USA, ripartono gli studi sull’idrogeno

Due milioni di dollari lo stanziamento previsto da parte della DOE, il Dipartimento dell’Energia statunitense. Quali le reali prospettive?

Due milioni di dollari, ovvero – budget della Cosa Pubblica alla mano – una goccia nel Rio delle Amazzoni: a tanto ammonta lo stanziamento previsto dalla DOE, il Dipartimento dell’Energia statunitense, per uno studio sulle stazioni di servizio relativo a mezzi alimentati a idrogeno.Lo scopo? Semplice: vedere se il gioco vale la candela, in estrema sintesi. E, nel caso, quali correttivi apportare a una rete di rifornimento ben lungi dall’essere finita: al momento in cui scriviamo, in USA ci sono 56 stazioni di servizio in grado di erogare idrogeno, 23 delle quali nella sola California. A titolo d’esempio, sono 7.200 le colonnine di ricarica per veicoli elettrici e un migliaio di stazioni di servizio predisposte per il metano.Sul fronte-idrogeno, sono General Motors, Mercedes-Benz e Toyota le più attive: dovrebbero immettere sul mercato i primi modelli di serie entro il 2015. Senza dimenticare Hyundai, che ha trasformato prima una Tucson e poi una ix35 in fuel-cell elettriche (FCEV) alimentate a idrogeno. Gli analisti, tuttavia, sono prudenti: Pike Research ha di recente abbassato le previsioni sulle vendite di FCEV nel 2020 da quasi tre milioni di unità fino a un milione.