Siete alla ricerca della coppia di ruote da 50 mm più leggera al mondo? Se la risposta è affermativa e avete a disposizione un budget adeguato, le Schmolke TLO 50 sono la scelta giusta. Qualità costruttiva e peso contenuto sono i punti di forza di questo prodotto, che il costruttore tedesco distribuisce in Italia tramite Bike Passion. Non a caso si tratta del distributore delle ruote Lightweight, un riferimento assoluto. Per le TLO 50 Schmolke dichiara 940 grammi di peso per la coppia in versione Tubeless Ready con nastro e valvole installati. Un numero che lascia a bocca aperta e secondo la Casa è il più basso al mondo per ruote da 50 mm di altezza. Per rimanere in zona “alta gamma”, Lightweight con le recentissime Art in versione Schwarz Edition da 45 mm ferma l’ago della bilancia a 1.190 grammi, con tolleranza del 3%. Le Syncros Capital pesano 1.170 grammi.

Un fattore evidente nelle ruote Schmolke TLO 50 è la costruzione del tutto tradizionale. Così tradizionale che eventuali interventi di manutenzione possono essere effettuati senza problemi dal vostro meccanico di fiducia, certi che non farà danni. Questo perché, ad esempio, i 24 raggi per ruota sono sì in fibra di carbonio, leggerissimi con 1,8 grammi di peso ciascuno, ma hanno l’apice in titanio. Nulla si sa del modo in cui i due materiali sono stati vincolati uno all’altro ma di certo il peso è eccezionalmente ridotto a fronte di un carico in trazione assai significativo. Ricordo che la fibra di carbonio ha una resistenza alla trazione di quattro volte superiore rispetto all’acciaio. Optando per i raggi in acciaio Sapim CX day Aero è possibile risparmiare 300 euro (e aggiungere 121 grammi) ma non ha molto senso. Il peso massimo del sistema ciclista+ bici non presenta limiti troppo stringenti, dato che è fissato a 115 kg. Già queste osservazioni suggeriscono che c’è qualcosa di realmente innovativo dietro la progettazione della ruota, che nonostante sia “tradizionale” è innovativa, altrimenti non avrebbe raggiunto risultati così interessanti in termini di peso e rigidità torsionale.
Fibra T1100 e peso da record
Il cerchio è realizzato in fibra di carbonio T1100, con disegno asimmetrico dell’unità posteriore e peso dichiarato di 315 grammi, un dato inferiore rispetto a quello di prodotti molto blasonati. La fibra T1100, utilizzata con profitto sui telai di alta gamma, va maneggiata con cura quando si parla di ruote perché la tipologia di sollecitazioni è del tutto diversa, multasse e da impatto. E quindi declinarle l’uso per le ruote è complesso. Altro indizio del lavoro di sviluppo iniziato da Schmolke nel 2023. Le ruote possono essere assemblate dal costruttore a scelta con tre modelli di mozzi, che differiscono per il peso e il prezzo. Si va dai classici e sempre apprezzati DT Swiss 180 Ceramic con cuscinetti SINC a basso attrito e ruota libera Ratchet EXP, agli Extralite SPD3+ Disc Ceramic (+400 euro), per arrivare ai leggerissimi Nonplus Primaro (198 grammi, +500 euro). I Nonplus permettono di centrare il peso record di 940 grammi in configurazione Tubeless Ready e sono i mozzi scelti da Bike Passion per il montaggio delle ruote in prova, proposte a 3.650 euro IVA compresa. Si tratta di mozzi poco appariscenti ma molto ben fatti.

Forma aerodinamica
Torniamo per un attimo al cerchio, che ha canale interno di 25 mm ed esterno di 32,5; sono consigliati, quindi, pneumatici da 28 mm di larghezza in su. Schmolke presenta le TLO 50 come rigide, aerodinamiche già a 30 km/h, leggere e facili da assemblare. Il cerchio è decisamente largo con i suoi 32,5 mm esterni e permette di accogliere pneumatici di dimensioni rilevanti, a fronte di una forma del cerchio progettata per la massima efficienza. Cosa significa? Che la forma è funzionale a mantenere il flusso d’aria laminare il più a lungo possibile aderente alla superficie del cerchio, creando un “effetto vela” (sailing effect) presente con angoli di imbardata compresi tra 5 e 15 gradi. L’angolo di imbardata va inteso come la somma del vento contrario e del vento trasversale. Al crescere della velocità, l’effetto del vento frontale aumenta rispetto a quello del vento trasversale. Schmolke dichiara anche di aver lavorato per ridurre l’impatto del vento trasversale sulla guida.
Pressione di gonfiaggio elevata
Considerata la larghezza del cerchio, stabilità e rigidezza sono garantite, come si evince dalla pressione massima di gonfiaggio, pari a ben 6,2 bar con pneumatici da 32 mm. Un altro aspetto interessante riguarda l’impatto della larghezza del canale esterno sulla deformazione dello pneumatico: Schmolke dichiara, ad esempio, che un Continental 5000 da 28 mm misura di fatto 32,5 mm quando viene montato sul TLO 50. Ciò permette di risparmiare peso rispetto al montaggio di uno pneumatico di larghezza pari a 30 o 32 mm, ottenendo al contempo l’appoggio effettivo di uno pneumatico più largo. Per inciso, nell’ottica delle massime prestazioni, Schmolke consiglia lo pneumatico anteriore Conti Aero 111 da 29 mm.

