Al di là del Kilometro Rosso

23 febbraio 2017 - 17:02

A chi è capitato, almeno una volta, di transitare sulla A4 Milano-Venezia poco prima di Bergamo non può essere passato inosservato un modernissimo edificio lungo un chilometro tutto rosso. Che si chiama, appunto, Kilometro Rosso. Ed è inevitabile cercare di immaginarsi cosa ci sia dietro, o addirittura dentro. Ebbene, come molti sanno rappresenta una delle massime eccellenza italiane del mondo, specialista d’avanguardia in sistemi frenanti e i suoi derivati: il suo nome suona italianissimo è internazionale come pochi altri. Brembo, base a Stezzano, con polo produttivo a Curno e… quasi ovunque nel mondo. 


Numeri da capogiro
L’azienda alle porte di Bergamo registra oltre 2 miliardi di euro di fatturato, per altro con un trend in continuo aumento. Stiamo parlando di una realtà internazionale che dà lavoro a 9.000 dipendenti e che ogni anno investe in R&D il 5% del fatturato, reparto in cui impiega ben il 10% delle risorse umane. Cifre enormi. L’altissimo livello di tecnologia raggiunto da Brembo è dimostrato dalla presenza ufficiale nei top team delle massime categorie del Motorsport, come fornitore e consulente in pista in MotoGP, Superbike, F1 e Rally. In sostanza dove c’è il massimo livello e vengono testati impianti freni che in seguito arriveranno nella produzione di serie, dove per altro Brembo ha una grande presenza in qualità di primo equipaggiamento di molteplici Case auto e moto.

Le dimensioni di Brembo
Per dare un ordine di grandezza e di potenza, nel 2015 Brembo sfoggia qualcosa come 60 titoli iridati nelle varie discipline dove partecipa sia ufficialmente che non. Brembo è insediata con impianti produttivi e/o di distribuzione in ben 15 Paesi nel mondo, situati nei principali continenti: la presenza conta su 4 laboratori di ricerca, 18 siti industriali e 22 società del gruppo. Durante la giornata di visita in Brembo a cui abbiamo partecipato erano previste delle sessioni in aula in cui l’ing. Andrea Algeri ha spiegato e illustrato in modo esaustivo ma semplice e coinvolgente il suo ruolo al seguito del Campionato del mondo F1. Algeri è uno dei tre ingegneri in pista che seguono le squadre che impiegano Brembo nel torneo più impegnativo del mondo.
Monza, pista “Heavy”
Nello specifico è stato analizzato come è costituito un impianto di F1, analizzandone i componenti in tutti i loro dettagli tecnici, oltre ai vincoli regolamentari che fanno da input al progetto. Alcuni esempi? I componenti del sistema frenante si suddividono in due sezioni: idraulici e materiale d’attrito. Del primo settore fanno parte le pinze, la pompa freno e il BBW (Brake by Wire), mentre al secondo appartengono i dischi e le pastiglie. Il progetto parte da quattro presupposti fondamentali: il Regolamento, il cosiddetto Braking Performance, il Layout e il trittico Ventilazione, Peso, Affidabilità. Di ciascuno di questi elementi è stato analizzato tutto. Interessante come, in funzione dei test dinamici, gli autodromi del circuito del Campionato del mondo F1 siano catalogati in tre tipologie, Light: UK, Belgio, Giappone, Brasile; Medium: Malesia, Cina, Germania, Monaco, Ungheria, USA, Australia, Spagna, Austria, Russia, Singapore, Azerbaijan; Heavy: Bahrain, Canada, Abu Dhabi, Italia, Messico. Come si può notare, l’Autodromo di Monza è considerato fra gli “Heavy”.


Come cambiano in freni di Formula1 nel 2017
La vera novità di quest’anno riguarda l’aggiornamento del regolamento F1 che ha richiesto da parte dei fornitori, in questo caso Brembo (che si appresta a iniziare la 42ª stagione nella massima serie degli sport automobilistici), nuovi impianti frenanti, con un sforzo di progetto, sviluppo e realizzazione non indifferente. Lo sviluppo è stato in funzione, per altro, dell’evoluzione generale delle monoposto, che riguarda pneumatici più larghi, vetture più performanti nonché capaci di sviluppare maggiori coppie frenanti. Ciò ha comportato l’esigenza di riprogettare ogni singolo componente: in primis le pinze freno che, adattate allo spessore maggiorato dei relativi dischi (sempre in carbonio), passato da 28 a 32 mm, passano dai componenti del BBW. Tra le conseguenze l’evoluzione del sistema di raffreddamento, con un aumento medio di 200 fori di ventilazione ogni disco (erano 1.200 nel 2016). Considerando che la temperatura dei dischi in F1 in frenata supera i 1.000° C il miglioramento dello smaltimento del calore sarà garantito. L’aumento della coppia frenante è stimato in circa il 25% e arriverà a circa 6G di decelerazione. Da quest’anno è inoltre prevista una considerevole riduzione del livello di usura del sistema frenante grazie al CER (il materiale in carbonio del disco freno). Il CER ha un’usura molto contenuta grazie all’elevata conducibilità termica e offre ridotti tempi di warm up e un veloce e lineare raggiungimento dell’attrito ottimale.


Numeri e curiosità
• Nel corso di una stagione F1, il materiale fornito da Brembo ai propri team è il seguente: 10 set pinze, da 140 a 240 dischi, da 280 a 480 pastiglie.
• La durata indicativa dei dischi freno da Formula1 è di circa 800 km.
• La revisione delle pinze è prevista ogni 2.500 km.
• Ogni pinza freno (materiale alluminio/litio) richiede 14 ore consecutive di lavorazioni meccaniche.
• La produzione e la lavorazione meccanica di ogni disco freno richiede 9 mesi.
• Il reparto Brembo Racing conta oltre 100 tecnici addetti specializzati per le varie fasi di progetto, calcolo, simulazione, industrializzazione e testing.

Se vi capita, fate un giro al Kilometro Rosso, vi sembrerà di essere alla NASA!

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Audi RS6 tre quarti anteriore

Nuova Audi RS6 Avant, più potente della Lamborghini Huracan

tutor attivi controesodo

Tutor attivi per il controesodo. Ecco su quali autostrade e da quando

Fiat Concept Centoventi, frontale, Salone di Ginevra 2019

Fiat Centoventi, 500 elettrica e le altre novità Fiat in arrivo