Prova TREK Madone 5.2

Modello di gamma media per Trek, la Madone è in realtà un’ottima bici per chi vuole pedalare con comfort senza rinunciare alla giusta reattività

Madone è un nome ben noto agli appassionati di Trek, perché identifica la famiglia di bici di alto livello del marchio del Wisconsin, bici da sempre caratterizzate da elementi tecnici distintivi come il carbonio OCLV 500 con cui è costruito il telaio, i profili particolari dei tubi (battezzati KVF, Kammtail Virtual Foil) o i foderi senza freni (il freno posteriore è montato in basso dietro il movimento centrale). Si tratta di una costruzione molto particolare, che dona alla Trek Madone un fascino indiscutibile. Montata con un il gruppo Ultegra 11V (compact con cassetta 11-28, la più versatile in assoluto), la Madone sfrutta molti componenti della Bontrager, marchio di proprietà della stessa Trek. tra cui spiccano i freni aerodinamici integrati nel telaio, una chicca in questa fascia di prezzo.Sempre per ottimizzare l’aerodinamica tutti i cavi passano all’interno del telaio, e tra le cose interessanti c’è anche la predisposizione per l’alloggiamento del sensore di cadenza, il che evita di rovinare l’estetica montandolo esternamente. Alla nostra bilancia la Madone ha fatto registrare un peso di 7.770 grammi senza pedali, degno di nota per la fascia di prezzo in cui si inserisce questa bici. Alla prova dei fatti la Madone 5.2 si è rivelata una valida compagna di pedalate, scorrevole, efficace e anche piuttosto comoda. Il movimento centrale BB90 (il più largo attualmente disponibile) consente una grande rigidità e di conseguenza una significativa reattività. Ho apprezzato i freni in una giornata “bagnata”, perché si sono rivelati molto ben modulabili in discesa, situazione in cui la Trek si è fatta valere grazie a un’eccellente stabilità. L’Ultegra 11V è una garanzia di cambiate morbide (molto più di quello a 10 velocità) e precise, per non sbagliare un colpo.