Paola Gianotti, il racconto del record

Ha attraversato 5 continenti in sella alla sua Cinelli Hobo e, nonostante un grave incidente in Nord America con la frattura di una vertebra, la ciclista di Ivrea ha portato a casa il record: giro del mondo in 144 giorni

24 marzo 2015 - 22:03

Ha impiegato qualche giorno in più rispetto agli 80 del celebre personaggio di Jules Verne, ma lei a disposizione aveva soltanto una bicicletta.


Quando l’8 marzo 2014 Paola Gianotti (leggi qui la nostra intervista) è partita per la sua impresa ciclistica erano in molti a scommettere che sarebbe riuscita a entrare nel Guinness dei primati. Ma quando solo due mesi dopo un automobilista distratto, in Arizona, l’ha investita procurandole la frattura di una vertebra, l’unica che in fondo non ha mai smesso di crederci è stata lei.
E ora, dopo 215 km percorsi ogni giorno per un totale di 29.400 km intorno al mondo, 145.000 metri di dislivello, 25 Paesi attraversati, Paola ci racconta com’è andata la sua avventura.

Paola, ce l’hai fatta?
Aspettiamo a dirlo, la commissione del Guinness sta valutando la convalida del record. Comunque ha già accertato che ho impiegato 144 giorni (8 in meno rispetto al record precedente) per fare il giro del mondo, concedendomi una sospensione per l’incidente subito in Nord America.

Appunto, l’incidente.
Mi trovavo in Arizona e stavo letteralmente galoppando verso il mio sogno: ero al top della forma fisica e mentale. Sembravo inarrestabile fino a quando un automobilista distratto, nel tentativo di sorpassare un camion, mi ha urtata. Sono caduta rovinosamente a terra fratturandomi una vertebra.
E’ stato terribile, non solo per la frustrazione di non sapere se sarei riuscita a portare a termine l’impresa, ma per i molti giorni di ospedale, prima in America e poi in Italia. Comunque, dopo molto penare, sono riuscita finalmente a rimontare in sella alla Hobo lì dove l’avevo lasciata.

Qual è stato l’episodio più bello della tua avventura?
Difficile scegliere: ho moltissimi ricordi stupendi ed emozionanti. Ero sempre combattuta tra la necessità di correre verso il mio record e la voglia di fermarmi a scattare qualche fotografia e a conoscere le culture dei luoghi attraversati.

Ti dico un continente: tu dimmi il primo pensiero che ti viene in mente


Sud America: di giorno c’era un caldo insopportabile, anche oltre i 50° C, e per 10 giorni sono stata costretta a pedalare di notte. Notti meravigliose, indimenticabili, con il panorama che cambiava in continuazione tra rocce, sabbia e villaggi illuminati solo dalla luna e da una miriade di stelle.
Asia: Malesia. Ricordo l’emozione di pedalare tra le moschee con il sottofondo delle preghiere dei muezzin. E poi Thailandia, con i suoi templi stupendi e le decine di bambini che ogni giorno mi correvano incontro festanti.
Australia: ho fatto moltissimi incontri. Il più buffo è avvenuto nel deserto con un uomo giapponese dall’età indefinita. Viaggiava a piedi per il mondo trainando un carretto contenente tutto ciò di cui aveva bisogno da 10 anni. Si è commosso quando gli ho regalato una tavoletta di cioccolata.

Cinelli Hobo
Direi che si è comportata bene, visto che il telaio d’acciaio e la forcella in carbonio hanno resistito all’urto con un’automobile. Non mi hanno dato problemi nemmeno il Gruppo Shimano Ultegra 10v, sempre affidabile, né l’impianto frenante di tipo V-Brake, scelto per la facilità di manutenzione.

Pneumatici

Per i primi 9.000 km non ho mai forato e poi, durante tutta l’impresa, ho forato 32 volte. Avevo a diposizione due tipi di pneumatici, 10 treni di Michelin PRO4 Endurance e 5 di Michelin PRO4 Grip. Alla fine ho usato solo gli Endurance per la notevole durata e per la specifica protezione rinforzata contro tagli e forature, aspetto fondamentale quando ho attraversato le strade sterrate delle Ande o del deserto australiano.

Sei già pronta per ripartire?
Il successo inatteso mi ha fatto capire che questa nuova vita non mi dispiace affatto. Quindi sì, ho in mente un’altra avventura ma non posso dirvi nulla fino a giugno. Posso solo anticiparvi che sarà un nuovo tentativo di record. Ovviamente in bicicletta.

 

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