Dopo l’accusa dell’agenzia per la protezione ambientale americana (EPA) di aver “alterato” i motori diesel in sede d’omologazione per ottenere emissioni inferiori alla realtà, il gran capo della Casa tedesca Martin Winterkorn in persona ha ammesso l’accaduto. Definendosi “profondamente dispiaciuto” e offrendo “la massima collaborazione e trasparenza” per uscire dalla difficile situazione.

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L’amministratore delegato del Gruppo di Wolfsburg ha affermato infatti che “le autorità hanno accertato delle manipolazioni da parte di VW dei test sulle auto con motori diesel. Il board della Volkswagen – prosegue Winterkorn – prende molto sul serio le violazioni accertate. Io sono personalmente profondamente dispiaciuto che abbiamo deluso la fiducia dei nostri clienti e del pubblico”. La Casa tedesca ha affidato a una società esterna l’incarico di condurre un’inchiesta sul caso, sospendendo con effetto immediato la vendita dei modelli equipaggiati con il motore td di 2,0 litri “incriminato”. Vale a dire, negli States, Golf, Jetta, Passat, Maggiolino e Audi A3.

Volkswagen Golf TDI BlueMotion

Winterkorn ha anche voluto precisare che “non tollereremo altre violazioni dei nostri regolamenti interni e della legge”. Il problema dei td alterati è legato a un software che, a detta dell’ente governativo americano, riuscirebbe – esclusivamente in sede d’omologazione – a far figurare valori d’emissioni inferiori agli effettivi, specie per quanto concerne gli ossidi di azoto che sarebbero invece superiori al consentito. E ora? Si prepara una multa da 18 miliardi di dollari. Al contempo, l’EPA non avrebbe riconosciuto alla Casa nemmeno la conformità necessaria per la commercializzazione delle versioni 2016 – la contestazione riguarda i model year 2015 – con la stessa motorizzazione. Una brutta tegola per il rilancio del brand VW negli States.