RIDE
La sensazione che il peso delle TLO 50 sia del tutto fuori dall’ordinario la si sperimenta anche da fermi, con le ruote in mano. Con cassetta Shimano Dura Ace 11-30 e pneumatici Pirelli PZero TLZ da 25 mm la bilancia elettronica si ferma a 890 grammi per la ruota anteriore e a 1.160 grammi per quella posteriore. Ruote montate tubeless con liquido interno. Il peso a ruote nude, misurata personalmente, è di di soli 400 grammi davanti e 490 dietro… Numeri realmente da record.
All’esame visivo la finitura superficiale appare curata, il montaggio ben realizzato. Dal punto di vista estetico la strada scelta dal costruttore tedesco è quella della massima sobrietà. Forse per questo ho trovate le TLO 50 perfette in abbinamento alla Stoll S1 Race utilizzata per la prova, una bici che fa proprio della sobrietà la sua cifra stilistica. Con le TLO 50 è scesa fino a 6,3 kg di peso con pedali Look dotati di powermeter, portaborracce e supporto per il ciclocomputer.
Più comfort e tanto peso in meno
Il terreno per mettere alla frusta le TLO 50? Le strade tra Como e il Canton Ticino, battutissime dai ciclisti lombardi per la varietà delle situazioni. Triangolo lariano, sponda occidentale verso Argegno e Menaggio, ma anche Val d’Intelvi fino a Sighignola e alle suggestioni del Balcone d’Italia. E poi naturalmente Porlezza, il lago di Lugano e le ascese intorno alla città. Dalla solitaria Malcantone alla lussuosa Bre, passando per la classica salita di Carona con partenza da Morcote.
Su una bici reattiva come la Stoll, la prima impressione è che le TLO 50 non enfatizzino tale reattività ma al contrario rendano la S1 Race un po’ meno aggressiva, migliorando il comfort generale. Lo si percepisce ad esempio dall’efficacia con cui assorbono le sconnessioni delle tragiche strade italiane. La scorrevolezza in pianura mi è sembrata più che buona. In discesa l’ho trovata anche migliore, anche se le sensazioni, gioco forza relative, andrebbero confermate (o smentite) da test strumentali che è molto difficile fare. I mozzi Nonplus Primaro da 198 grammi non sono soltanto leggeri, questa è una certezza.

Rigida in rapporto al peso
La rigidità laterale è buona, soprattutto in rapporto all’estrema leggerezza delle ruote. Il montaggio a 24 raggi, considerato il peso così ridotto, è molto probabilmente la scelta giusta per ottenere ruote che siano rigide e allo stesso tempo in grado di ammortizzare gli urti e contenere le vibrazioni.
Il terreno d’elezione delle Schmolke TLO 50 è ovviamente la salita, dove il peso – bassissimo in assoluto e a maggior ragione per una ruota da 50 mm – garantisce una reattività eccellente e un’altrettanto efficace risposta alle variazioni di velocità. Ed è in salita che ho avuto modo innanzitutto di apprezzare la leggerezza delle TLO 50, che permette di sottrarre a una bici di alta gamma un paio di etti. Anche la rigidità colpisce, degna di nota in assoluto e notevolissima in rapporto al peso, segno che i materiali sono di qualità e nella progettazione nulla è stato lasciato al caso. I benefici si avvertono sia in caso di netti cambi di ritmo, come quelli tipici degli scalatori o ad esempio delle fasi finali di corsa, sia in situazioni più tranquille come la classica salita lunga a ritmo regolare. In discesa non ho avvertito incertezze: in condizioni d’uso normali, come quelle della prova, si è dimostrata prevedibile, non troppo soggetta al vento laterale e nel complesso in grado di dare sempre una piacevole sensazione di controllo.
Adatte a molte situazioni d’uso
Nel complesso le Schmolke TLO 50 sono adatte a molte situazioni, anche se, considerato il peso da record e le caratteristiche costruttive, fanno la differenza quando il percorso è molto mosso. Possono fare molto bene nelle mediofondo e granfondo a elevato dislivello, contesti dove la leggerezza è un parametro importante, a fronte di una risposta pronta e reattiva. Per gli appassionati dei circuiti e delle volate ci sono senza dubbio ruote più adatte ma le Schmolke non hanno evidenziato alcun limite d’uso. Ad impressionare, infatti, è proprio la versatilità, un punto a favore che spesso ruote molto leggere non possono vantare.
Il listino è impegnativo, specialmente con i mozzi Nonplus Primaro delle ruote in prova, ma la possibilità di scegliere tra varie soluzioni di montaggio permette di trovare la combinazione preferita tra peso e prezzo. Prezzo che, pur elevato, è in linea con l’indubbia qualità delle Schmolke TLO 50. Sono ruote che mantengono le promesse fatte sul fronte del peso ma vanno bene ovunque: non sono, cioè, leggere seconde ruote da tirare fuori per un’uscita da 2.000 metri di dislivello ma la coppia da montare e lasciare montate.