Dainese e Ospedale Niguarda di Milano per la sicurezza in moto

Dal 2011 Dainese e l’Ospedale Niguarda Ca’ Granda di Milano collaborano alla costruzione di una banca dati sugli incidenti motociclistici, per sviluppare protezioni sempre più efficaci per chi va in moto

Si è tenuto martedì 3 dicembre 2013 presso l’Ospedale Niguarda Ca’ Granda di Milano l’incontro, moderato da Nico Cereghini, fra gli esperti del Trauma Team dell’ospedale, diretto dal professor Osvaldo Chiara, e Dainese, azienda leader nella creazione e produzione di abbigliamento protettivo per motociclisti.         

Nell'ambizioso progetto che vede coinvolte le due parti, Dainese è affiancata in particolare dal lavoro del Trauma Center dell’Ospedale Niguarda di Milano: attraverso un’accurata e approfondita analisi svolta sui pazienti vittime di incidenti stradali, che arrivano al pronto soccorso del Niguarda, il professor Osvaldo Chiara è stato in grado di fornire dati preziosi per lo sviluppo di tecnologie di protezione innovative, come ad esempio il D-Air Street, l’airbag per motociclisti recentemente presentato dalla Casa di Molvena. Nel caso specifico di D-Air Street, come racconta Lino Dainese, Presidente di Dainese Spa: ”Le rilevazioni effettuate dal professor Chiara sono state preziosissime e continueranno ad esserlo per le prossime evoluzioni. Questo è un esempio positivo e concreto di collaborazione efficace tra istituzioni e impresa, che dà più protezione a chi usa le due ruote in città e nel tempo libero, in tutto il mondo.” Nei prossimi 3 anni Dainese prevede di abbattere il prezzo del D-Air Street, per permettere a sempre più motociclisti una maggior sicurezza e protezione.

Il progetto nasce soprattutto dalla valutazione dei dati relativi agli incidenti stradali e da una necessaria di presa di coscienza da parte di motociclisti e scooteristi dei rischi legati a una scarsa o inesistente protezione per chi guida, soprattutto negli spostamenti quotidiani e urbani. I dati che emergono dagli studi del professor Chiara, effettuati su più di 200 incidenti motociclistici, rivelano che oltre il 30% dei pazienti del Trauma Center dell’Ospedale Niguarda sono motociclisti, e che gli incidenti su due ruote rappresentano più del 60% del totale degli incidenti stradali. Oltre il 48% degli incidentati sono motociclisti, il 45% scooteristi. Nel 92% dei casi le lesioni riguardano il guidatore (non il passeggero) e circa il 93% degli incidenti avviene su strade urbane ed extra-urbane (solo il 7% in  tangenziale o in autostrada), negli orari di punta per lavoro e scuole (quindi la mattina presto e tra le 18 e le 20). Per quanto riguarda i meccanismi, il 65% degli incidenti avviene a causa dell’impatto fra moto/auto o altri mezzi, il 20% per l’impatto della moto con un ostacolo fisso; più basse le percentuali per cadute senza impatti o per incidenti che coinvolgano pedoni.

A questo punto, la domanda che si fanno gli esperti di Dainese e a cui il Trauma Team risponde prontamente è: cosa indossano i motociclisti incidentati che arrivano al pronto soccorso? Ebbene, il 94% di essi indossa un casco (preoccupante quel seppur minimo 6% che non lo indossa…), ma solo nel 40% dei casi il casco è integrale. Inoltre, specialmente nei mesi estivi, quindi quelli di maggior utilizzo di mezzi come una moto o uno scooter, la percentuale di motociclisti che indossano una giacca protettiva o dei guanti adatti si ferma al 24%, mentre solo l’8% indossa stivali da moto.

Gli studi condotti da Osvaldo Chiara, come conferma lui stesso, “rappresentano la più grande casistica italiana sugli incidenti motociclistici, da cui sono emersi e continuano ad emergere dati preziosi per noi, ma soprattutto per la messa a punto di nuove piattaforme protettive, che possano incrementare la sicurezza di quelle parti che il nostro studio ha indicato come più sensibili. Tra queste il torace e la zona addominale, dove organi come fegato, milza e reni spesso riportano gravi conseguenze”.  

Nel prossimo futuro la ricerca del Trauma Center dell’Ospedale Niguarda si farà ancora più specifica, per andare ad individuare dati fondamentali come il tipo di ostacoli, il punto di impatto del motociclista rispetto a questi ultimi, la traiettoria dell’impatto e gli eventuali scontri secondari con altri elementi. Queste informazioni, commenta Marcello Bencini, Dainese Designer Manager Safety Equipment, saranno di importante supporto per la ricerca e lo sviluppo, nell’ambito del Dainese Advanced Research Program, di protezioni evolute, che tengano conto anche di zone molto a rischio finora “sottovalutate” come, ad esempio, il torace (causa del 18% delle lesioni gravi) e l’area frontale e laterale della gamba (22% delle lesioni gravi agli arti inferiori). Per non parlare della differenza a livello di lesioni fra chi indossa un casco integrale e chi no: nel primo caso, le lesioni riportate al viso sono inferiori del 73% rispetto a chi porta un casco jet, un numero sicuramente notevole.

Insieme agli esperti hanno portato la loro testimonianza anche il 15 volte campione del mondo Giacomo Agostini e il giovane Francesco Bagnaia, che prima della conferenza stampa ha incontrato 300 giovani delle scuole superiori milanesi per sensibilizzarli in tema di sicurezza stradale.