Prova BMC Impec Dura Ace

La bici del campione del mondo 2012 Philippe Gilbert è un concentrato di altissima tecnologia e di sensazioni dinamiche eccellenti, tra comfort e reattività. Quattro le opzioni di montaggio, tutte al vertice. I prezzi? Si parte da 8.999 euro

12 dicembre 2013 - 11:12

In un mondo di telai sempre più simili uno all’altro, per materiale, disegno e finiture, la strada percorsa dalla svizzera BMC è senza dubbio peculiare. E lo è per molti motivi, a partire dalla costruzione interamente effettuata sul territorio elvetico, senza concessioni esterofile: una scelta in controtendenza, dato che la produzione della maggior parte dei telai di alta gamma è ormai concentrata in Oriente. D’altra parte il procedimento costruttivo dei modelli Impec, collocati al vertice dell’offerta BMC, è illustrato con dovizia di particolari sul sito ufficiale www.bmc-racing.com e non sembra si presti a essere appaltato a fornitori esterni, per i contenuti tecnologici che racchiude e che fanno di queste biciclette un esempio di reale innovazione. Garantite a vita, le Impec sono state progettate partendo dal materiale da utilizzare, il carbonio, ma con la determinazione a utilizzarlo in modo completamente differente rispetto a quanto già visto. 

 

LIVE
Due le tecnologie specificamente sviluppate da BMC. La prima è sintetizzata dalla sigla LSW (Load Specific Weave) e si riferisce alla costruzione dei tubi; la seconda (SNC – Shell Node Concept) descrive i semigusci in composito, realizzati per iniezione e deputati a congiungere i tubi stessi. Per ottenere valori di rigidezza/reattività ideali per ogni sezione del telaio, ciascun tubo ha caratteristiche definite in fase di progetto e tali da garantire un determinato comportamento dinamico. In tre fasi si passa dai fili di fibra di carbonio al tubo finito: avvolgimento, resinatura e taglio. Le sezioni poligonali dei tubi sono definite in base ai carichi applicati: ad esempio il tubo orizzontale è più alto nella parte vicina al cannotto di sterzo, e più largo in prossimità del movimento centrale; i foderi orizzontali del carro sono alti e stretti, per aumentare la rigidità.  Interessante anche il fatto che l’incrocio delle fibre proponga un angolo costante su sezioni differenti dei tubi; angoli diversi su sezioni uguali. 

I semigusci che congiungono i tubi sono realizzati partendo da un granulato di fibra di carbonio e resina bicomponente; non si tratta di elementi monoscocca, presenti anche su altri telai, ma appunto di semigusci. Con la modalità costruttiva SNC (Shell Node Concept) si ottengono una serie di vantaggi: leggerezza, assoluta precisione nell’assemblaggio, capacità ammortizzante e quindi comfort (oppure rigidezza, a scelta). Una volta incollati tubi e semigusci, il telaio Impec è pronto per la fase finale, definita “di rifinitura”, che include la verniciatura di tutte le parti in modo da garantire un alto livello qualitativo e una particolare lucentezza. Il procedimento di stampa a tampone imprime sui tubi i loghi e le sigle che rendono distinguibile il modello, garantendo al contempo un’elevata resistenza ai graffi e all’usura in genere. Tutto il procedimento, dall’avvolgimento alla verniciatura, si avvale di robot e di attrezzature dedicate, che BMC ha progettato e sviluppato ad hoc. 

