Prova Opel Astra OPC

È la massima espressione della sportività secondo Opel. Con i suoi 280 cv promette (e mantiene) prestazioni da sportiva vera. Ma restando sempre ben utilizzabile in ogni condizione

9 marzo 2014 - 17:03

Ai più il marchio OPC non dirà molto, ma se vi diciamo che OPC sta ad Opel come Abarth a Fiat, AMG a Mercedes e Nismo a Nissan cambia qualcosa? Sicuramente sì, perché OPC sta per Opel Performance Center, la costola sportiva della Casa di Russelheim da cui escono bolidi “pompati” senza ritegno come l’Astra OPC, appunto.

LIVE
Motorizzata con un quattro cilindri 2 litri turbo benzina a iniezione diretta capace di ben 280 cv e 400 Nm di coppia, che la fa accelerare da 0 a 100 km/h in soli 6 secondi e la spinge in men che non si dica fino a 250 km/h. Numeri impressionanti, che si gestiscono con sorprendente facilità: provare per credere. Una sportiva vera, quindi, che non ha paura di confrontarsi a muso duro con la Volkswagen Golf GTi alla distanza di ben 50 cv quanto a potenza pura e può guardare negli occhi le altre top car di segmento C come Renault Megane RS e Seat Leon Cupra. Interessanti le soluzioni tecniche utilizzate per il telaio con le sospensioni ad alte prestazioni High Performance Struts (HiPerStruts) e il telaio FlexRide, tutti con settaggi specifici per la Astra OPC, soluzioni che unitamente al differenziale autobloccante permettono in ogni condizione, anche con i sistemi di controllo di trazione disinseriti, di avere pochissimo effetto sottosterzante anche spingendo a fondo sull’acceleratore, nonostante l’auto sia a trazione anteriore. Quanto a freni l’Astra dei record non si fa mancare nulla: l’impianto frenante è Brembo, potentissimo e instancabile anche in pista.

DRIVE
L’Astra OPC è curata con maniacale e teutonica attenzione; la qualità dei materiali scelti (ultraleggeri per risparmiare il 45% del peso), la solidità degli stessi e l’attenzione nel dettaglio giustificano anche il prezzo di poco superiore ai 31.000 euro. Accomodarsi al posto di guida è una sensazione emozionante: strumentazione completa con due elementi circolari, indicatore della velocità e contagiri che si retroilluminano di rosso, premendo il tasto OPC posizionato sulla parte alta del tunnel centrale. Questo comando modifica il setup delle sospensioni, rendendo l’Astra più rigida, lo sterzo più diretto e fisico da gestire: insomma, una semplice pressione del pulsante modifica radicalmente l’atteggiamento e il comportamento dinamico, sia che la si guidi su strada sia che la si guidi in pista. Si tratta di un’auto estrema? La risposta è no, o meglio lo è nei numeri, ma non nella gestione, che resta sempre facile e a portata di tutti. Alla fine l’Astra OPC si comporta più da Granturismo che da supersportiva affamata di cordoli. Il peso, siamo nell’ordine della tonnellata e mezzo, si sente soprattutto nei cambi di direzione e quando si frena decisi. Insomma per fare faville in pista servirebbe forse qualche kg in meno, ma su strada in compenso potrete gustarvi una vera auto sportiva, non solo guidandola con il coltello tra i denti.

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