Galateo del ciclista urbano

È stato appena pubblicato il decalogo del buon automobilista, iniziativa a tutela dell’incolumità dei ciclisti urbani. Ma i ciclisti sono tutti stinchi di santi? Ecco le regole d’oro che anche chi pedala in città dovrebbe seguire

17 febbraio 2014 - 11:02

Tutti gli iscritti al servizio car2go, il servizio di carsharing di Mercedes Benz, in questi giorni stanno ricevendo una mail che invita a riflettere: il decalogo del buon automobilista (approfondisci qui).
Spesso purtroppo chi viaggia a quattro ruote dimentica infatti che il peso e la mole del proprio veicolo, unito alla disattenzione, possono tradursi in pericolosi contatti con chi viaggia in bicicletta e in questi casi ad avere la peggio sono ovviamente i ciclisti.

Ma siamo proprio sicuri che i ciclisti siano solo vittime della cattiva educazione civica? Nel confronto con le auto sono certamente gli utenti deboli della strada (chiariamo subito: chi scrive è un ciclista di città) ma talvolta anche a qualche biker urbano capita di dimenticare che la strada è di tutti e magari è solito pedalare ondeggiando spavaldo di qua e di là telefono alla mano, e dimenticando anche che pretendere (giustamente) di essere rispettato implica il dovere rispettare gli altri. E questi altri sono gli automobilisti, certo, ma sono soprattutto i pedoni, che nella guerra povera per la conquista degli spazi cittadini per muoversi, sono decisamente i più deboli di tutti.
Per questa ragione ci piace riproporvi alcune regole messe a punto dalla rivista americana Slate, per aiutare tutti i ciclisti di città a non dimenticare che la sicurezza è un valore di tutti.

1. Renditi visibile al buio, per evitare guai ben più gravi. Non c’è ragione di mimetizzarsi nell’oscurità, perché lo scontro con un pedone un po’ distratto dai fanali delle macchine è sempre dietro l’angolo. Attrezza la bici con le dovute misure di sicurezza (luce davanti, luce dietro, giubbotto catarifrangente), almeno rispettando le leggi del paese in cui vivi.

2. Non andare in senso contrario di marcia nelle strade a senso unico, perché i pedoni attraversano la strada guardando solo dalla parte da cui arrivano le macchine. E poi in molti paesi, tra cui l’Italia, rischi pure di prendere una multa.

3. Non pedalare, mai, sul marciapiede. Se nelle città più piccole, senza grandi folle per le strade, questa regole potrebbe anche essere oggetto di qualche eccezione – anche per mancanza di valide alternative come piste ciclabili o automobilisti che guidano a velocità controllate – nelle grandi città invase da turisti il marciapiede deve essere rispettato per la sua funzione. Gente che cammina a zig zag, persone incantate e a testa china sul proprio smartphone, pedoni indisciplinati, sono tutti ostacoli da cui devi stare alla larga per evitare pericolose collisioni.

4. Affronta i semafori rossi con cautela. È molto diffusa tra i ciclisti l’abitudine di ignorare i semafori rossi. Slate dice che si può fare, diciamo così, ma con molta cautela: forse evitare del tutto è meglio.

5. Non portare la bicicletta in metropolitana nelle ora di punta, soprattutto d’estate: occupa spazio, crea molto fastidio e costringe le persone intorno a schiacciarsi le une con le altre.

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