SuperOp, ecco come gestire l’allenamento – La prova

9 ottobre 2017 - 22:10

Il sogno di tutti i ciclisti, in particolare dei cicloamatori più convinti e metodici? Conoscere il proprio stato di forma, senza dover aspettare la gara per scoprire se è il giorno giusto oppure se le gambe faranno male… Tra le possibili soluzioni al dilemma c’è SuperOp (Supercompensation Optimizer), una metodologia sviluppata in Italia: promette di indicare a ciclisti e allenatori l’andamento della condizione fisica giorno dopo giorno, in modo da organizzare i carichi di lavoro in funzione dell’effettiva ricettività dell’organismo.

Il sistema funziona tramite la misurazione del battito cardiaco e della pressione arteriosa, per ottenere attraverso il software (app) il valore di “ricettività organica”, misurato su una scala da 0 a 100%. Appena svegliato e ancora a letto, tramite lo sfigmomanometro da polso il ciclista procede in totale autonomia alla misurazione dei parametri di frequenza e pressione, che vengono trasferiti dal dispositivo allo smartphone e quindi all’app SuperOp. L’app elabora le informazioni necessarie a interpretare la condizione fisica, così da poter programmare l’allenamento, ipotizzando sessioni più o meno intense, oppure momenti di riduzione del carico o di recupero.

Sponsor del team Bahrain Merida di Vincenzo Nibali, SuperOp è stato sviluppato dal professor Marco De Angelis e da Wellness & Wireless. Ecco come ne racconta l’utilizzo Paolo Slongo, storico preparatore di Nibali: “Abbiamo iniziato a utilizzare SuperOp dal ritiro del Passo San Pellegrino di metà luglio, e già dopo un mese di utilizzo si è potuta verificare la veridicità delle risposte mattutine fornite dal sistema. In effetti già dopo il periodo cieco di due settimane di inserimento dei dati abbiamo notato una corrispondenza dei risultati con le nostre aspettative. Sapere già al mattino la condizione del corridore e valutare la modulazione del carico della giornata è diventata una prassi del nostro lavoro, e nella nostra struttura lo consideriamo uno strumento indispensabile”.

Il dispositivo SuperOp, composto dal misuratore e dall’app, costa 199 euro ed è in vendita online, consegna garantita in 48 ore. Interessante l’opzione Team Pack per cinque atleti, proposta a 845 euro (169 euro a pacchetto). Non mancano numerosi punti vendita fisici in tutta Italia, per chi volesse approfondire il funzionamento e ottenere qualche consiglio d’uso. Non resta che verificare come funziona.

La prova
Dopo un anno di allenamento intenso, ogni strumento, metodica o procedura che prometta di migliorare le prestazioni appare degna di considerazione. A maggior ragione, nel caso del SuperOp, quando incuriosisce: per molti atleti, a ogni livello, l’incertezza sull’effettivo stato di forma e sui carichi che è possibile affrontare è uno dei punti più delicati da affrontare. Si parte con la prova, e sono 14 giorni di preparazione: infatti il SuperOp, per avere una base statistica di riferimento, richiede la registrazione dei dati per le prime due settimane, possibilmente giorno dopo giorno. Un esercizio per cui è sufficiente un po’ di memoria, perché il tempo necessario è minimo, pochi secondi ogni mattina. Il consiglio è di tenere smartphone e dispositivo sul comodino. L’app per essere attiva richiede l’immissione del codice riportato sul manuale di istruzioni contenuto nella confezione.

Le prime volte serve qualche istante per prendere le misure allo strumento e indossarlo correttamente, ma poi la procedura si rileva semplice e rapida. Dopo la misurazione, che si attiva con un leggero tocco sul pulsante più esteso, è necessario aprire l’app, selezionare l’inserimento dati e compilare le voci relative all’eventuale allenamento del giorno precedente: sì oppure no, durata e intensità, queste ultime su una scala di cinque livelli. Infine un’altra scala, cromatica, va selezionata per indicare le sensazioni durante l’allenamento. Procedura finita.

I primi quattordici giorni servono per raccogliere dati: la curiosità sul proprio stato di “ricettività organica” sarà soddisfatta dal quindicesimo giorno in avanti. E quando succede iniziano le sorprese, perché parecchi responsi sono in apparente contrasto con la personale percezione di benessere. Il sogno è ottenere sempre il 100% di ricettività organica, per poter spingere al massimo in allenamento: il SuperOp, però, si rivela più utile quando il suggerimento è alleggerire, ridurre il carico.

La tendenza degli atleti amatori, che non hanno tempo e risorse fisiche pari a quelle dei professionisti, è infatti di esagerare: ho poco tempo e lo sfrutto tutto, allenandomi al massimo. L’app toglie parecchi dubbi in proposito. In questi primi due mesi di test, seguirla mi ha aiutato a dosare le forze, dando tutto soltanto quando l’organismo era pronto a farlo. Questo ha richiesto flessibilità, perché la programmazione degli allenamenti spesso dipende da fattori esterni come l’effettiva disponibilità di tempo, eventuali trasferte di lavoro e molto altro: con il SuperOp alla mano bisogna inserire un altro fattore nel complesso calcolo dell’allenamento perfetto.

Ne vale la pena, almeno in base all’esperienza dei primi sessanta giorni. L’affidabilità dell’app è buona: solo un paio di volte, a indicazioni di ricettività organica media sono corrisposti allenamenti molto proficui; in tutte le altre occasioni la rispondenza è stata accurata. Difficile dire, a tal proposito, quanto conti l’auto suggestione: leggere di poter spingere forte in allenamento potrebbe dare la motivazione che serve per fare bene, e viceversa l’indicazione di stare leggeri potrebbe indurre a risparmiare le forze.

Un altro fattore di curiosità riguarda i criteri in base ai quali l’app emette il verdetto mattutino: per me, che al risveglio ho la pressione tendenzialmente bassa (sotto 120 la massima), la prima evidenza è che quando risulta davvero molto bassa, la ricettività calcolata dal SuperOp suggerisce un allenamento leggero. Al contrario, se i valori di pressione sono più elevati e i battiti cardiaci intorno a 50 al minuto, ci sono buone probabilità che l’app sia “ottimista” e consigli un allenamento intenso. Semplici suggestioni, perché quali siano gli effettivi (e presumibilmente complessi) parametri utilizzati dall’app resta un quesito a cui solo il team di sviluppo può rispondere.

Dopo i primi due mesi di test sono persuaso dell’utilità del SuperOp, che ha dalla sua anche il prezzo competitivo (199 euro, con sconti per acquisti multipli), soprattutto se si considerano i costi che la pratica del ciclismo amatoriale a buon livello impone (attrezzatura, abbigliamento, trasferte, preparazione, nutrizione). Perché sono gli amatori di buon livello a costituire il potenziale bacino di acquirenti del SuperOp.

La stagione agonistica, però, non è ancora iniziata: il test, quindi, continua, per verificare l’utilità (e l’attendibilità) di questo ausilio all’allenamento anche quando si farà sul serio.

 

 

 

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