Sole, temperatura ottimale, oltre 2.000 iscritti e un’atmosfera di festa e di grande passione per il ciclismo. L’Étape Mondovì by Tour de France ha celebrato domenica 20 settembre il suo momento più alto, la gara di 110 km con 2.201 metri di dislivello. Ha attraversato 15 Comuni del Monregalese, con un percorso sempre sospeso tra salita e discesa, oltre che ricchissimo di punti panoramici. La partenza della gara fissata per le 9.30 ha permesso a tutti di arrivare alla partenza di piazza della Repubblica con relativa calma, schierarsi in griglia e assistere all’atterraggio dei paracadutisti, uno dei tanti momenti di intrattenimento che l’organizzazione ha preparato per un weekend all’insegna dello sport.

Rispetto allo scorso anno, quando questa granfondo si chiamava “Alpi del Mare”, il percorso è stato reso più duro, incrementando il dislivello e la distanza. Le zone attraversate, invece, sono le stesse, ossia la Langa Monregalese, l’Alta Langa e la Valle Corsaglia. Vigneti, coltivazioni di nocciole, cascinali, borghi si susseguono uno dopo l’altro, lungo strade generalmente ben curate. Davanti al grande Santuario Regina Montis Regalis di Vicoforte è stato ricavato un anello dove il pubblico presente, davvero numeroso per una gara amatoriale, ha regalato agli atleti le sensazioni di una sfida tra professionisti. L’arrivo nel cuore di Mondovì, in piazza Maggiore, ha poi suggellato un’esperienza agonistica che ho vissuto da concorrente, classificandomi al terzo posto nella categoria Gentleman A.
Un evento per il territorio
Lo scorso anno ho lodato la qualità dell’organizzazione, la sicurezza del tracciato e in generale la cura riservata a tutti i momenti che coinvolgono gli atleti e i numerosi accompagnatori. Il fatto di poter contare sul supporto delle istituzioni locali, in primis sul sindaco di Mondovì che è anche presidente della provincia di Cuneo, ha permesso di dedicare un intero weekend alla manifestazione. “L’Étape Mondovì è un progetto che cresce insieme al territorio“, ha rimarcato Flavio Borgna di EPT – Eventi Persone Territorio, società organizzatrice. “Dopo il successo dello scorso anno con la Granfondo Alpi del Mare, è stata confermata la capacità della manifestazione di unire ciclismo, turismo, sport e partecipazione, portando a Mondovì l’esperienza internazionale di L’Étape Series by Tour de France”.

La segnaletica lungo il percorso si è confermata ben posizionata e visibile, un fattore di sicurezza che però ha anche una valenza agonistica: qualsiasi incertezza rallenta gli atleti, che non apprezzerebbero. Lo stato delle strade, considerato che ampi tratti del percorso attraversano Comuni di piccola dimensione, sono nel complesso più che accettabili, senza le buche che purtroppo caratterizzano molte zone collinari. E anche questo è un fattore decisivo sul fronte della sicurezza e dell’agonismo.
Sono da migliorare, come lo scorso anno, la posizione dei ristori e probabilmente il loro numero. Ne vorrei di più e collocati in zone dove gli atleti, specialmente i più veloci, non siano costretti a fermarsi o rallentare drasticamente per poter prendere al volo un bicchiere d’acqua. Il problema non è solo la perdita di tempo, che non fa piacere a chi gareggia nelle prime posizioni, ma la necessità di evitare rischi per chi segue e deve affrontare un rallentamento netto dei corridori che lo precedono. Di certo mettere un ristoro lungo un falsopiano in discesa non è stata una grande idea.
Tanti atleti stranieri ma la vittoria è italiana
L’Étape Mondovì ha confermato la sua vocazione internazionale, con la presenza di molti atleti stranieri: del resto l’appartenenza a L’Étape Series by Tour de France garantisce una grande visibilità. Sul fronte dei risultati la maglia gialla, simbolo del primato, è andata a Martina Cavallo del team OM.CC tra le donne e ad Alberto Nardin del MG.K Vis–Promotech–FMB tra gli uomini. Ancora Martina Cavallo per la maglia a pois della cronoscalata, mentre tra gli uomini è stato premiato Marco Marzi del Pigarella Multisport ASD.

Una nota infine sulla Pedalata Alpi del Mare, una cicloturistica da 60 km aperta anche alle e-bike. Qui l’idea è di coinvolgere un pubblico più ampio, che apprezza il ciclismo meno concitato e che ha potuto in questo caso apprezzare il percorso con tutt’altro passo, molto più rilassato, rispetto agli agonisti.