo.SkodaOctaviaRS230-014Sotto il profilo estetico, l’RS 230 si distingue per i cerchi in lega specifici da 19 pollici (con pneumatici 225/35), le pinze dei freni rosse e le finiture in pelle nera. Telaisticamente, come per la comune RS, si registra un ribassamento dell’assetto rispetto alle versioni standard di 12 mm per la berlina e 13 mm per la wagon, non cambia lo schema delle sospensioni, ma cambia il camber. Ricca la disponibilità d’accessori in materia di sicurezza: fari bi-Xeno, avvisatore d’impatto imminente con arresto d’emergenza, mantenimento della corsia di marcia, monitoraggio della stanchezza del conducente, 9 air bag e gli immancabili ABS ed ESP.DRIVEUna serie di saliscendi curve in appoggio spalmato nella vastissima campagna slovacca, lo Slovakia Ring è un impianto moderno e bellissimo da affrontare con qualsiasi mezzo a motore. È qui che proviamo la Octavia RS 230. Fa una certa impressione pilotare una berlina da quasi 4 metri e 70 tra i cordoli di un circuito, tuttavia la RS 230 fa di tutto per farci dimenticare che nella vita normale può essere una tranquilla berlina (o station), ma è in grado di mettere in mostra doti da sportiva autentica. Solo conferme dal motore che conoscevamo già (anche in altri allestimenti di potenza) e che anche sulla berlina ceca conferma le sue doti prestazionali. La coppia è effettivamente molto ben spalmata lungo tutto l’arco di erogazione, il 4 cilindri spinge convinto fino alla zona rossa e “canta” come quello di una sportiva (grazie anche a un impianto di scarico più aperto e con minori valori di sovrappressione), ed è assecondato da due cambi (sia il manuale sia il DSG) all’altezza della situazione.SkodaOctaviaRS230-003Così, dopo un paio di giri per prendere confidenza con gli insidiosi curvoni del circuito slovacco ci troviamo a spremere acceleratore e freni come se fossimo su un’auto ben più compatta. E la Octavia reagisce bene, molto meglio di quello che ci si possa aspettare da un’auto di queste dimensioni/peso. È grossa e non leggerissima, ovviamente, ma è anche molto bilanciata. L’assetto è azzeccato, il differenziale a controllo elettronico aiuta a tenere la linea e a “chiudere” la traiettoria anche quando si affonda il pedale del gas. La Octavia sa anche cambiare carattere se serve, il pulsante RS sul tunnel consente l’accesso alle mappature che cambiano risposta di sterzo e motore, cambio (se DSG) e controlli cambiando a piacimento le anime della Octavia. Insomma, la Octavia RS 230 sa essere sportiva autentica. Non è ovviamente un’auto da track day e la pista nella vita normale la vedrà probabilmente solo in cartolina, ma scoprire un’auto così efficace (anche a livello di freni) anche in un contesto così estremo non può che fare piacere. Quando ne incontrerete una su strada farete bene a non sottovalutarla.