Aprilia Racing 2015, MotoGP ma non solo

Presentata l’attività racing 2015 di Aprilia. MotoGP per imparare, Superbike e Superstock per continuare a vincere

Arrivano, statene certi. Arrivano anche loro. Perché Aprilia non è mai stata capace di partecipare alle gare per fare numero. A Noale sono sempre andati in pista per vincere e lo hanno fatto per 54 volte, tanti sono i mondiali conquistati in un lasso di tempo relativamente breve. 125, 250, Superbike; dove ha corso, Aprilia ha vinto, ha creato campioni (praticamente tutti i grandissimi sono passati da lei da Rossi a Simoncelli, da Capirossi a Lorenzo, fino a Marquez), oppure, come dice Romano Albesiano “abbiamo fatto risorgere i piloti”. Vero. Vincere. Non importa dove, basta che si vinca e chi crede che le piccole cilindrate valgano meno delle grandi (dei 54 mondiali conquistati quasi tutti sono stati vinti nelle categorie cosiddette “inferiori”) chieda pure a Honda e KTM che si stanno prendendo a schiaffi in Moto3.ApriliaRacing2015-019Ma, ovviamente, la MotoGP è il massimo, l’olimpo di tutti i campionati del mondo, quello dove corrono i migliori, quello che offre la massima visibilità. E anche il più difficile. Il 2015 segna il ritorno di Aprilia nella MotoGP, ci aveva provato nel 2002 con la prima quattro tempi RS Cube, tre cilindri ipertecnologica, troppo per i tempi, ci riprova oggi con la RS-GP un nome che segna continuità con la prima MotoGP ma che arriva con ben altre credenziali, tanta esperienza in più nei motori 4 tempi da corsa, mondiali vinti nella Superbike. La montagna da scalare è altissima e Aprilia ha anticipato i tempi, doveva arrivare nel 2016, poteva lavorare nell’ombra ma ha deciso di buttarsi subito nella mischia.Perché, come dice Romano Albesiano responsabile tecnico di tutte le moto Aprilia (da corsa e non), solo in gara, mentre sei in pista con gli altri nelle medesime condizioni puoi capire quale è il tuo reale livello e solo in gara con i piloti titolari hai un feedback reale di come va la moto. E il livello dell’Aprilia al momento è quello di una moto che veleggia a media classifica con Alvaro Bautista e in fondo alla classifica con Marco Melandri. Più facile per Alvaro andare forte subito, abituato alle Bridgestone (e alla Honda) lo spagnolo ha mostrato subito tempi interessanti. Per Melandri è stato come tornare a scuola, deve ripartire da zero, ma in Aprilia sono convinti che il ravennate possa ancora dire la sua. Una stagione di sviluppo, una moto “laboratorio” che i tecnici Aprilia e del Team Gresini che da quest’anno gestisce le moto di Noale, svilupperanno durante tutto l’anno per arrivare pronti nel 2016 e per essere realmente competitivi nel 2017.ApriliaRacing2015-016Durante la presentazione negli studi di Sky nessuno ha negato le difficoltà, tutti sanno quanto c’è da lavorare, ma tutti sono altrettanto convinti che le moto da corsa a Noale le hanno sempre sapute fare molto bene. Lo dimostra la RSV4 Superbike, quest’anno doveva essere castrata dai regolamenti e alla prima gara è salita due volte sul podio, una delle due sul gradino più alto, con Leon Haslam e con Jordi Torres poco lontano dal podio.ApriliaRacing2015-007Cambiano i regolamenti, ma la RSV4 sembra essere sempre la moto più competitiva tra le derivate di serie; anche perché pur essendo concentrati sulla MotoGP, a Noale non hanno mollato la Superbike e, anzi, vogliono anche la Superstock. Categoria, quella delle “tabelle rosse”, che con la nuova RSV4RR sembra essere alla portata. Lorenzo Savadori e Kevin Calia sono i piloti Aprilia della Superstock, probabilmente il campionato più difficile in cui correre, perché qui la “base”, ovvero la moto di serie, conta più di qualsiasi cosa. Moto di serie che mai come in questo caso è legata a tutte le Aprilia che corrono. In effetti, come ha sottolineato ancora Albesiano, Aprilia è l’unica azienda ad avere un unico filo conduttore che lega la moto con targa e fanali alla MotoGP passando per le tappe intermedie Superstock e Superbike. Stessa filosofia costruttiva, stesso angolo tra i cilindri e carter motore in comune. Difficile trovare legami così stretti tra la moto che corre il re dei campionati e quella che troviamo dal concessionario. E credete non è cosa da poco.