 

Il telaio Impec è offerto in due geometrie, che si differenziano per la postura del ciclista: racefit per l’agonismo, performancefit per l’impiego amatoriale. Quattro i montaggi proposti, tutti di altissimo livello: Shimano e Campagnolo, infatti, sono presenti rispettivamente con le versioni tradizionali ed elettroniche dei loro gruppi di punta, Dura Ace e Super Record. Tra le opzioni spiccano quelle relative alle ruote, con le Zipp 404 tubolare o copertoncino, oppure le esoteriche Lightweight. Il peso dichiarato va dai 6 chili e mezzo della Impec con il Super Record e le Zipp 404, ai 7 chili e 200 grammi dell’accoppiata Dura Ace Di2 (elettronico) e ruote Dura Ace WH-9000-C24-CL. La bici in prova vanta un peso dichiarato di 6,89 kg, monta il gruppo completo Dura Ace e le ruote anch’esse Dura Ace. Il reggisella è marchiato BMC, il manubrio e il relativo attacco sono firmati Easton, mentre la sella è un’ottima Fizik Arione CX Braided. I prezzi? Non per tutti: servono 4.999 euro per il kit telaio, mentre il listino spazia da 8.999 euro per il modello in prova a 11.999 per quello top, equipaggiato con il gruppo Campagnolo Super Record EPS e le ruote Zipp 404 Firecrest per tubolari. 

RIDE
La regolazione della sella è particolarmente semplice. Il motivo? Il tubo non ha sezione circolare ma poligonale, e così l’orientamento lungo l’asse longitudinale è garantito. Anche il sistema a viti contrapposte che permette di definire l’inclinazione della sella risulta efficace e rapido da utilizzare. La posizione con impugnatura alta, cioè sui comandi di freno e cambio, non affatica i muscoli lombari, perché non è estrema nonostante l’Impec in prova sia in geometria racefit. Una delle sensazioni che emergono fin dai primi chilometri di pedalata si riferisce al comfort, molto elevato su una bici dalla vocazione spiccatamente racing. L’asfalto sconnesso, i dislivelli in prossimità di dossi e tombini, i rattoppi come anche le pavimentazioni speciali non sono un problema per la Impec, che si avvantaggia anche dell’elasticità delle ruote Dura Ace. Comfort, dunque, ma senza rinunciare alle prestazioni: in fase di accelerazione e di rilancio la risposta è pronta eppure mai nervosa, nonché caratterizzata da un’ottima trazione. L’efficacia nella trasmissione di potenza dal ciclista alla strada si apprezza anche nelle variazioni di velocità meno repentine, che avvengono in progressione e danno la netta sensazione di avere tra le mani una bici capace di valorizzare al massimo le potenzialità di chi sta in sella. La precisione direzionale è buona, sia in pianura sia in discesa, dove la Impec Dura Ace mette in evidenza la buona scorrevolezza delle ruote, che permettono di guadagnare terreno e risparmiare energie. Fuorisella sono i rapporti lunghi a dare le maggiori soddisfazioni, sia nei rilanci, sia nelle variazioni di ritmo. La frenata risulta sempre ben gestibile, grazie anche all’adeguato grip offerto dalle coperture Continental Grand Prix 4000S. 

L’elevatissimo comfort non limita la reattivita’ della Impec, dalla vocazione racing ma insospettabilmente comoda[/caption]Scegliere una BMC richiede la consapevolezza della tecnologia che si sta per acquistare, perché altrimenti il prezzo potrebbe apparire davvero poco competitivo. Se si considera che sulla gamma Impec quello in prova è il modello più economico, con i suoi 8.999 euro di listino, si comprende anche come queste BMC siano riservate a un pubblico di veri e propri intenditori. Il valore della tecnologia, però, non serve soltanto per farne sfoggio con i compagni di pedalata: ha precise ricadute sul comportamento dinamico della bici, insolitamente comoda per essere una racer pura, ma allo stesso tempo reattiva, funzionale, efficacissima nella trasmissione a terra della potenza. Insomma, una bici per pochi a causa del prezzo, ma la soluzione giusta per tutti quelli che cercano il meglio.  

Peso dichiarato: 6,89 kg
Peso effettivo: 7,20 kg
Prezzo bici completa: 8.999 euro
​Prezzo kit telaio: 4.999 euro

 

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