Una Smart tira l’altra, come le ciliegie, e il successo della ultracompatta citycar di Mercedes ha dato vita anche a numerose personalizzazioni. Le più famose sono senz’altro quelle di Brabus, un vero specialista nell’elaborazione delle Smart che vediamo sfrecciare per le nostre città. Ora, non contento di potenziare le Smart a benzina e gasolio, Brabus si è dato da fare anche sulla Smart più eco-friendly che c’è, la Electric Drive.

Nuovi fari, minigonne inedite, assetto ribassato di 1 cm, cerchi neri lucidati a specchio e una griglia anteriore a nido d’ape come quella delle migliori sportive. Il biglietto da visita della Smart Brabus Elettrica arriva già dall’estetica, che non dimentica il lato “green” sottolineandolo con la Cellula Tridion colorata in verde acido. Lo stesso colore ricompare anche negli interni.

Non sarebbe una Brabus se il motore non avesse quel qualcosa in più che lo distingue dall’auto di serie, infatti anche il motore di questa elettrica è stato a suo modo potenziaato. Sono 5 i kW in più che è in grado di erogare: ora siamo a 60 kW, che significa 81,6 cv con una coppia di 135 Nm da subito (i motori elettrici,  si sa, hanno la coppia massima disponibile istantaneamente). Ciò che non è dato sapere è come questo incremento di potenza potrà modificare l’autonomia dell’auto e la durata della carica elettrica.

Ma questo evidentemente non è un problema per Brabus: il vero problema è stato dare alla Smart elettrica un rombo degno di una Brabus. Problema risolto elettronicamente, replicando niente meno che il sound di un motore V8. Eccessivo? La cartolina nei raggi l’abbiamo messa tutti, prima o dopo: c’è un’età per smettere?

 

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Novembre 1980 un piccolo Cordara allora tredicenne viene accompagnato dal padre a EICMA per vedere la bicicletta nuova (allora c’erano anche le bici). Folgorazione! Al piccolo Cordara non interessano affatto le bici, vede quelle cose strane con due ruote e un motore e non capisce più niente. Malato per la moto, malato per la velocità. Quell’EICMA crea un vortice che non si è ancora fermato e che lo ha portato a viaggiare in tutto il mondo a correre praticamente con qualsiasi cosa (dal Gilera DNA all’Harley-Davidson passando anche per sportive “normali") e in qualsiasi luogo. Il punto di non ritorno? Correre la mitica 8 ore di Suzuka nel 2008. Tester “since 1992” ha provato praticamente tutto ciò che si muove su ruote. Insieme a Edoardo Margiotta e Marco Selvetti ha creato RED e, visto che ha anche un tesserino da giornalista, si dà da fare come direttore responsabile. Ah, ora si è pure appassionato alle biciclette. Stai a vedere che suo padre aveva ragione?