Ducati Testastretta DVT

Mai fermarsi, anzi accelerare. Sembra essere questo il motto del segmento delle maxi crossover, segmento dove i costruttori in questo […]

Mai fermarsi, anzi accelerare. Sembra essere questo il motto del segmento delle maxi crossover, segmento dove i costruttori in questo momento stanno mostrando davvero il meglio della tecnologia attualmente disponibile. Ducati è pronta a rilanciare con la nuova Multistrada, moto di cui per ora abbiamo scoperto solo il motore. Di ieri, infatti, è il rilascio delle prime informazioni ufficiali sul nuovo motore Testastretta DVT, desmodromico e con doppia fasatura variabile (aspirazione e scarico).Chi pensava che l’arrivo del motore Superquadro potesse pensionare il “vecchio” Testastretta (che ha radici storiche che partono dal motore della 851) dovrà cambiare presto idea. Ducati ha ulteriormente evoluto questo motore, che presto diventerà il cuore della sua nuova crossover. Ampiamente utilizzato sulle auto – pensare che ci sia lo zampino di Audi è tutt’altro che fuori luogo -,  il sistema di variazione di fase sulle moto è una rarità. C’è stato qualche tentativo da parte di Honda (ma con un sistema differente che “taglia” due valvole, utilizzato anche sulla nuova Crossrunner), ma è per la prima volta in assoluto che la variazione di fase continua è attiva sia sull’albero a camme di scarico sia su quello di aspirazione.Un lavoro di alta ingegneria ancor più importante, visto che si inserisce in un motore con distribuzione desmodromica, peculiarità a cui Ducati ovviamente non ha voluto rinunciare. Il risultato si riassume nei dati di potenza e coppia di questo nuovo motore che può spuntare 160 cv a 9.500 giri e ben 136 Nm di coppia a 7.500 giri, con 80 Nm già disponibili a 3.500 giri e una coppia sempre superiore ai 100 Nm tra i 5.750 e i 9.000 giri. Quindi il nuovo motore Ducati promette più potenza ma anche maggiore trattabilità. Tutto questo in un motore già in grado di rientrare nelle future normative Euro 4 (grazie anche alla doppia accensione). Il consumo (dichiarato) è inferiore dell’8% al motore di precedente generazione, mentre gli intervalli di manutenzione programmati sono ogni 30.000 km. A questo punto non ci resta che attendere di vedere la moto completa. Se queste sono le premesse… ne vedremo delle belle!