DUEL – Splendide trentenni

30 anni di successi, commerciali e sportivi, uniscono due mezzi agli antipodi per nazionalità, carattere e destinazione d’uso. Hanno una meccanica da primato e badano al sodo. Efficacia e gusto di guida arrivano prima di tutto

1 dicembre 2014 - 10:12

Spagna e Giappone. Barcellona e Hamamatsu. Riuscite a trovare due luoghi più lontani? Non solo geograficamente ma anche per usi, costumi, tradizione e filosofia. Eppure Barcellona e Hamamatsu hanno, almeno quest’anno, qualcosa in comune. In questi due luoghi nascono un’auto e una moto che nel 2014 hanno compiuto 30 anni di carriera e sono legate da un traguardo importante, rappresentato dalla cifra a sei zeri che le accompagna. Il segno che nel tempo sono state scelte da milioni di clienti nel mondo.

Due storie molto diverse alle spalle. Per Suzuki la GSX-R è simbolo della sportività più pura, raccontata da motori 4 cilindri in linea capaci di prestazioni superlative. E GSX-R è un nome ormai arrivato fino alla griglia della MotoGP. Da 1985 a oggi l’hanno scelta oltre un milione di motociclisti, in tutte le cilindrate: un primato, celebrato dall’edizione speciale One Million, per una moto che ha anche un record di longevità. Infatti sono ben pochi i modelli che possono vantare una carta d’identità come quella della GSX-R. Una moto continuamente evoluta nel segno della continuità, anche stilistica, che rende la Suzuki un classico sempre riconoscibile.

 

 

Per Seat Ibiza, la CUPRA rappresenta la faccia arrabbiata (e sportiva) dell’auto del popolo. La classe operaia che va in paradiso e non solo, va anche in pista, perché la Seat Ibiza CUPRA corre in un campionato monomarca in cui i piloti se le danno di santa ragione. In 30 anni l’hanno scelta oltre 3 milioni di clienti in tutte le versioni, un successo commerciale che non tutte le auto possono vantare. Spagnola fuori, tedesca dentro, la CUPRA è la punta di diamante della gamma, sportivissima tre porte ma meno appariscente che in passato, al punto che grigia come quella in prova passa quasi inosservata.

SEAT e Suzuki hanno anche altro in comune: sono marchi “no frills”, che vanno al sodo, figli di progetti dove l’efficacia di guida arriva prima di qualsiasi cosa. Qui motore e telaio sono al centro della scena. Probabilmente al giorno d’oggi non sono i primi modelli che vengono in mente quando si pensa a una sportiva, ed è un peccato perché una volta provate si capisce come la sostanza sia davvero tanta.

Il quattro in linea Suzuki è un motore ormai mitico: 999 cc quattro cilindri in linea per 185 cv a 12.000 giri e zero elettronica. La Suzuki è una moto “meccanica” a tutti gli effetti, apprezzata dai puristi che non vogliono filtri nella guida e amano la capacità innata della 1000 di Hamamatsu di far sentire la ruota posteriore nel palmo della mano destra. Storicamente le Suzuki sono anche le moto pensate in modo più razionale: poche concessioni al marketing, i particolari sono prima di tutto funzionali, votati allo scopo, che in questo caso è andare forte in pista. Chi ci ha corso, chi le ha preparate lo sa: smontare e rimontare una Suzuki GSX-R1000 è facile e veloce come giocare con il Lego e non è un caso che nell’Endurance, dove contano velocità e affidabilità, le Gixxer siano le moto più vincenti di sempre. Unica concessione la tripla mappatura (A-B-C) che Suzuki ha introdotto per prima: cambia l’erogazione e limita (nella mappatura C) la potenza a 100 cv. La Suzuki, poi, punta forte sulla compattezza: ha misure da pin-up con un interasse di soli 1.405 mm, roba da 600.

Il valore aggiunto di Ibiza CUPRA è ben celato sotto al cofano: il motore quattro cilindri 1.400 cc con doppia sovralimentazione, che affianca al turbo un compressore volumetrico ad azionamento magnetico. Tutto per 180 cv e ben 250 Nm di coppia disponibili già a 2.500 giri (nella versione da trofeo si superano i 200 cv…). Un piccolo diavolo, capace di sorprendere chi si mette al volante della CUPRA senza aver prima letto la scheda tecnica: si stenta a credere che questo motore sia “solo” un 1.400. Un gioiello di meccanica accompagnato dal cambio a doppia frizione DSG a 7 rapporti e dal differenziale autobloccante XDS, che rende la CUPRA molto più corsaiola di quello che vuol far intendere il suo look piuttosto “tranquillo”.

Proprio come il quattro in linea della Suzuki, il motore della CUPRA offre quel mix che vorremmo trovare in ogni propulsore sportivo, ma che non tutti sono capaci di offrire. Tira ai bassi (rabbioso), spinge in mezzo, allunga in alto, il tutto accompagnato da un sound incredibilmente appagante. Guidarla significa sorprendersi nel trovare prestazioni quasi inaspettate, perché l’Ibiza non è solo potente ma anche compatta e leggera (1.259 kg): ciò si traduce in un’efficacia di guida notevole nel misto, al punto da disegnare sul volto del pilota un ampio sorriso. Lo stesso con cui si scendi dalla GSX-R1000, un sorriso che diventa ancora più smagliante se si butta un occhio ai listini. Perché cavalli e divertimento, una volta tanto, non vanno di pari passo con prezzi fuori portata. Buon compleanno.

 

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