Omata One, oltre i confini del ciclocomputer

30 settembre 2017 - 8:09

Non ne potete più di ciclo computer sempre più simili a smartphone, per dimensioni, complessità e prezzo? Ora l’alternativa c’è, e ha le forme meravigliose di Omata One. Creato in Finlandia da un team di progettisti decisamente eclettico, Omata One è il primo ciclo computer GPS con visualizzazione analogica, proprio come quella di un bell’orologio di marca.

Da Kickstarter al mondo
L’azienda nasce nel 2015, sviluppa il primo prototipo di Omata One e sbarca su Kickstarter, la celebre piattaforma di raccolta fondi, in cerca di fortuna. Fortuna che arriva sotto forma di 230.000 dollari raccolti in poche settimane, il 150% di quanto ritenuto necessario per completare lo sviluppo del prodotto e metterlo in vendita. Da agosto 2017 è possibile ordinare Omata One e portare a casa entro dicembre uno degli esemplari del primo lotto di produzione, riservato ai sottoscrittori della campagna Kickstarter e ai più veloci a prenotare. Il prezzo? 550 dollari, imposte doganali escluse, spedizione in tutto il mondo compresa. Ma non indignatevi prima di sapere com’è fatto e come funziona…

Le due versioni di Omata One differiscono per il colore del quadrante, diverso in base all’unità di misura: nero per la visualizzazione in km/h, bianco per quella in miglia orarie. Le lancette sono quattro, dedicate rispettivamente a velocità istantanea, distanza percorsa, durata dell’uscita e dislivello. Il movimento meccanico è Seiko, personalizzato per Omata.


Elettronica dentro
Dentro all’involucro in lega di alluminio 6063 di pregiata fattura e grandi dimensioni (62,7 mm di diametro), c’è tanta elettronica: processore ARM Cortex-M3, ricevitore U-Blox GPS, moduli di comunicazione BLE e ANT+, accelerometro su tre assi, sensore barometrico fornito da ST Microelectronics e sensore di temperatura. La batteria al litio viene ricaricata tramite un connettore USB-C sul retro del dispositivo. I dati registrati durante l’uso sono salvati nel formato standard FIT, in modo da essere compatibili con i servizi di gestione e condivisione come Strava, dove possono essere caricati scaricandoli sul computer tramite la porta USB-C oppure sull’app appositamente sviluppata da Omata, da collegare via Bluetooth.


Facilità d’uso
Le principali funzioni (Ride, Stop, Connect) sono accessibili semplicemente ruotando la corona, nel nome dell’immediatezza che è un punto qualificante dell’Omata One. I progettisti promettono che le future versioni del software permetteranno di aggiungere accessori come misuratori di potenza e di frequenza cardiaca. Ma è proprio la semplicità a fare la differenza: l’Omata One fornisce quattro indicazioni, facili da leggere e da comprendere, per poter dedicare più attenzione a ciò che scorre intorno piuttosto che al solito schermo LCD in stile smartphone. Analogico contro digitale, dunque, con intuizioni come il disegno della scala tachimetrica, che in corrispondenza delle ore 12 indica 30 km/h (o 18 mph/h), la velocità tipica del ciclista. Lo sviluppo si è svolto tra Stati Uniti e Australia, anche se l’azienda ha base in Finlandia, e tra chi ha dato il suo contributo per arrivare all’Omata One in commercio c’è il campione svizzero Fabian Cancellara.

Piacerà? La sfida di Omata One è diretta ai più blasonati e costosi tra i ciclo computer già in commercio, e ha come potenziali clienti i ciclisti più attenti al design, gli anticonformisti e tutti coloro che sono disposti a spendere una cifra non trascurabile in assoluto e in particolare per un ciclo computer. L’assoluta originalità, la facilità di lettura, la qualità costruttiva che sembra essere molto elevata potrebbero essere le chiavi del successo. Se volete seguirne la storia dell’Omata One giorno dopo giorno, magari in attesa di averne uno, seguite il profilo Instagram @omata e la pagina Facebook.

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