Bordone Ferrari Mi1, l’italiana per i Rally

Ha fatto parlare di sé alla sua prima partecipazione alla Dakar. Ora Bordone-Ferrari diventa un vero e proprio marchio. Nasce la Mi1, italiana verace dedicata ai Rally

È fatta. Bordone-Ferrari non è più solo il nome di un team impegnato nei rally ma anche un vero marchio di motociclette da fuoristrada. Partiamo dai complimenti perché in un momento come questo mettersi in mente di costruire moto è davvero segno di coraggio e passione. Ma Nicoletta Altieri Bordone (proveniente da una famiglia di industriali col “pallino” della moto) e Renato Ferrari, architetto appassionato di motori, hanno voluto bruciare le tappe. Prima la partecipazione alla Dakar con un team nuovo di zecca  in sella a delle KTM 450 e con piloti di primo piano come Alessandro Botturi, Paolo Ceci, Gerard Farres e Jordi Viladoms; poi la moto intera, presentata ieri a Castiglion Fiorentino.Si chiama Mi1, come Moto italiana numero 1: la Bordone-Ferrari è dedicata ovviamente agli appassionati dei Rally e si propone come alternativa interamente made in Italy alle solite note. Italiana fino al midollo, perché il motore 450 4t (come da regolamento Dakar) è realizzato dalla TM su specifiche Bordone-Ferrari, e sfrutta tutta l’esperienza dell’azienda pesarese dei fratelli Serafini nei campi dell’Enduro, Supermoto e Rally. Cavalli e coppia non sono dichiarati ma Bordone-Ferrari annuncia potenza al top e grande guidabilità.Il telaio, realizzato da Fernando Prades, è un traliccio in tubi d’acciaio al cromo-molibdeno, ed è stato disegnato sulle geometrie di una moto rivoluzionaria in grado di offrire la maneggevolezza necessaria per le situazioni più critiche e allo stesso tempo grande stabilità e sicurezza in velocità. Tutto per un peso che si ferma a 130 kg a secco e arriva a 158 kg in ordine di marcia. La forcella è una Kayaba con steli di 48 mm di diametro mentre il forcellone muove per mezzo di un cinematismo esclusivo un ammortizzatore Donerre che fa correre la ruota posteriore per 300 mm.La Bordone-Ferrari è una moto puramente racing, ma questo non significa che la funzione debba prescindere dalla forma. A tracciare il design è stato chiamato Rodolfo Frascoli, appassionato vero oltre che matita italiana d’eccellenza; le grafiche sono invece opera dell’architetto Luca Mattavelli. Insomma, la Mi1 ha tutti gli ingredienti che deve avere una moto italiana: prestazioni, stile e tecnologia. Basteranno queste doti per battersi ad armi pari con i mostri sacri nello “sporco” mondo dei rally raid? Alle prossime Dakar l’ardua sentenza.