Comparativa 1000 SBK 2018 – Kawasaki Ninja ZX-10R SE

10 maggio 2018 - 17:05

È la novità assoluta della comparativa, ed anche la novità 2018 la casa di Akashi che porta per la prima volta in pista con RED la Ninja con sospensioni semiattive marchiate Showa. Questa la peculiarità che la distingue dalle altre. La moto più vincente in superbike degli ultimi anni parte da una base piuttosto “canonica” con un quattro cilindri in linea “screamer”, capace però di 200 cv pieni, erogati a 13.000 giri con una coppia di 113,5 Nm a 11.500 giri. Prestazioni ovviamente gestite da una elettronica avanzata anche se priva delle ultimissime novità. 208 kg il peso dichiarato in ordine di marcia, misure piuttosto “aperte” più europee che giapponesi per la ciclistica 1.440 mm l’interasse sono accompagnati da 107 mm di avancorsa.

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  RIDE  
L’ultima evoluzione della verdona Kawasaki, la moto più vincente in SBK degli ultimi anni, porta al debutto le sospensioni semiattive marchiate Showa e affianca la “R” e la specialistica “RR”. È stato Interessante innanzitutto capire come Showa abbia affrontato l’argomento sospensioni elettroniche, ma la ZX10R alla fine ci ha riservato qualche sorpresa in più.

Zitta zitta, la Kawasaki si è conquistata l’apprezzamento di quasi tutti i tester presenti, esperti e meno esperti. Lo ha fatto migliorando di continuo turno dopo turno, grazie agli interventi del tecnico ufficiale presente in pista che è riuscito a rifinire un assetto già buono in partenza. Le sospensioni elettroniche Showa (uniche con la forcella pressurizzata, il sistema è battezzato KECS Kawasaki Electronic Control Suspension) sono state una piacevole sorpresa, il principio di funzionamento è “event based” come quelli di BMW ovvero reagisce in tempo reale agli eventi. Ma si percepisce che le Showa lavorano in modo molto più preciso rispetto alle sospensioni tedesche dimostrando che le dichiarazioni del costruttore giapponese sulla miglior velocità di reazione rispetto a tutto quanto sul mercato sono probabilmente veritiere.

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Soprattutto, si dimostrano molto sensibili alle variazioni idrauliche inserite “da tastiera” cosa che ci ha aiutato a correggere la leggera difficoltà manifestata inizialmente dalla Kawasaki a chiudere la linea (rispetto ad Aprilia, Ducati e Honda) e la tendenza a sedersi in accelerazione. Passo dopo passo siamo quindi riusciti a migliorare l’assetto prima del time attack.

La 4 cilindri di Akashi mi è piaciuta anche a livello di motore. Il 4 in linea, che mi ricordavo un po’ meno pimpante ai bassi regimi, qui invece si è dimostrato dimostrato piuttosto in forma. Evidentemente i cerchi forgiati (che qualche kg probabilmente lo limano), di serie sulla SE, aiutano in accelerazione. La Kawasaki ha un’ottima posizione di guida, a metà strada tra le più compatte giapponesi e la BMW, la sella un po’ morbida “filtra” un po’ le comunicazioni che arrivano dall’asfalto, mentre i manubri sono piacevolmente larghi. Questo aiuta a timonare il peso consistente della Kawa (la più pesante di tutte, tra lei e Honda passano oltre 10 kg) tra le curve di Alcarras. Da questo e anche dalle misure piuttosto distese si capisce che la Ninja non ha nella maneggevolezza la sua arma migliore. Più stabile che agile non è velocissima eseguire i comandi nel pilota e nel cambiare direzione rivelandosi un po’ “fisica”. In compenso ha un avantreno che scava l’asfalto, realmente solido e rassicurante ispira tanta confidenza e invita ad osare. Così alla fine con lei ci si fida moltissimo e viene facile buttarsi nella buca come un paracadutista, certi che l’avantreno non mollerà e che le buche non la infastidiranno perché le sospensioni copiano molto bene.

Molto ben messa a livelli di elettronica, con un antiwheeling non regolabile separatamente dal TC come avviene su Honda, ma realmente efficace, la Ninja è velocissima nei cambi marcia, e ottima anche per quel che riguarda il traction control, a livello dei migliori e consentono di dare gas molto presto senza troppi patemi. Kawasaki, come Yamaha, è una di quelle moto “ingannevoli”. Mentre sei in sella alla Ducati ti sembra di star spaccando il mondo, con lei invece stracci il gas pensando “corri bambina corri che il cronometro non ci aspetta” insomma non hai la sensazione di essere così veloce. Invece alla fine il cronometro ti da soddisfazione. Il miglior giro in assoluto ad Alcarras è stato il suo, Roccoli ha estratto il coniglio dal cappello aggredendola. Il mio time attack è stato invece meno incisivo, cosa che ha alzato un po’ il tempo medio.

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La Kawasaki Ninja ZX-10R SE sotto la lente ad Alcarras

Equipaggiamento
Scarico Slip On

Peso rilevato con pieno
207,2 kg

Distribuzione dei pesi ant/post
108 /99,2 kg 52,1 % – 47,9 %

Riding Mode
Power F

S-KTRC
1

ABS
OFF

DWC
Collegato al TC

KEBC (freno motore)
Off

Tempo medio R1
1.37.839

Tempo medio R2
1.40.795

Miglior tempo assoluto
1.37.388

Tempo medio totale
1.39.317

Media voti tester
 8,08

 

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