Volkswagen Polo TGI, il metano conviene ancora?

Ecco come va con motore 1.0 da 90 CV con alimentazione monovalente a gas

1975 – 2021, 46 anni e oltre 18 milioni di Polo vendute. Numeri che fanno ben capire l’importanza di questo modello per la Casa tedesca, ancora oggi, nonostante questa di cui state per leggere la prova è probabilmente l’ultima con motore endotermico. E poi? Si vedrà. Di sicuro a muoverla non sarà più la benzina ma l’energia elettrica. E non è detto che si chiamerà ancora Polo. Ma non corriamo troppo, torniamo al presente e alla Volkswagen Polo restyling, che per questa prova ho scelto con alimentazione a metano.

A spingerla c’è un 3 cilindri 1.000 cc di cilindrata, sovralimentato, da 90 CV e 160 Nm di coppia a partire da 1.800 giri. È importante notare che la Polo TGI è monovalente, cioè con il serbatoio della benzina al di sotto dei 15 litri di capacità, cioè quanto basta per non rimanere a piedi nel caso in cui finisca il metano. Una scelta “radicale” per certi versi, ma è solo grazie a ciò che la tassa di circolazione è ridotta del 75% (ma in alcune Regioni anche di più).

Quanto alla capienza, le tre bombole per il metano possono caricare 13,8 kg, che nell’utilizzo reale garantiscono oltre 300 km di autonomia. Numeri più che buoni, con un rovescio della medaglia non trascurabile: la capacità del bagagliaio cala da 351 a 251 litri a causa proprio dell’ingombro delle bombole al di sotto del piano di carico.